Va in scena al Teatro Bellini di Napoli dal 20 al 25 ottobre 2026 lo spettacolo Diario sentimentale di una donna libera. Ornella Vanoni Le Parole, la Musica per la regia di Gabriele Russo, con Pacifico, Simona Boo, Alessandro Gwis al pianoforte. Coordinamento artistico Gianmarco D’Alessandro, è una produzione Savà Produzioni Creative, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini.
Il ritratto di una donna fuori dal comune, Ornella Vanoni. Che ha attraversato la vita senza cautele, senza mai arretrare: tra un passo indietro e un salto nel vuoto, ha sempre deciso di saltare.
Pacifico ha avuto il privilegio di frequentarla negli ultimi anni. Ha scritto per lei canzoni, ha raccolto i suoi ricordi in una fortunata biografia, Vincente o perdente. L’ha ritrovata come si aspettava, intelligente, imprevedibile, con tutti quei caratteri unici che ce l’hanno resa cara, e indimenticabile.
L’umorismo, chirurgico, irriducibile, come arma di difesa contro la ferocia e l’imprevedibilità della vita.
Lo spirito anarchico, impetuoso, non addomesticabile. Che negli ultimi anni aveva intelligentemente convertito in sorniona impertinenza. La fragilità, ben nascosta dietro il dono del talento, gli abiti sfolgoranti, la professionalità ineccepibile. “Ho tatuata addosso la S di solitudine”, così diceva.
Da qui il bisogno permanente di compagnia, le telefonate notturne, gli abbracci prolungati con cui pareva non volerti lasciare andare. I suoi successi sono sotto gli occhi e nelle orecchie di tutti. Ma Pacifico ci restituisce l’Ornella più emozionante e divertente, quella che ci apre le porte di casa. La sua bella casa dove si ritrova con i suoi ricordi, quelli cari da convocare, quelli amari da fuggire. Dove si dichiara golosa, dispettosa, leggera e smemorata ma solo per strategia, per tenere a bada la malinconia. Combattiva e indifesa, le sue paure identiche alle nostre.
E alla fine di questo racconto – fatto di parole ma anche, inevitabilmente, di canzoni – ci rendiamo conto di quanto la vita di questi artisti, grandi e irripetibili, sia intrecciata alle nostre vite, di quanta strada abbiamo fatto assieme.
In punta di piedi – Note di regia di Gabriele Russo
Entrare in Diario sentimentale di una donna libera ha significato per me, prima di tutto, trovare la giusta distanza. Gino Pacifico è stato accanto a Ornella Vanoni per anni, raccogliendone parole, pensieri, ricordi, confidenze. Io appartengo a un’altra generazione e non possiedo quella prossimità: per lui è Ornella, per me è Ornella Vanoni. Ho sentito quindi la necessità di entrare in questa storia in punta di piedi, senza cercare di appropriarmi di un’intimità che non mi appartiene.
Da qui nasce l’idea registica: costruire non tanto uno spettacolo su Ornella Vanoni, quanto un’atmosfera capace di vivificarne il ricordo. Una presenza che appartiene alla memoria e alle orecchie di tutti e che, attraverso il racconto, torna progressivamente a essere persona: amatissima, piena di vita e di entusiasmo, sensuale, ironica, intelligente, ma attraversata anche da ombre, fragilità e dolori.
In scena Pacifico non interpreta un personaggio. È un testimone. Ciò che mi ha colpito fin dal nostro primo incontro è stata la sua attenzione a non abusare mai della storia che possiede e conosce, a non crogiolarsi nel privilegio di quella vicinanza. La sua presenza nasce invece dal desiderio di farsi tramite, di consegnare al pubblico qualcosa di intimo senza violarlo. Questo pudore è diventato per me un principio della regia.
Il rapporto tra Pacifico e Simona Boo è costruito innanzitutto attraverso il suono. Le parole di Pacifico non hanno la struttura della semplice prosa: possiedono un ritmo interno, quasi poetico, che permette loro di entrare naturalmente in relazione con la musica e con le parole delle canzoni.
Abbiamo però scelto di mantenere due territori sonori distinti. Il racconto di Pacifico è accompagnato, in alcuni momenti, da musiche originali di natura elettronica. Scegliamo volutamente di non utilizzare le musiche di Vanoni come commento alle sue parole, perché il ricordo non si trasformi mai in illustrazione o nostalgia.
A questa dimensione sonora fanno da contrappunto il pianoforte, suonato dal vivo dal maestro Carlo Gaudiello, e la voce intensa e personale di Simona Boo, il cui temperamento interpretativo permette di attraversare il repertorio di Vanoni senza mai cedere alla tentazione dell’imitazione. È attraverso di loro che quelle canzoni riaffiorano nello spazio scenico non come citazione o riproduzione di un modello, ma come materia viva, attraversata da una sensibilità nuova.
Le canzoni vengono così evocate, mai imitate, e diventano il luogo in cui il racconto di Pacifico può trasformarsi, quasi impercettibilmente, in memoria emotiva. Parola e canto si cercano, si interrompono, si prolungano reciprocamente. Il passaggio dall’uno all’altro deve avvenire quasi senza essere percepito, come accade con i ricordi, quando un racconto richiama improvvisamente una voce, una melodia, una sensazione.
La regia lavora dunque per sottrazione. Non vuole ricostruire Ornella, né trasformarla in un’icona da celebrare. Vuole lasciare uno spazio vuoto nel quale la sua presenza possa essere avvertita proprio attraverso la sua assenza.
E lentamente, tra una parola e una canzone, prende forma il ritratto sentimentale di una donna libera, che ha saputo attraversare amore, dolore e fragilità senza rinunciare all’ironia, alla sensualità e, soprattutto, a un inesauribile amore per la vita.
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Orari: feriali h. 20:45, mercoledì h. 17:30, sabato h. 19:00, domenica h. 18:00
Durata: 80 min.
Prezzi:Martedì • Mercoledì • Giovedì I e II settore 25,00€ + 2,50€ prev., III settore 18,00€ + 2,00€ prev. – Venerdì • Sabato • Domenica
I e II settore 30,00€ + 3,00€ prev., III settore 22,00€ + 2,00€ prev. – Under 29 15€ valido per tutte le repliche (miglior posto disponibile al momento dell’acquisto)