La musica come linguaggio universale capace di unire generazioni, culture e storie diverse. È questo lo spirito di “A Napoli la musica cambia”, il grande evento che mercoledì 17 giugno alle ore 18 porterà sul palcoscenico del Teatro di San Carlo ben 150 giovani musicisti provenienti da diverse realtà del territorio campano.
L’iniziativa si inserisce nel percorso del Premio Internazionale Pellegrini di Pace, promosso dall’Arciconfraternita dei Pellegrini e dal Pio Monte della Misericordia e prodotto dalla Fondazione Il Canto di Virgilio. Un progetto che negli anni ha trasformato la pratica musicale in uno strumento di inclusione sociale, crescita culturale e dialogo tra le comunità.
Dopo aver coinvolto oltre seicento ragazzi nelle precedenti edizioni, l’appuntamento torna a mettere al centro il valore educativo dell’orchestra come esperienza collettiva. Un luogo simbolico dove l’ascolto reciproco diventa esercizio di convivenza e dove la musica assume il significato di una concreta costruzione di pace.
La serata vedrà alternarsi quattro ensemble giovanili, ciascuno portatore di una propria identità musicale e artistica.
Ad aprire il concerto sarà l’Orchestra a Plettro della Penisola Sorrentina, diretta da Michele De Martino, che accompagnerà il pubblico in un percorso che attraversa secoli e continenti, da Johann Sebastian Bach alle sonorità contemporanee di Salvatore Della Vecchia, fino alle suggestioni orientali del compositore giapponese Yasuo Kuwahara.
Sarà poi la volta dell’ensemble ChamberCelli, coordinato da Aurelio Bertucci, che proporrà un repertorio dedicato alla grande tradizione europea, tra pagine di Marc-Antoine Charpentier, Giulio Caccini, Gabriel Fauré e Ludwig van Beethoven.
Spazio quindi ai sax del Duæ Siciliæ Sax Ensemble, guidato da Gianfranco Brundo e Giuseppe Galiano, che interpreteranno opere di forte impatto emotivo come la celebre Danse Macabre di Camille Saint-Saëns e il coinvolgente Danzón n. 2 del compositore messicano Arturo Márquez.
A completare il programma sarà la Piccola Orchestra di Forcella, diretta da Paolo Acunzo, con un viaggio tra alcune delle pagine più amate della musica sinfonica: da Georges Bizet a Edvard Grieg, da Antonín Dvořák alla famiglia Strauss, fino all’imponente apertura di Also sprach Zarathustra di Richard Strauss.
Il momento più emozionante della serata arriverà nel finale, quando tutti i 150 musicisti si riuniranno in un’unica grande orchestra. A dirigere questo straordinario ensemble sarà il maestro Gennaro Cappabianca, coordinatore musicale dell’intero progetto.
La scelta del brano conclusivo non è casuale. A suggellare l’evento sarà infatti l’Intermezzo dalla Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, una delle pagine più celebri del repertorio lirico italiano, simbolo di armonia, intensità emotiva e riconciliazione.
A guidare il pubblico lungo il percorso musicale sarà Gennaro Monti, artista poliedrico del panorama culturale napoletano. Attore, cantante, autore e regista, Monti accompagnerà gli spettatori tra le diverse esibizioni, valorizzando il significato umano e sociale dell’iniziativa.
Più che un semplice concerto, “A Napoli la musica cambia” si propone come un laboratorio di cittadinanza e partecipazione. In una città storicamente aperta all’incontro tra popoli e culture, il progetto riafferma il ruolo dell’arte come strumento di dialogo e crescita collettiva.
Nel prestigioso scenario del Teatro di San Carlo, i giovani musicisti daranno vita a un’esperienza che supera i confini della performance artistica. Un messaggio corale che parla di inclusione, speranza e futuro, dimostrando come la musica possa ancora rappresentare uno spazio di confronto, condivisione e costruzione della pace.
Per una sera, il più antico teatro d’opera d’Europa diventerà così la casa di una grande orchestra diffusa, capace di raccontare attraverso le note una Napoli che guarda avanti senza dimenticare il valore della comunità.