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I Borbone di Gea Martire al Campania Teatro Festival

  • Donatella Alonzi
  • Giugno 22, 2023
  • 10:47 am
  • Teatro

Tre nuovi appuntamenti al Campania Teatro Festival venerdì 23 giugno. “Eraclito e l’orologiaio”, tratto dalla raccolta “Piccolo teatro filosofico” di Aldo Masullo, va in scena alle 20 al teatro Nuovo per l’interpretazione di Francesco Roccasecca e Claudio di Palma, che ha curato anche la regia. Il grande filosofo, scomparso nel 2020, propose in questo prezioso volume edito da Mursia quattro dialoghi, uno dei quali dedicato al Tempo. All’uomo che vende orologi, “l’Oscuro” insegna che il vivere è patire, sentire, provare e che il segreto è l’azione.

Con l’obiettivo di scoprire ignote possibilità di senso. Nella trasposizione scenica il testo originale trova nuova collocazione simbolica nei corpi di un nuotatore ed un cronometrista. Più leggeri sono i pensieri dei due, il motivo della loro contesa e del loro dialogo, mentre il luogo della disputa è il bordo-vasca di una piscina. L’acqua è lì, i suoi reverberi in scena ne confermano il moto e giustificano la più nota affermazione di Eraclito: panta rei. L’acqua resta probabilmente la destinazione finale del pensatore/nuotatore, il suo scorrere sotto le bracciate dello stile libero rappresenta forse la più giusta testimonianza del farsi e disfarsi nel medesimo istante della vita e, perché no, dell’assoluta simultaneità di nascita e morte.  

Alle ore 21.30, invece, al Teatrino di Verzura in Villa Floridiana Gea Martire sarà la protagonista de “La cappella di famiglia”, racconto breve di Marco Perillo ambientato a Napoli negli ultimi anni del 1700. Theresa Blake è una dama irlandese di ventitré anni che ha sposato il facoltoso giureconsulto napoletano Giordano Ascione. Lui è spesso assente da casa, trascura i suoi doveri coniugali e lei immagina che possa tradirla. Per Theresa non vi è altro rifugio che la preghiera all’interno di una cappella di famiglia, situata accanto alla loro villa. Ben presto scoprirà che il marito fa parte di una setta di rivoluzionari che mirano a rovesciare il trono di Ferdinando IV di Borbone. Nel frattempo, la donna conosce un giovane pescatore di nome Antonio, del quale rimarrà fortemente attratta. Nel 1794 Giuseppe Ascione è scoperto e imprigionato dalle guardie reali. Theresa, rimasta sola per molto tempo, avrà modo di concedersi una notte indimenticabile in compagnia di Antonio. Nel gennaio del 1799 i francesi entrano a Napoli costringendo i Borbone alla fuga a Palermo. Giordano Ascione e altri patrioti sono liberati, partecipano attivamente alla vita politica della neonata Repubblica Napoletana. Il pescatore Antonio, rimasto fedele al sovrano, è in pericolo. Theresa gli assicura rifugio all’interno della cappella di famiglia, dove però non si gode asilo. Nel furore degli ultimi giorni della Repubblica, ancor prima del vendicativo ritorno di re Ferdinando, i due amanti si troveranno a fare i conti ognuno con la propria sorte.   “La cappella di famiglia” è il nuovo interessante segmento de “Il Sogno Reale. I Borbone di Napoli”, il Progetto Speciale del Festival, ideato da Ruggero Cappuccio e curato da Marco Perillo, che è prodotto dalla Fondazione Campania dei Festival- Campania Teatro Festival. La lettura dello stesso testo, affidato al talento teatrale di Gea Martire, sarà replicata il 29 giugno nel Museo Archeologico Nazionale della Valle del Sarno (Sa) e l’8 luglio nella località Foresta di Tora e Piccilli, in provincia di Caserta.     

