La Fondazione Premio Napoli ospita Ramin Bahrami: un incontro tra musica, letteratura, impegno civile e denuncia del regime iraniano.
Venerdì 25 settembre, alle 18, la Fondazione Premio Napoli ospita nei propri spazi un incontro con Ramin Bahrami, pianista di fama internazionale e tra i più autorevoli interpreti contemporanei dell’opera di Johann Sebastian Bach.
L’appuntamento si configura come un dialogo aperto, volto a esplorare le intersezioni tra musica, letteratura e vicende biografiche.
Iraniano di nascita e italiano d’adozione, Bahrami unisce da tempo la carriera concertistica a una costante attività di divulgazione culturale, realizzata anche attraverso la pubblicazione di numerosi volumi letterari spesso dedicati al pubblico più giovane. La sua biografia, segnata dall’esperienza dell’esilio e dalla tragica perdita del padre nelle carceri di Teheran, riflette la convinzione che la cultura possa rappresentare uno strumento di crescita civile e di espressione di libertà. Da sempre in prima linea nella difesa della democrazia, Bahrami ha più volte denunciato pubblicamente le violenze e le repressioni del regime iraniano, schierandosi a sostegno dei diritti del suo popolo e dei movimenti di liberazione, in particolare a favore delle donne iraniane.
L’incontro è intitolato “Come la musica e la letteratura mi hanno salvato la vita”, una testimonianza diretta di come l’espressione artistica e la parola scritta possano costituire uno spazio di rifugio e di resistenza intellettuale di fronte al potere oppressivo.
All’evento, che si potrebbe concludere con un breve omaggio musicale dell’artista al pianoforte, prendono parte anche il critico musicale Stefano Valanzuolo, la docente di lingua e letteratura persiana dell’Università L’Orientale Natalia Tornesello e il magistrato Alfredo Guardiano, coordinatore della giuria del Premio Napoli.