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La stagione del Teatro Civico 14: Abbiamo ancora tanto da raccontare

  • Redazione
  • Settembre 12, 2023
  • 4:55 pm
  • Teatro

Il Teatro Civico 14 di Caserta – importante riferimento culturale del territorio casertano per la tenace attività di formazione, programmazione e ricerca teatrale – presenta la stagione numero 15, con la volontà di farsi luogo d’incontro vivo, dove prendersi il tempo di ascoltare nuove storie, cogliendo l’attimo irripetibile dello spettacolo dal vivo.

Il teatro è inteso come luogo dove riconnettersi al presente – al qui ed ora –, interpretando il tempo dello spettacolo come una sospensione necessaria per accedere ad una dimensione creativa più vera e più umana.

«È questo il momento per prendersi tempo, del tempo per se stessi – scrive il collettivo Mutamenti / Teatro Civico 14. Fermarsi e guardarsi intorno, vivere, godere delle piccole cose e apprezzare quello che ci circonda, guardarsi negli occhi, ascoltare e poter dire: ‘io c’ero’. Ed è per questo motivo che pensiamo sia giunto il momento di cogliere l’attimo per apprezzare il Teatro in tutta la sua potenza e bellezza. Abbiamo bisogno di esserci, qui e ora. Ogni attimo trascorso in sala sarà un regalo prezioso, una connessione tra il Teatro e lo spettatore».

“Abbiamo ancora tante storie da raccontarti”: è il claim della nuova stagione, che richiama l’antica funzione epica del teatro, quella che raccoglie le persone nell’ascolto collettivo. 25 i titoli in programma che celebrano l’arte di raccontare, interpretati da tanti artisti di rilievo del panorama italiano. Tra i tanti nomi, quelli di veri e propri aedi della scena contemporanea come Mimmo Borrelli, Licia Lanera, Lino Musella, Oscar De Summa, Massimiliano Civica, Tony Laudadio, Gea Martire.

A dare il via alla stagione 2023-24, il 1° ottobre, sarà Di un Ulisse, di una Penelope con Roberto Solofria e Ilaria Delli Paoli, spettacolo prodotto dalla compagnia Mutamenti / Teatro Civico 14, che vede due eroi epici, che conoscono bene il valore dell’attesa e il senso del tempo, faccia a faccia per raccontarsi vent’anni di separazione.

È una stagione polifonica, quella del Teatro Civico 14, che passa dalle riscritture di classici intramontabili, come Questioni di famiglia, tratto da Antonio e Cleopatra di Shakespeare, diretto da Andrea Collavino (5 novembre), Antuono e i doni dell’orco, tratto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, regia di Roberto Solofria (6, 7 gennaio); Come un animale senza nome da Pier Paolo Pasolini di e con Lino Musella (24, 25 febbraio); I duellanti di Conrad, nella versione di Francesco Niccolini, regia di Mario Gelardi (6, 7 aprile); arrivando a produzioni innovative, che mettono in campo particolari medium espressivi, come la conferenza-spettacolo di Massimiliano Civica, L’emozione del pudore, in cui si incrociano proiezioni video e spettacolo dal vivo (8 ottobre); il progetto, due volte finalista alla Biennale di Venezia, Disintegrazione 2.0, di Ilaria Delli Paoli, Paky Di Maio e Francesco Zentwo Palladino, che mescola teatro, musica e visual art (24-26 novembre); Stéfano di Armando Discépolo, per la regia Stefano Angelucci Marino, realizzato con otto maschere antropomorfe, un codice espressivo nato dalle suggestioni create dai murales e dai “bamboloni” della Boca (16 marzo); e ancora il format site specific Do not disturb – Il teatro si fa in albergo di Mario Gelardi e Claudio Finelli, in una speciale edizione realizzata dalla Compagnia Mutamenti / Teatro Civico 14 in collaborazione con il Nuovo Teatro Sanità, presso Hotel dei Cavalieri di Caserta (8-10 marzo).