Al teatro Trianon Viviani, infine, alle ore 20 va in scena “Chiedete e vi sarà dato”, drammaturgia di Andrea Jimenez, che è anche regista dello spettacolo insieme a Pina Di Gennaro. Dieci donne provenienti da diverse parti del mondo si riuniscono per riflettere sul loro rapporto con il desiderio, il bisogno e il volere. Le donne sono state a lungo viste come uno strumento per realizzare i desideri e le fantasie degli altri, in particolare degli uomini; ma oggi i loro bisogni e desideri, le loro fantasie saranno al centro del palcoscenico. Avranno il coraggio di chiedere. Non è facile come sembra…. “Faccio teatro -scrive l’artista spagnola- con, per e sulle persone che sono in sala, sperando di onorare questo improbabile incontro di persone che altrimenti non si sarebbero mai incontrate. Ci riuniremo per sollevare le domande a cui non è possibile rispondere con le parole. Osare guardare le nostre paure. Abbandonarsi alla tenerezza. Abbracciare la rabbia. Per dare un nome al desiderio. Per farlo accadere. Per credere di nuovo. Osare vedere ed essere visti. Qualunque cosa accada sarà l’unica cosa che sarebbe potuta accadere. Rendiamolo gioioso”. L’evento nasce nell’ambito del progetto “Quartieri di Vita. Life infected with social theatre!”, organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, con il sostegno dell’Instituto Cervantes de Napoles e di Eunic Global.  

  

Sul sito campaniateatrofestival.it sono consultabili le promozioni ed è possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli.    

   

Il Campania Teatro Festival, parte rilevante della rete Italia Festival e dell’EFA (European Festival Association), è finanziato dalla Regione Campania e si avvale anche di un contributo annuo del Ministero della Cultura per il suo schema multidisciplinare.     

Immagine di Donatella Alonzi

Donatella Alonzi

Giornalista professionista e videomaker. Animalista convinta, mamma di Lucia e di Bella, la sua buffa cagnolina.
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Il principe e la ragazzina, Marilù Simoneschi e il memoriale della moglie di Totò

