Tra New York e l’Italia corre una linea ideale, un filo sottile tracciato lungo il 41° parallelo che unisce geografie distanti nel segno della sperimentazione e dell’avanguardia. In occasione del centenario della nascita del compositore statunitense Morton Feldman, l’Associazione Dissonanzen, in collaborazione con Casa del Contemporaneo, presenta il progetto Morton Feldman on 41th parallel: un trittico di appuntamenti alla Sala Assoli Moscato dal 30 settembre al 3 ottobre (ore 20:30), con musica dal vivo eseguita dall’Ensemble Dissonanzen.
Il progetto non celebra soltanto una ricorrenza storica, ma riafferma il ruolo centrale dell’Italia come crocevia e laboratorio di reinterpretazione dei grandi linguaggi dell’avanguardia internazionale. Al centro dell’indagine c’è la rivoluzione estetica di Feldman: una concezione in cui il suono è materia fragile, il tempo diventa un’esperienza percettiva dilatata e la composizione si trasforma in una superficie sospesa. Un’estetica che dialoga idealmente con la New York School e con la figura di John Cage, condividendo una radicale ridefinizione dell’ascolto e della musica intesa come campo aperto.
Mercoledì 30 settembre, ore 20:30 — The viola in my life Ad inaugurare la rassegna è un concerto incentrato sull’omonimo polittico feldmaniano. Vengono proposti i brani The viola in my life n. 1 e n. 2 per viola ed ensemble, con la partecipazione solistica di Simone Gramaglia. Completa la serata l’interpretazione del visionario Palais de Mari, affidata al pianoforte di Ciro Longobardi.
Giovedì 1° ottobre, ore 20:30 — Cage, la vita è tutta un quiz Spazio alla dimensione teatrale e alla storia della cultura popolare italiana con il concerto-reading firmato da Stefano Valanzuolo. Lo spettacolo rievoca la celebre e paradossale partecipazione di John Cage al quiz televisivo Lascia o raddoppia? nel 1959. Attraverso narrazione e musica dal vivo, la piéce ricostruisce l’incontro tra l’avanguardia americana e il grande pubblico dell’Italia del boom economico un momento emblematico ricordato anche da Sylvano Bussotti come simbolo di un’epoca aperta e curiosa verso il nuovo.
Sabato 3 ottobre, ore 20:30 — Words & Music La rassegna chiude con lo storico radiodramma nato dal sodalizio tra Samuel Beckett e Morton Feldman. Diretto e interpretato da Andrea Renzi, in scena con Francesco Paglino e con la direzione musicale di Giuseppe Galiano, l’allestimento dà corpo alla scrittura beckettiana evitando ogni scorciatoia descrittiva. La partitura di Feldman vi risuona con il suo inconfondibile marchio di fabbrica: un suono tenue, lento e magnificamente rarefatto.
A completare il percorso di ricerca sul compositore americano, giovedì 26 novembre si terrà un focus di approfondimento sulla figura di Morton Feldman a cura di Maria De Vivo e Francesca Odilia Bellino, ospitato presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”.