Ci si immergerà inoltre in storie indimenticabili di grandi drammaturghi con La Direttissima Napoli – Milano, testi dall’opera di Scarpetta e Ferravilla, lo spettacolo, diretto da Francesco Ottavio De Santis, racconta l’amicizia tra i due artisti, portando in scena frammenti di successi come La class di Asen, Na Santarella, Miseria e Nobiltà (10, 11 febbraio).

Un mosaico di emozioni che non perde mai di vista il presente: 12 le opere originali esplorano temi attuali e universali, come Con la Carabina (vincitore di due premi UBU nel 2023), diretto da Licia Lanera, storia di una bambina di 11 anni che un tribunale francese riconosce consenziente allo stupro che ha subito da un amico del fratello maggiore (20 ottobre); La città che incanta (Pasqualino e Alessiuccia) di Tony Laudadio, storia di amore e musica costituita sulle canzoni di Pino Daniele (21, 22 ottobre); in scena anche un doppio appuntamento con il pluripremiato Oscar De Summa, che porta sul palcoscenico casertano Nessun elenco di cose storte con Sandra Garuglieri (11 novembre) e Rette parallele sono l’amore e la morte (12 novembre); si prosegue con Amore e altre bugie di Antimo Navarra, regia di Roberto Solofria, che esplora i complicati intrecci amorosi di un gruppo di amici (16, 17 gennaio e 25-30 dicembre); Lampedusa Beach di Lina Prosa, regia Marcello Manzella, che racconta con gli occhi di Shauba, la storia di barcone carico di settecento profughi affondato nello specchio di mare di fronte a Lampedusa (27, 28 gennaio); Della storia di G. G. una black comedy, tratta dal racconto di Mariagrazia Rispoli, riscritta e interpretata da Gea Martire, diretta da Mariano Lamberti (3-4 febbraio); Napucalisse (oratorio in lettura) di e con Mimmo Borrelli, racconto dolente e arrabbiato dell’uomo napoletano messo in condizioni di inferiorità e ghettizzazione sociale, che non sentendosi parte dello stato e della sua famiglia, è destinato a esplodere come il Vesuvio (2, 3 marzo); I fiori di Aldo Moro di Chianelli e Conforti, con Ettore Nigro, che fa parlare Antonio Spiriticchio, fioraio di via Fani che il giorno del sequestro di Aldo Moro non si trovò sul luogo perché i terroristi avevano forato le ruote del suo furgoncino (23, 24 marzo); Fine pena ora di Elvio Fassone, adattamento e regia Simone Schinocca con Salvatore D’Onofrio, Costanza Maria Frola, Giuseppe Nitti, che portano in scena la corrispondenza lunga oltre 30 anni tra un ergastolano e il suo giudice (19 aprile); Interno camera di Giglio / Prosperi, un lavoro sulla necessità di fermarsi in una società dedita allo sfinimento (27, 28 aprile).

Non mancheranno spazi dedicati a giovani talenti locali, con nuove generazioni di artisti pronti a regalare freschezza e originalità al palcoscenico: il Teatro Civico 14 apre le porte a Vulíe Teatro che presenta Pig Bitch (14, 15 ottobre); al Collettivo Lunazione, che porta in scena Il Colloquio (13, 14 gennaio) e al progetto di Alessandro Paschitto Opera didascalica (4 e 5 maggio).

Una stagione aperta a voci diverse, multiforme: il Teatro Civico 14 ospiterà oltre al teatro, anche musica e danza. Il 13 aprile parte Inside the project con Inside Pink Floyd “The Wall”, un progetto di Paky Di Maio e Luigi Iacono, che intendono realizzare un appuntamento stagionale dove gli artisti coinvolti rendono omaggio, con nuove chiavi di interpretazione, a una band o un artista che ha segnato la storia della musica. Il 29 ottobre, 19 novembre e 3 dicembre, l’Associazione Arabesque presenta Off call for contemporary experimental dance, rassegna di danza contemporanea che coinvolgerà compagnie nazionali tra le più interessanti, come Borderline Danza, Movimento Danza, Atacama, Mandala Dance company, Resextensa, Arb Dance Company.

