Da sabato 24 ottobre, in tutte le librerie e nei principali store digitali Il paradosso della resa (LFApublisher, 2026 198 pagine 17,50 euro) il romanzo d’esordio di Alessia Di Buono.
Un’opera che inaugura una saga articolata in più volumi, pensata per lasciare ai personaggi il tempo necessario per evolversi e per raccontare una dinamica emotiva complessa, fatta di scontri, fragilità e resistenze.
Al centro della storia ci sono Abigail e Thomas, due personalità forti e profondamente diverse, accomunate dalla stessa incapacità di arrendersi. Per mesi, i due si affrontano in un braccio di ferro psicologico e sensuale nel quale nessuno sembra disposto a cedere. Abigail è un fuoco irrefrenabile, sempre alla ricerca dello scontro, quasi volesse dimostrare a sé stessa che nessuno può davvero starle accanto. Thomas, al contrario, è una presenza solida e paziente, determinata a dimostrarle che è possibile restare senza cercare di cambiarla o spegnere la sua natura. Il suo obiettivo è resistere, proteggendo entrambi anche dalle rispettive fragilità.
Ma dietro la loro continua sfida non si nasconde soltanto una questione di orgoglio. Un elemento esterno, minaccioso e incombente, rischia infatti di sconvolgere ogni certezza proprio quando le difese dei protagonisti cominciano lentamente a vacillare.
Nata a Napoli nel 1985, dove vive e lavora pur conservando un forte legame affettivo con Roma, Alessia Di Buono è laureata in Storia dell’Arte e vanta una solida esperienza nel teatro di prosa. Un percorso che ha contribuito in maniera significativa alla sua formazione letteraria, insegnandole a esplorare la psicologia dei personaggi e a immergersi nelle loro contraddizioni.
«Non sono partita con un piano a tavolino o con uno schema rigido. I due protagonisti sono comparsi nella mia testa con una presenza fortissima e hanno preteso di essere raccontati», racconta l’autrice, spiegando come la sua esperienza teatrale abbia influenzato il processo creativo. «Per me la scrittura è sempre un lavoro di immedesimazione profonda: ho dovuto letteralmente “abitare” la loro psicologia e lasciarli agire».
La scelta di sviluppare la storia in più volumi nasce proprio dalla volontà di rispettare i tempi emotivi dei protagonisti, senza forzarne le trasformazioni. «Questo primo libro è l’inizio di una storia più grande, pensata su più volumi proprio perché è una dinamica che ha bisogno di respirare. Non volevo una trasformazione affrettata: il loro è un braccio di ferro psicologico e sensuale che dura mesi. I protagonisti portano con sé un peso enorme di traumi, educazione, difese e modi opposti di vedere il mondo», sottolinea Di Buono.
Il paradosso della resa si rivolge a un pubblico adulto, disposto ad andare oltre la superficie dei comportamenti per cogliere le ferite che si nascondono dietro le parole e i gesti. «Mi rivolgo a lettori in grado di leggere il dolore dietro le urla, la sofferenza dietro i comportamenti, le cicatrici dietro l’aggressività e i traumi dietro la mania del controllo. Più che raccontare una dinamica convenzionale, volevo esplorare cosa succede quando due forze contrarie si scontrano e cercano, a modo loro, di sopravvivere a sé stesse. Non è la classica storia d’amore: è un percorso denso, viscerale».
Il primo volume de Il paradosso della resa si presenta dunque come un esordio che punta sull’intensità psicologica e sulla complessità delle relazioni umane, accompagnando il lettore in una storia in cui la resa non coincide necessariamente con la sconfitta e imparare a lasciarsi avvicinare può rivelarsi la sfida più difficile di tutte.