Totò e Diana, la verità sulla storia d’amore con la donna che ispirò “Malafemmena”. A quasi 60 anni dalla morte del grande artista, Marilù Simoneschi racconta il Totò lontano dalle luci del palcoscenico nel romanzo-verità Il principe e la ragazzina, pubblicato da Marlin Editore con uno scritto di Giancarlo Governi.  Il libro sarà presentato in anteprima al Campania Libri Festival a Palazzo Reale (sala conferenze Sciurella al primo piano) a Napoli domenica 4 ottobre alle ore 12. Con l’autrice Marilù Simoneschi interverranno: l’editore Sante Avagliano e il giornalista e critico cinematografico Antonio Fiore. Le letture saranno affidate alla giornalista e attrice Roberta D’Agostino. Modera Ida Palisi.  Al centro della storia c’è la testimonianza di Diana Bandini Rogliani, moglie di Totò (scomparsa nel 2006) e madre di Liliana De Curtis. Diana affidò a Marilù Simoneschi un racconto-memoriale della propria vita accanto all’artista, autorizzandone la pubblicazione. A partire da quella testimonianza, l’autrice ricostruisce un ritratto privato del «principe della risata»: l’uomo, il marito e l’amante, con le sue passioni, le fragilità, le contraddizioni e gli eccessi.  Una storia che arriva fino agli ultimi giorni di vita di Totò e che contiene un episodio rimasto finora sconosciuto, destinato a gettare una nuova luce sul rapporto tra l’artista e Diana e sulle sue volontà in fin di vita.  Con discrezione e rispetto per la voce di Diana, Simoneschi accompagna il lettore nella dimensione privata dell’artista: il rapporto con la madre e con il padre ritrovato in età adulta, l’attenzione verso la povera gente, l’amore per gli animali e in particolare per i cani, le paure legate alla minaccia fascista e le fughe, fino agli altri grandi amori della sua vita, compreso quello con Silvana Pampanini, che contribuì alla fine del matrimonio con Diana.  Al centro del libro resta però la lunga e tormentata relazione tra Totò e Diana: un amore fatto di passione, tradimenti, separazioni e riconciliazioni, segnato dalla nascita della figlia Liliana e destinato a lasciare una traccia profonda nella vita di entrambi.  UN MEMORIALE RIMASTO PRIVATO  «Ho incontrato Diana Bandini Rogliani nel lontano 1989, dopo averla convinta, con la collaborazione della figlia Liliana De Curtis, a registrare un racconto-memoriale». Così Marilù Simoneschi ricorda l’inizio del lungo lavoro che ha portato alla nascita del libro. «Diana aveva allora 73 anni, ma era ancora una bellissima signora, di quell’eleganza discreta fatta di abiti di buona fattura, capelli in ordine, profumo lieve e perdurante. Ma soprattutto mi colpì la sua lucida intelligenza, la precisione degli elementi del racconto e la sua fiducia nel farmi partecipe di ricordi per lei preziosissimi. E di particolari inediti e a dir poco strabilianti, inerenti alla sua intensa storia d’amore con il Principe della risata». Gli incontri proseguirono per quasi un mese. «Più volte l’ho vista piangere, molto presa emotivamente dai momenti salienti di quel racconto. Di una cosa sono certa: Totò è stato per moltissimi anni, e anche al di là della sua effettiva presenza, il suo credo, la sua ragione di vita. E che in fondo lei ne è stata ricambiata in egual misura».  Proprio nelle ultime pagine del memoriale emerge un particolare legato agli ultimi giorni di vita di Totò, rimasto sconosciuto ai più e destinato, secondo l’autrice, a modificare la lettura della loro storia.  LE PAROLE DI GIANCARLO GOVERNI  Secondo Giancarlo Governi, autore, giornalista e storico divulgatore della figura di Totò (basti ricordare il celebre programma “Pianeta Totò”), il memoriale di Diana Rogliani rappresenta una testimonianza particolarmente significativa per ricostruire la vicenda privata dell’artista. «Solo oggi, attraverso il libro di Marilù Simoneschi, ho finalmente appreso quella che sembra la versione più attendibile, poiché dettata dalla viva voce di Diana Rogliani, in un memoriale esclusivo in cui, per la prima volta, ha aperto il cuore, svelando eventi e segreti mai resi noti in precedenza. Finalmente, attraverso questa lunga e accorata confessione, si sgombra il campo da tante false narrazioni sulla loro lunga e intricata storia d’amore, molto simile a un romanzo, ma in verità drammatica, sofferta e densa di ogni sentimento sincero».  IL LIBRO  Il romanzo-verità, costruito a partire dalla lunga intervista di Marilù Simoneschi a Diana Rogliani e narrato in prima persona attraverso la sua voce, prende avvio dall’incontro tra Totò e la giovanissima Diana, avvenuto a Firenze nell’agosto del 1931, al teatro «Le follie estive».  Totò, allora trentatreenne e già all’apice della notorietà, rimase colpito dalla bellezza della quindicenne Diana. In lei riconobbe l’ideale femminile che aveva inseguito fin da ragazzo, quando, ancora povero e senza padre, era rimasto affascinato dal volto di una giovane donna raffigurato su un manifesto pubblicitario affisso sui tram di Napoli, una ragazza che presentava una forte somiglianza con Diana.  Nonostante la differenza d’età e le convenzioni sociali dell’epoca, tra i due nacque una passione immediata. Totò dichiarò di voler sposare Diana, incontrando l’opposizione della famiglia. Determinata a seguirlo, la ragazza fuggì in segreto dal collegio Demidoff di Firenze, dove studiava, prese un treno per Roma e raggiunse Totò.  La fuga provocò una denuncia da parte della futura suocera per sottrazione di minore e segnò l’inizio di una relazione attraversata da passioni, eccessi, tradimenti, separazioni e ritorni. Dalla loro unione nacque Liliana, ma il matrimonio fu segnato anche da altre relazioni, tra cui quella di Totò con Silvana Pampanini, fino alla rottura definitiva.  Il libro arriva agli ultimi giorni di vita dell’artista e svela un segreto che Diana Rogliani non aveva mai raccontato prima: un episodio avvenuto pochi giorni prima della morte di Totò, nel 1967, che getta una nuova luce sulla figura dell’attore e sulla storia d’amore tra i due.  L’AUTRICE  Marilù Simoneschi vive e lavora a Roma. Giornalista, ha collaborato con i principali settimanali italiani, tra cui Gente e Oggi, intervistando protagonisti del cinema, della televisione, dello spettacolo e della politica.  Con Lino Zani ha pubblicato Era santo, era uomo. Il volto privato di papa Wojtyla (Mondadori, 2014), dedicato alla dimensione privata e alla vita in montagna di Giovanni Paolo II. Dal libro è stato tratto l’omonimo film. L’opera ha ottenuto un significativo successo editoriale ed è stata tradotta in diverse lingue.  ...
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