“Je so’ Punk” è la mostra personale di Alessandro Cocchia che dal 29 luglio al 26 agosto trasformerà l’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino in un laboratorio di immagini, citazioni e provocazioni, dove la cultura pop incontra la storia dell’arte e l’identità partenopea.
Artista e designer, tra i protagonisti della scena neo-pop italiana e art director dell’agenzia di comunicazione Question Mark, Cocchia presenta ventiquattro opere che raccontano il percorso della sua ricerca artistica attraverso pittura, collage, lettering e installazioni, componendo un universo visivo in cui i confini tra alto e basso, sacro e profano, classico e contemporaneo si dissolvono.
Il titolo della mostra richiama esplicitamente “Je so’ pazzo” di Pino Daniele, ma sostituisce la follia con il punk. Non un riferimento musicale in senso stretto, bensì una dichiarazione di poetica: il punk diventa sinonimo di libertà creativa, desiderio di rompere le convenzioni e capacità di reinventare continuamente il proprio linguaggio.
«Ho immaginato Je so’ Punk come un percorso immersivo dove linguaggi alti e bassi, cultura popolare e riferimenti colti si intrecciano continuamente, invitando il pubblico a riflettere sul valore della contaminazione come motore della creatività e occasione di lettura del presente», spiega Alessandro Cocchia.
Napoli attraversa l’intera esposizione come una presenza costante. San Gennaro, Pino Daniele, Diego Armando Maradona e altri simboli dell’immaginario cittadino vengono reinterpretati secondo l’estetica neo-pop dell’artista, dialogando con figure provenienti dalla storia dell’arte e dalla cultura di massa. Andy Warhol, Frida Kahlo e Jan Vermeer convivono così con i Simpson, Peppa Pig e personaggi della serialità contemporanea, dando vita a composizioni ironiche, spiazzanti e ricche di rimandi.
Tra le opere più sorprendenti spicca “BeThatCool”, installazione che immagina un improbabile incontro tra Marcel Duchamp ed Edvard Munch, trasformando il bidet nel provocatorio “salvatore del mondo dalla shit-art”. Un vero sanitario, collocato davanti all’opera, invita i visitatori a sedersi, fotografarsi e diventare parte integrante del lavoro, cancellando il confine tra osservatore e opera d’arte.
La dimensione partecipativa prosegue anche all’ingresso della mostra, dove un grande gonfiabile a forma di corna accoglie il pubblico, trasformandosi in un elemento scenografico pensato per favorire l’interazione e la condivisione dell’esperienza sui social.
Partner dell’iniziativa è Sole365, che sostiene il progetto nella convinzione che l’arte debba essere uno strumento di partecipazione e crescita culturale. «Siamo felici di affiancare questa esposizione dedicata all’esplorazione, alle alternative e all’ironia, perché ne condividiamo lo spirito. Anche noi abbiamo scelto una visione fatta di sperimentazione e di rottura degli schemi. Anche noi ci sentiamo punk», afferma Antonio Apuzzo, amministratore delegato di AP Commerciale (Sole365).
L’inaugurazione è in programma martedì 29 luglio, dalle 17.30 alle 20.00, con ingresso gratuito. La mostra resterà aperta fino al 26 agosto e sarà visitabile con il biglietto di accesso al Maschio Angioino.
Più che una semplice esposizione, Je so’ Punk si propone come un’esperienza immersiva che riflette sul potere delle immagini nella società contemporanea e sulla capacità dell’arte di mescolare riferimenti, linguaggi e identità. Un invito a guardare il presente attraverso l’ironia, la contaminazione e quella libertà creativa che, per Alessandro Cocchia, rappresenta la più autentica essenza del punk.