La nuova edizione di Cucinapoli Summer Dream ha celebrato l’unione tra la grande enogastronomia campana e la responsabilità sociale d’impresa, ponendo l’accento sul ruolo della comunità educante nel contrasto alla dispersione scolastica e nelle iniziative d’inclusione sostenute dalla Fondazione Enrico Isaia e Maria Pepillo.
Ad aprire la serata è stata la giornalista Lucia Serino, tracciando le coordinate di un incontro fondato su stile, gusto e solidarietà, seguita dal saluto di Iolanda Mansi, General Manager del Caruso. La padrona di casa ha ribadito la fiera adesione della struttura a un progetto che valorizza il talento locale e promuove la formazione di chi proviene da contesti complessi. Un messaggio forte che ha accompagnato anche un passaggio di consegne storico all’interno della Fondazione: Gianluca Isaia ha ceduto la presidenza a Massimiliano Isaia, il quale ha sottolineato l’importanza della costanza e della cura quotidiana come strumenti indispensabili per generare un riscatto sociale duraturo e trasformare la memoria artigiana in certezza per le giovani generazioni.
Il valore del lavoro e dell’arte come strumenti di rinascita si è palesato nelle parole di Donatella Rotundo, direttrice del Penitenziario di Santa Maria Capua Vetere. I laboratori sartoriali interni, nati in collaborazione con il Gruppo Isaia, hanno infatti realizzato sia le divise degli chef sia i raffinati portatovaglioli della serata, ideati da Barbara Isaia e dall’architetto Francesca Maione attingendo dai tessuti d’archivio della maison. Una dimostrazione tangibile di reinserimento sociale, arricchita dalla riflessione di Tommaso D’Alterio, Direttore Generale della Fondazione, sulla necessità di fare rete per superare le sfide legate all’abbandono scolastico, e dal contributo di Armida Filippelli, che ha invitato a considerare la formazione il vero motore di trasformazione di una comunità. A completare il quadro concettuale è intervenuto il sociologo Derrick de Kerckhove, ricordando come la maestria artigianale e l’Intelligenza Artificiale debbano essere considerate alleate nello sviluppo e nella tutela della creatività umana.
La riflessione culturale ha poi ceduto il passo a un percorso culinario d’eccellenza, curato con la collaborazione di Giovanna Virgilio. La proposta gastronomica ha visto protagonisti grandi nomi della ristorazione: dagli aperitivi firmati da Armando Aristarco, Salvatore Avallone, Alfonso Crescenzo, Giuseppe Stanzione e Alessandro Tormolino, si è passati alle portate principali orchestrate dagli chef Gennaro Esposito, Domenico Candela e lo stesso Aristarco. La chiusura dolciaria ha portato la firma dei maestri pastry chef Andrea Pansa, Giuseppe Pepe e Sal De Riso, con i loro grandi classici della pasticceria campana.
Ad accompagnare la degustazione, narrata con maestria dal presidente di AIS Campania Tommaso Luongo, una selezione di etichette di pregio tra cui lo Champagne Ruinart e le produzioni delle cantine Marisa Cuomo, Luigi Maffini, Tenuta San Francesco e Feudi di San Gregorio. Tra gli ospiti illustri figuravano Andrea Miranda (CIS), Stefano Postiglione (Circolo Posillipo), Sissi Avallone (Grand Hotel Parker’s) e Giovanni Lombardi (Tecno). La riuscita della rassegna è stata garantita anche dalla collaborazione di realtà territoriali quali Andrea Milano e Fattoria Terranova, insieme ai partner Sorrento Luxury, Lunare Project, Radio Yacht e il supporto tecnico di Brains At Work, Food Atelier e Bottega Noce, tutti coesi nel sostenere una visione in cui la grande cucina si fa strumento di speranza e progresso.