MDLSX è ordigno sonoro, inno lisergico e solitario alla libertà di divenire, al gender b(l)ending, all’essere altro dai confini del corpo, dal colore della pelle, dalla nazionalità imposta, dalla territorialità forzata, dall’appartenenza a una Patria. Di “appartenenza aperta alle Molteplicità” scriveva R. Braidotti in “On Becoming Europeans”, avanzando la proposta di una identità post-nazionalista… Ed è verso la fuoriuscita dalle categorie – tutte, anche artistiche – che MDLSX tende. È uno “scandaloso” viaggio teatrale di Silvia Calderoni che – dopo 10 anni con Motus – si avventura in questo esperimento concepito nel formato di un eccentrico Dj/Vj set. MDLSX va in scena sabato 29 novembre alle ore 20.30 e domenica 30 novembre alle 18 a Galleria Toledo. Protagonista Silvia Calderoni, regia Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, drammaturgia Daniela Nicolò e Silvia Calderoni.
In MDLSX collidono brandelli autobiografici ed evocazioni letterarie e sulla confusione tra fiction e realtà MDLSX oscilla – da Gender Trouble a Undoing Gender. Citiamo Judith Butler che, con “A Cyborg Manifesto” di Donna Haraway, il “Manifesto Contra-sexual” di Paul B. Preciado e altri cut-up dal caleidoscopico universo dei Manifesti Queer, tesse il background di questa Performance-Mostro.
Il cambiamento necessario è talmente profondo che si dice sia impossibile, talmente profondo che si dice sia inimmaginabile. Ma l’impossibile arriverà e l’inimmaginabile è inevitabile. (Manifesto Animalista, Paul B. Preciado).
Biglietti: 18€ intero; 15€ ridotto convenzionati / over 65/under 30 e carta Feltrinelli/Ubik. Studenti: 10€
Lo spettacolo sarà preceduto giovedì 27 novembre 2025 alle ore 17.30 presso La Feltrinelli di Via S. Caterina, 23 da un focus on MDLSX a cura di Maria Morvillo, a ingresso libero. In un tempo che mastica e sputa i suoi contenuti formare un pubblico consapevole diventa scelta necessaria. All’appiattimento dell’offerta culturale bisogna rispondere con sinergie e collaborazioni tra chi ricopre, con responsabilità e accortezza, ruoli nel settore culturale. Partire dal pubblico significa intervenire dalle fondamenta, renderle solide, stabili. Formare, quindi, per costruire dentro e fuori lo spazio del teatro; e consentire, in questo modo, che la fruizione dei contenuti non si perda nelle frenetiche comunicazioni del tempo presente. Da qui il ciclo d’incontri Retropalco, cinque incontri di stampo teatrale dedicati ad alcuni dei titoli più interessanti della stagione 25.26, per approfondire temi, contesti e agenti che operano sulla scena e restituire agli spettatori una cassetta degli attrezzi pronta all’uso per osservare e decostruire lo spazio del palcoscenico.