Da oggi cambia l’organizzazione dei Centri di Salute Mentale dell’ASL Napoli 1 Centro. Con l’entrata in vigore della nuova rimodulazione del servizio, dal 1° luglio non sarà più garantita l’assistenza sulle 24 ore, una decisione che ha sollevato forti polemiche tra operatori sanitari, organizzazioni sindacali, familiari dei pazienti e associazioni impegnate nella tutela della salute mentale.
Nonostante gli appelli lanciati nelle ultime settimane e le richieste di rivedere il provvedimento, l’Azienda sanitaria ha confermato la riorganizzazione del servizio. Una scelta che, secondo la FP CGIL Napoli, rischia di compromettere la continuità assistenziale per migliaia di persone affette da disturbi psichiatrici, proprio in un settore in cui la tempestività degli interventi rappresenta un elemento fondamentale del percorso di cura.
Il sindacato denuncia quello che definisce un ridimensionamento di un modello territoriale costruito negli anni e considerato un punto di riferimento per l’assistenza psichiatrica cittadina. Secondo la FP CGIL, il servizio garantiva oltre 20 mila prestazioni ogni anno, assicurando non soltanto la gestione delle emergenze, ma anche interventi domiciliari, monitoraggio clinico costante, sostegno alle famiglie e presa in carico continuativa dei pazienti più fragili.
«Avevamo lanciato l’allarme settimane fa, ma le nostre preoccupazioni sono rimaste inascoltate», afferma Antimo Morlando, segretario della Sanità Pubblica della FP CGIL Napoli. «Con questa decisione i cittadini più vulnerabili perdono un presidio fondamentale di assistenza. Si tratta di una scelta che rischia di riportare indietro di anni l’organizzazione della salute mentale sul territorio».
Il sindacato evidenzia inoltre quella che considera una contraddizione tra gli annunci sul rafforzamento della sanità territoriale e le decisioni adottate sul fronte dei servizi di salute mentale. Da un lato vengono prospettati investimenti destinati a potenziare l’assistenza di prossimità; dall’altro, secondo la FP CGIL, si riducono proprio quei presìdi che rappresentano il fulcro dell’assistenza territoriale per le persone con disagio psichico.
La preoccupazione riguarda anche le possibili ricadute sul sistema sanitario nel suo complesso. La riduzione dell’assistenza H24 potrebbe infatti determinare un maggiore ricorso ai pronto soccorso e ai reparti ospedalieri, con il rischio di aumentare il sovraccarico delle strutture di emergenza e di rendere più complessa la gestione delle crisi psichiatriche.
Altro elemento critico, secondo il sindacato, riguarda l’organizzazione del lavoro. La riorganizzazione è entrata in vigore nel pieno della programmazione estiva, modificando turnazioni, ferie e assetti operativi del personale sanitario, con inevitabili ripercussioni sulla gestione quotidiana dei servizi.
Per la FP CGIL Napoli la tutela della salute mentale non può essere affrontata esclusivamente con criteri di razionalizzazione delle risorse. Al contrario, sostiene il sindacato, sarebbe necessario investire nel rafforzamento degli organici e nel consolidamento dei servizi territoriali, considerati fondamentali per prevenire le situazioni di emergenza e garantire continuità terapeutica.
La mobilitazione, assicurano i rappresentanti sindacali, non si fermerà con l’entrata in vigore del provvedimento. L’obiettivo resta quello di ottenere il ripristino dell’assistenza H24 e difendere un modello di sanità pubblica basato sulla prossimità, sulla prevenzione e sulla presa in carico continuativa delle persone più fragili.
La vicenda riporta al centro del dibattito il tema della salute mentale, uno degli ambiti più delicati del sistema sanitario, dove la continuità dell’assistenza rappresenta spesso il principale strumento di prevenzione delle crisi e di sostegno alle famiglie che convivono quotidianamente con il disagio psichico.