Sarà in scena al Piccolo Bellini dal 21 al 26 aprile 2026 lo spettacolo Favola, da un testo di Fabrizio Sinisi per la regia di Giorgia Cerruti che firma anche la scenografia e i costumi. Lo spettacolo è idealmente dedicato a Pier Paolo Pasolini
Una donna e un uomo, due genitori, sono chiusi in una stanza. Per una ragione oscura che viene nominata solo alla fine, non possono uscirne. In questo spazio claustrofobico, dominato da un grande muro-schermo, la donna inscena tre visioni. In ogni episodio lei “G.” e il marito “D.” sono protagonisti di una violenza, una sopraffazione dell’uomo sulla donna, del potente sull’inerme. Sul palco – luogo del reale – i protagonisti G. e D. ripercorrono le favole del proprio dolore, ogni giorno, nell’arco temporale che sta tra il sonno e il risveglio. Il ponte di accesso a questa via oscura è un grande schermo che genera visioni: è il cranio di G., il luogo del rimosso, della trasformazione, o il setaccio della memoria di sequenze perdute.
Favola attraversa i territori della realtà e del sogno, creando un’osmosi tra i linguaggi specifici del palcoscenico e della video-art. Ogni episodio è un punto di snodo della modernità occidentale, un momento chiave per capire la contraddittoria identità del presente. La “piccola” storia personale dei protagonisti è una cornice scatenante che allaccia un’opera in cinque atti (un prologo, tre sogni, un epilogo) dove il braccio maestro è un teatro politico poeticamente incastonato nella tragedia dei perdenti, di coloro che – nella grande Storia – scompaiono affinché sorga una nuova civiltà, in una parata inarrestabile di diseguaglianze. Fabrizio Sinisi, enfant prodige della drammaturgia nazionale, premiato col Premio Nazionale dei Critici di Teatro, scrive appositamente per Davide Giglio e Giorgia Cerruti – anime fondatrici della Piccola Compagnia della Magnolia – un testo abissale e visionario, poetico e politico, un gran teatro del mondo severamente affacciato su un barocco postmoderno e fiammeggiante. La creazione di Piccola Compagnia della Magnolia, ispirata al Calderòn di Pasolini, è idealmente dedicata al poeta friulano.
Orari: feriali h. 21:00, mercoledì h. 18:00, sabato h. 19:30, domenica h. 18:30
Prezzi: Martedì • Mercoledì 15€ – Giovedì • Venerdì • Sabato • Domenica 20€ – Under 29 12€
Durata: 75 min.
Chiesi ormai quattro anni fa a Fabrizio di scrivere un testo per attraversare il tema dell’eresia e dell’utopia attraverso la condizione ciclica del sonno e del risveglio, inseguendo un po’ le suggestioni del Calderòn di Pasolini e dell’Orlando della Woolf.
Poi il tempo di noi tutti si è bloccato a lungo, trasformando i muri di casa propria in un recinto collettivo. Ne è nato FAVOLA, opera monumentale di Fabrizio Sinisi. I protagonisti – G. e D. – sono una coppia. Sul palco – luogo del reale – si inscena una piccola tragedia da camera contemporanea, una favola nera ambientata in una stanza della casa. Lei ha dimenticato tutto, ha rimosso qualcosa di terribile, sepolto tra le pieghe di un dolore inaccettabile; lui invece sa tutto, è il regista di questo esperimento condiviso ogni sera con il pubblico, ricorda ogni dettaglio e cerca di trasportare lei in un viaggio di riacquisizione della coscienza.
L’espediente è il sonno, dove tutti sogniamo, o dove spesso riviviamo noi stessi in altre forme, epoche, identità, alle volte più sopportabili dello specchio reale. Il ponte che dà accesso a questo viaggio catartico (posto che ricordare lo sia sempre…) è un grande schermo – luogo del rimosso, della trasformazione, del caos o setaccio della memoria di sequenze perdute.
FAVOLA ha dunque una piccola storia, una cornice scatenante che abbraccia un’opera in cinque atti (un prologo, tre sogni, un epilogo) dove il braccio maestro è un teatro politico poeticamente incastonato nella tragedia dei perdenti, di coloro che – nella grande Storia – scompaiono affinché sorga una nuova civiltà, in un ciclo inarrestabile di sopraffazione.
L’esito è una favola eretica. In FAVOLA G. e D. siamo io e il mio compagno d’arte, l’attore Davide Giglio, con cui da diciotto anni si indaga la materia teatrale. Il viaggio di lei e lui è un po’ la storia dell’umanità, un percorso claudicante di due esseri umani – chiunque – attraverso l’esistenza; un tentativo di resistenza, tra reale e possibile.
L’architettura di FAVOLA è un’osmosi tra i linguaggi specifici del palco e del video. Oggi più che mai siamo di fronte all’apoteosi dell’impalpabile. E questo attesta e conferma il trionfo anacronistico del teatro e della presenza, ma afferma anche la contemporanea necessità di soggettivare l’oggetto inquadrato per rubarne l’essenza al microscopio del cinema.
FAVOLA è per noi anche un viaggio metodologico per capire come lavorare un teatro d’arte che dichiari i suoi mezzi senza pretendere l’illusione nello spettatore di oggi, col fine ultimo di provare ad abbattere muri.
Giorgia Cerruti