Il principio del consenso torna al centro del dibattito sulla violenza di genere dopo l’approvazione, da parte del Consiglio regionale della Campania, della mozione che ne ribadisce il valore come elemento imprescindibile nei reati di violenza sessuale. Un’iniziativa che, secondo Lella Palladino, sociologa, fondatrice della cooperativa sociale EVA e vicepresidente della Fondazione Una Nessuna Centomila, rappresenta un passaggio politico significativo e un messaggio rivolto al Governo e al Parlamento.
«Dalla Campania, grazie all’impegno dell’Assessora alle Pari opportunità Claudia Pecoraro, arriva un segnale politico importante, che speriamo altre istituzioni regionali e locali vogliano cogliere per mandare a questo governo e ai partiti che lo sostengono un messaggio forte e chiaro: senza consenso esplicito, libero, reversibile della donna il sesso è stupro, il corpo delle donne non è mai, in nessuna situazione, nella disponibilità di un uomo».
Palladino guida da anni la cooperativa sociale EVA, che in Campania gestisce quattro centri antiviolenza, tre case rifugio e gli Spazi Ascolto all’interno del Palazzo di Giustizia di Napoli e della Procura di Benevento. Da tempo è impegnata anche nella Fondazione Una Nessuna Centomila, nata per promuovere iniziative di prevenzione e contrasto alla violenza maschile sulle donne.
Nel suo intervento, la sociologa richiama il percorso normativo e giurisprudenziale che negli ultimi anni ha rafforzato il ruolo del consenso nel riconoscimento della violenza sessuale, sottolineando come il tema sia già stato affrontato sia dalla magistratura sia dalle organizzazioni impegnate quotidianamente al fianco delle vittime.
«Sono passati 13 anni dalla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione di Istanbul, il principio del consenso è stato riconosciuto da importanti sentenze della Cassazione, le organizzazioni che lavorano con donne vittime di violenza hanno ribadito in ogni sede quanto sia fondamentale e urgente modificare in tal senso l’articolo 609 bis, era stato anche raggiunto un accordo bipartisan suggellato dalla stessa Presidente del Consiglio», ricorda Palladino. «Ora speriamo che la maggioranza torni sui suoi passi e riconosca finalmente che la proposta Bongiorno rischia soltanto di esporre le donne a un altissimo rischio di vittimizzazione secondaria nelle aule dei tribunali».
Secondo Palladino, uno degli aspetti più complessi riguarda la violenza sessuale che si consuma all’interno delle relazioni affettive, una forma di abuso spesso difficile da riconoscere e denunciare, ma che continua a rappresentare una parte significativa dei casi di violenza di genere.
«Oggi la forma di violenza meno riconosciuta è lo stupro all’interno delle relazioni di coppia, quei rapporti sessuali imposti alle donne dagli uomini dopo i maltrattamenti, gli insulti, le botte», evidenzia la sociologa. «Riconoscere il consenso come criterio per lo stupro significa dare valore pieno alla volontà della donna, permetterle di nominare quello che subisce come violenza e darle la protezione legale di cui ha bisogno, proprio come chiede la Convenzione di Istanbul».
L’approvazione della mozione si inserisce inoltre in un percorso più ampio di rafforzamento degli strumenti di prevenzione e contrasto alla violenza di genere avviato sul territorio campano. Tra le iniziative più recenti figura la nascita del primo Osservatorio distrettuale sulla violenza di genere nel distretto giudiziario di Napoli, frutto della collaborazione tra istituzioni giudiziarie e realtà del terzo settore.
«Per dare piena attuazione alla Convenzione in Campania, nel distretto giudiziario di Napoli che comprende tutte le province tranne Salerno, è stato attivato il primo Osservatorio distrettuale sulla violenza di genere grazie a un Protocollo d’intesa tra la Procura Generale della Repubblica di Napoli, la Corte d’appello di Napoli e la cooperativa sociale EVA, e lo scorso 18 giugno è partito il primo corso di formazione per operatori della giustizia e delle reti territoriali antiviolenza: un altro esempio a cui ispirarsi per una risposta più efficace alla violenza maschile sulle donne che non accenna a diminuire», conclude Palladino.