L’attività di formazione del Teatro Civico 14 continua ad essere uno strumento indispensabile per diffondere la cultura teatrale sul territorio. L’offerta di grande qualità, vede, oltre ai laboratori di teatro – La grammatica della scena (corso base), La palestra dell’attore (corso intermedio) e Laboratorio 14 (corso avanzato) –, percorsi dedicati ai più giovani: L’attore capovolto (11-15 anni) e Oplà Teatro (6-10 anni); e un seminario intensivo condotto da Mimmo Borrelli dal 7 al 10 marzo, dal titolo Il teatro è un gran patto collettivo.

I biglietti della stagione teatrale sono acquistabili online sul sito teatrocivico14.it.

Il prezzo del biglietto intero è di 12 euro, il ridotto costa 10 euro (per under 30 e over 65); è disponibile inoltre un carnet comprensivo di 5 spettacoli a scelta della stagione teatrale al costo di 50 euro (intero), ridotto a 40 euro.

La stagione 2023-24 del Teatro Civico 14 è realizzata con il sostegno del Mic e della Regione Campania e con l’aiuto degli sponsor: Hotel del Cavalieri, Il Cortile Ristorante e Osteria Nunziatina.

La stagione del Teatro Civico 14 Abbiamo ancora tanto da raccontare 1

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Il principe e la ragazzina, Marilù Simoneschi e il memoriale della moglie di Totò

