A Bacoli, nel cuore del Parco Cerillo, prende forma la rassegna “Risonanze flegree – Quando parliamo d’amore al parco”, un ciclo di incontri che nei mesi di maggio e giugno trasforma uno degli spazi verdi più suggestivi dei Campi Flegrei in un laboratorio diffuso di letteratura, pensiero e immaginazione.
Il titolo della manifestazione richiama esplicitamente Raymond Carver e la sua opera Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, uno dei testi più emblematici della short story contemporanea. Nell’universo narrativo dello scrittore americano l’amore non è mai una certezza consolatoria, ma una domanda irrisolta: relazioni fragili, incomprensioni, silenzi, ossessioni e distanze emotive diventano il terreno su cui si misura la complessità dei sentimenti umani.
È proprio da questa idea di amore come interrogativo aperto che nasce la rassegna, che attraverso scrittrici, scrittori, poeti e docenti prova a restituire alla parola “amore” la sua natura più ambigua e profonda. Non definizione, ma ricerca. Non risposta, ma attraversamento. In un presente attraversato da fratture e incertezze, parlare d’amore diventa così un gesto necessario, quasi politico, oltre che poetico.
Inserita nel riconoscimento di Bacoli come “Città che legge 2024–2026”, l’iniziativa si colloca all’interno delle politiche culturali regionali dedicate ai territori dei Campi Flegrei, anche in relazione agli interventi compensativi legati ai fenomeni bradisismici. La rassegna rientra inoltre nel progetto culturale dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Bacoli “Risonanze Flegree: musica, arte e cultura nell’armonia resiliente di Bacoli”, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra comunità, paesaggio e produzione culturale.
A curare il progetto è la Cooperativa Sociale “Tre Foglie”, con la direzione artistica di Cecilia Laringe, in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Bacoli, ospitata all’interno di una villa ottocentesca nel Parco Cerillo. L’intera area, oggi gestita dalla cooperativa, rappresenta un presidio culturale e ambientale in cui natura e cultura convivono, grazie anche alla presenza di un agribar e di spazi dedicati alla fruizione pubblica.
Il programma si articola in una serie di appuntamenti settimanali che attraversano narrazioni, romanzi e linguaggi diversi, sempre ruotando attorno al tema dell’amore nelle sue molteplici declinazioni.
Si parte con un corso di scrittura creativa condotto da Vincenza Alfano, dedicato ai linguaggi della narrazione e agli strumenti fondamentali per costruire una voce letteraria. Un percorso gratuito pensato come introduzione pratica e teorica all’arte dello scrivere, ospitato negli spazi della Biblioteca Comunale.
Tra gli incontri più attesi quello dedicato a “La guerriera dei libri” della stessa Alfano, che racconta la figura di Guerriera Guerrieri, direttrice della Biblioteca Nazionale di Napoli negli anni della Seconda guerra mondiale. Una donna che fa della cultura una forma di resistenza, impegnata a proteggere migliaia di volumi antichi dalle distruzioni del conflitto. Il libro diventa così una riflessione sul valore della memoria e sulla fragilità del patrimonio culturale nei momenti di crisi.
Il viaggio prosegue con “Dopo il caffè” di Sabrina Uccello, storia di relazioni quotidiane sospese tra abitudine e malinconia, in cui il tempo sembra cristallizzarsi in un dialogo costante con il passato. Un racconto intimo che esplora il confine tra presenza e assenza, tra ciò che resta e ciò che si perde.
Grande attenzione anche per Pier Lorenzo Pisano e il suo La somma delle cose, un’opera che trasforma gli oggetti della quotidianità in tracce emotive di una relazione finita. Uno scontrino diventa lettera d’addio, la materia minima della vita si carica di significati profondi, nel tentativo impossibile di ricomporre ciò che si è spezzato.
La chiusura della rassegna è affidata a Monica Acito con La carità carnale, romanzo che intreccia legami familiari, crescita personale e dimensione simbolica del desiderio. Una storia in cui passato e presente, fede e corporeità si mescolano in una narrazione densa e visionaria.
“Risonanze flegree” si conferma così come un progetto culturale che unisce letteratura e territorio, trasformando il Parco Cerillo in uno spazio di ascolto e riflessione condivisa. Un luogo in cui la parola scritta torna a essere esperienza viva, capace di interrogare non solo l’amore, ma anche il modo in cui lo raccontiamo e lo comprendiamo.