A Napoli, negli spazi del Polo museale dell’Università Suor Orsola Benincasa, prende forma un viaggio visivo che attraversa mezzo secolo di storia italiana. La mostra “DC. Storia di un Paese” si propone come un racconto per immagini della vicenda della cosiddetta “Balena Bianca”, restituendo al pubblico non solo la parabola politica della Democrazia Cristiana, ma anche il ritratto complesso dell’Italia repubblicana dalla fine della guerra agli anni di Tangentopoli.
Promossa dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell’80° anniversario della nascita della DC e presieduta da Ortensio Zecchino, l’esposizione, visitabile fino al 24 aprile con ingresso libero, nasce con l’obiettivo di sintetizzare attraverso la fotografia le grandi trasformazioni del Paese: la ricostruzione postbellica, il boom economico, l’inserimento stabile dell’Italia nello scenario occidentale ed europeo.
Il percorso espositivo si sviluppa come una narrazione corale, fatta di volti, incontri e momenti simbolici. Scatti iconici mostrano Alcide De Gasperi accanto a Winston Churchill, Amintore Fanfani con John F. Kennedy, Ciriaco De Mita insieme a George H. W. Bush e Giulio Andreotti con Mikhail Gorbachev. Immagini che raccontano non solo relazioni internazionali, ma il ruolo centrale svolto dall’Italia nello scacchiere globale del secondo Novecento.
Come sottolinea il rettore Lucio d’Alessandro, la storia della DC coincide in larga parte con quella dell’Italia repubblicana, non solo sul piano politico ma anche su quello culturale e sociale. In un’epoca segnata oggi da forti polarizzazioni, emerge dalla mostra un modello di gestione del potere capace – pur tra luci e ombre – di includere, mediare e mantenere aperto il confronto, persino con una satira spesso feroce.
Tra le sezioni più significative spicca quella dedicata alle “date della libertà”, che ricorda, tra le altre, la decisione del governo Alcide De Gasperi del 22 aprile 1946 di istituire il 25 aprile come festa nazionale, simbolo della liberazione dal nazifascismo. Un passaggio fondativo della nuova identità democratica del Paese.
L’esposizione è articolata in grandi aree tematiche: dalle radici culturali del cattolicesimo politico con Romolo Murri e Luigi Sturzo, alle origini nella Resistenza e nella clandestinità; dalla figura di De Gasperi, padre della patria, alle grandi riforme sociali ed economiche; fino ai capitoli più drammatici, come il terrorismo e la crisi di Tangentopoli, passando per il ruolo delle donne e la dimensione popolare del partito.
A completare il progetto, il catalogo edito da Il Cigno, curato da Zecchino e arricchito dai contributi di studiosi e protagonisti della vita politica, tra cui Vincenzo Scotti e Pierluigi Castagnetti.
Dopo Napoli, la mostra proseguirà il suo itinerario in altre città italiane, da Pescara a Milano fino a Salerno, confermandosi come un progetto culturale itinerante capace di stimolare una riflessione ampia sulla storia recente del Paese.
“DC. Storia di un Paese” non è solo una raccolta fotografica, ma un dispositivo di memoria collettiva: un racconto per immagini che invita a rileggere il passato per comprendere meglio le dinamiche del presente e interrogarsi sul futuro della democrazia italiana.