C’è un momento, nella Tempesta di Shakespeare, in cui ogni certezza si incrina: il potere vacilla, le gerarchie si dissolvono, l’ordine conosciuto viene inghiottito dal mare. È da questo punto di frattura che prende forma La Tempesta prodotta da Galleria Toledo, con la drammaturgia e la regia di Laura Angiulli, in scena dal 29 gennaio al 1° febbraio e dal 5 all’8 febbraio 2026.
Lo spettacolo affonda le mani nella materia viva del testo shakespeariano, facendone emergere la natura ambigua e visionaria. L’isola non è soltanto luogo dell’esilio, ma spazio mentale e politico, territorio in cui la realtà si piega all’illusione e l’illusione rivela una verità più profonda. Prospero, artefice della tempesta, non è solo mago e sovrano decaduto, ma figura liminale: creatore di mondi, regista occulto, uomo che esercita il potere e insieme ne sperimenta il peso e la solitudine.
«Non ci fu alcuno che non sentisse la febbre del delirio», racconta Ariel. Ed è proprio questa febbre a muovere la scena: una forza che travolge corpi e parole, generando spaesamento, ironia, violenza e poesia. La Tempesta diventa così una riflessione sul potere e sulla sua legittimità, sul comando e sull’obbedienza, su chi governa e su chi è governato. Importa assai del re a questi colpi di mare furibondi? La domanda del Nostromo risuona oggi con rinnovata urgenza.
L’allestimento si avvale del disegno luci di Cesare Accetta, della scena di Rosario Squillace e dell’illuminotecnica di Lucio Sabatino, in un dialogo costante tra visione e materia scenica. Il cast – Paolo Aguzzi, Gennaro Di Colandrea, Alessandra D’Elia, Ciro D’Errico, Enrico Disegni, Sabrina Nastri, Andrea Palladino, Antonio Speranza e Antonio Torino – dà corpo a una coralità instabile, attraversata da tensioni e improvvisi slittamenti di senso.
Prima del debutto ufficiale, dal 22 al 25 gennaio 2026, La Tempesta si offrirà al pubblico nel suo divenire attraverso l’iniziativa Prove Aperte. Un’occasione rara per assistere al processo creativo, per entrare nel laboratorio del teatro e osservare come il caos iniziale si trasformi, giorno dopo giorno, in forma. Un attraversamento necessario, perché è proprio lì – nell’incertezza, nelle domande ancora aperte – che lo spettacolo rivela la sua anima più autentica.
Il biglietto unico per le Prove Aperte ha un costo di €7. Un invito a perdersi nell’isola prima che la tempesta trovi la sua quiete.