“Opera di periferia” all’Augusteo di Napoli
C’è una musica che nasce dai sogni infranti e dalla rabbia che diventa speranza.
È la musica di “Opera di periferia”, lo spettacolo di Peppe Lanzetta che dal 7 al 16 novembre torna a illuminare il palcoscenico del Teatro Augusteo di Napoli, con la regia di Bruno Garofalo e le musiche originali di Maurizio Capone & BungtBangt.
A più di quindici anni dal debutto, questa nuova produzione restituisce tutta la forza visionaria di un’opera che seppe leggere in anticipo i conflitti delle periferie globali: Napoli come il Bronx, Secondigliano come le banlieue francesi. Con un linguaggio diretto e poetico, Lanzetta dà voce a un’umanità fragile ma indomita, capace di sognare anche tra le rovine.
Il cuore pulsante dello spettacolo è la colonna sonora di Maurizio Capone, tredici brani originali che accompagnano e amplificano le emozioni della scena. Capone, pioniere della musica ecologica, sale sul palco con la sua band BungtBangt, trasformando oggetti di recupero in strumenti musicali e portando un’energia tribale che si fonde perfettamente con la narrazione.
Nel ricco cast figurano Ivan Granatino, le Ebbanesis, Maria Rosaria Virgili, Helen Tesfazghi, Peppoh, Alessandra Ciccariello, Vincenzo D’Ambrosio, Mattia Ferraro, Danilo Rovani, Lorenzo Simeone, Alfredo Mundo, i danzatori Giorgio Datz, David Kabore, Elpidio Patricelli e la partecipazione straordinaria dello stesso Peppe Lanzetta.
Le scene e la regia sono firmate da Bruno Garofalo, le coreografie da Orazio Caiti, i costumi da Anna Giordano.
“Opera di periferia” non è solo teatro civile, ma una sinfonia di resistenza. Tra parole, suoni e movimenti, il racconto si fa immagine: un “Guernica” urbano, una “Vucciria” dell’anima, dove l’arte diventa atto politico e grido di umanità.
“Se questo lavoro riuscirà ad aprire gli occhi e la coscienza anche di un solo spettatore,” afferma Lanzetta, “avrà raggiunto un grande risultato.”