Totò e Diana, la verità sulla storia d’amore con la donna che ispirò “Malafemmena”. A quasi 60 anni dalla morte del grande artista, Marilù Simoneschi racconta il Totò lontano dalle luci del palcoscenico nel romanzo-verità Il principe e la ragazzina, pubblicato da Marlin Editore con uno scritto di Giancarlo Governi.  Il libro sarà presentato in anteprima al Campania Libri Festival a Palazzo Reale (sala conferenze Sciurella al primo piano) a Napoli domenica 4 ottobre alle ore 12. Con l’autrice Marilù Simoneschi interverranno: l’editore Sante Avagliano e il giornalista e critico cinematografico Antonio Fiore. Le letture saranno affidate alla giornalista e attrice Roberta D’Agostino. Modera Ida Palisi.  Al centro della storia c’è la testimonianza di Diana Bandini Rogliani, moglie di Totò (scomparsa nel 2006) e madre di Liliana De Curtis. Diana affidò a Marilù Simoneschi un racconto-memoriale della propria vita accanto all’artista, autorizzandone la pubblicazione. A partire da quella testimonianza, l’autrice ricostruisce un ritratto privato del «principe della risata»: l’uomo, il marito e l’amante, con le sue passioni, le fragilità, le contraddizioni e gli eccessi.  Una storia che arriva fino agli ultimi giorni di vita di Totò e che contiene un episodio rimasto finora sconosciuto, destinato a gettare una nuova luce sul rapporto tra l’artista e Diana e sulle sue volontà in fin di vita.  Con discrezione e rispetto per la voce di Diana, Simoneschi accompagna il lettore nella dimensione privata dell’artista: il rapporto con la madre e con il padre ritrovato in età adulta, l’attenzione verso la povera gente, l’amore per gli animali e in particolare per i cani, le paure legate alla minaccia fascista e le fughe, fino agli altri grandi amori della sua vita, compreso quello con Silvana Pampanini, che contribuì alla fine del matrimonio con Diana.  Al centro del libro resta però la lunga e tormentata relazione tra Totò e Diana: un amore fatto di passione, tradimenti, separazioni e riconciliazioni, segnato dalla nascita della figlia Liliana e destinato a lasciare una traccia profonda nella vita di entrambi.  UN MEMORIALE RIMASTO PRIVATO  «Ho incontrato Diana Bandini Rogliani nel lontano 1989, dopo averla convinta, con la collaborazione della figlia Liliana De Curtis, a registrare un racconto-memoriale». Così Marilù Simoneschi ricorda l’inizio del lungo lavoro che ha portato alla nascita del libro. «Diana aveva allora 73 anni, ma era ancora una bellissima signora, di quell’eleganza discreta fatta di abiti di buona fattura, capelli in ordine, profumo lieve e perdurante. Ma soprattutto mi colpì la sua lucida intelligenza, la precisione degli elementi del racconto e la sua fiducia nel farmi partecipe di ricordi per lei preziosissimi. E di particolari inediti e a dir poco strabilianti, inerenti alla sua intensa storia d’amore con il Principe della risata». Gli incontri proseguirono per quasi un mese. «Più volte l’ho vista piangere, molto presa emotivamente dai momenti salienti di quel racconto. Di una cosa sono certa: Totò è stato per moltissimi anni, e anche al di là della sua effettiva presenza, il suo credo, la sua ragione di vita. E che in fondo lei ne è stata ricambiata in egual misura».  Proprio nelle ultime pagine del memoriale emerge un particolare legato agli ultimi giorni di vita di Totò, rimasto sconosciuto ai più e destinato, secondo l’autrice, a modificare la lettura della loro storia.  LE PAROLE DI GIANCARLO GOVERNI  Secondo Giancarlo Governi, autore, giornalista e storico divulgatore della figura di Totò (basti ricordare il celebre programma “Pianeta Totò”), il memoriale di Diana Rogliani rappresenta una testimonianza particolarmente significativa per ricostruire la vicenda privata dell’artista. «Solo oggi, attraverso il libro di Marilù Simoneschi, ho finalmente appreso quella che sembra la versione più attendibile, poiché dettata dalla viva voce di Diana Rogliani, in un memoriale esclusivo in cui, per la prima volta, ha aperto il cuore, svelando eventi e segreti mai resi noti in precedenza. Finalmente, attraverso questa lunga e accorata confessione, si sgombra il campo da tante false narrazioni sulla loro lunga e intricata storia d’amore, molto simile a un romanzo, ma in verità drammatica, sofferta e densa di ogni sentimento sincero».  IL LIBRO  Il romanzo-verità, costruito a partire dalla lunga intervista di Marilù Simoneschi a Diana Rogliani e narrato in prima persona attraverso la sua voce, prende avvio dall’incontro tra Totò e la giovanissima Diana, avvenuto a Firenze nell’agosto del 1931, al teatro «Le follie estive».  Totò, allora trentatreenne e già all’apice della notorietà, rimase colpito dalla bellezza della quindicenne Diana. In lei riconobbe l’ideale femminile che aveva inseguito fin da ragazzo, quando, ancora povero e senza padre, era rimasto affascinato dal volto di una giovane donna raffigurato su un manifesto pubblicitario affisso sui tram di Napoli, una ragazza che presentava una forte somiglianza con Diana.  Nonostante la differenza d’età e le convenzioni sociali dell’epoca, tra i due nacque una passione immediata. Totò dichiarò di voler sposare Diana, incontrando l’opposizione della famiglia. Determinata a seguirlo, la ragazza fuggì in segreto dal collegio Demidoff di Firenze, dove studiava, prese un treno per Roma e raggiunse Totò.  La fuga provocò una denuncia da parte della futura suocera per sottrazione di minore e segnò l’inizio di una relazione attraversata da passioni, eccessi, tradimenti, separazioni e ritorni. Dalla loro unione nacque Liliana, ma il matrimonio fu segnato anche da altre relazioni, tra cui quella di Totò con Silvana Pampanini, fino alla rottura definitiva.  Il libro arriva agli ultimi giorni di vita dell’artista e svela un segreto che Diana Rogliani non aveva mai raccontato prima: un episodio avvenuto pochi giorni prima della morte di Totò, nel 1967, che getta una nuova luce sulla figura dell’attore e sulla storia d’amore tra i due.  L’AUTRICE  Marilù Simoneschi vive e lavora a Roma. Giornalista, ha collaborato con i principali settimanali italiani, tra cui Gente e Oggi, intervistando protagonisti del cinema, della televisione, dello spettacolo e della politica.  Con Lino Zani ha pubblicato Era santo, era uomo. Il volto privato di papa Wojtyla (Mondadori, 2014), dedicato alla dimensione privata e alla vita in montagna di Giovanni Paolo II. Dal libro è stato tratto l’omonimo film. L’opera ha ottenuto un significativo successo editoriale ed è stata tradotta in diverse lingue.  ...
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