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Incanti musicali, la luce della rinascita nella Basilica di Santa Chiara a Napoli

  • Redazione
  • Luglio 24, 2023
  • 11:20 am
  • Musica

La musica napoletana si fonde con il Gospel in “Incanti musicali – La luce della rinascita”, il concerto a ingresso gratuito, in programma venerdì 4 agosto 2023 alle 20.30 nella Basilica di Santa Chiara di Napoli.

Il concerto è organizzato dalla Provincia Napoletana del SS. Cuore di Gesù dell’Ordine dei Frati Minori di Napoli e dal Complesso Museale di Santa Chiara in collaborazione con l’Orchestra Stabile della Canzone Napoletana del Conservatorio di Musica Nicola Sala di Benevento diretta dal maestro Luigi  Ottaiano e con il coro Eyael diretto dalla maestra Enrica Di Martino.

L’occasione di questa serata è l’ottantesimo anniversario del bombardamento sulla chiesa e del successivo incendio che distrusse l’apparato settecentesco che aveva ricoperto l’impianto trecentesco e gotico della chiesa ed il settantesimo dell’avvenuta ricostruzione grazie all’intervento diretto dei frati che hanno curato il posizionamento di ogni singola pietra.

La musica è il miglior veicolo per unire le persone in un messaggio di pace universale e di ricordo della tradizione culturale e monumentale della città, in particolare di una chiesa e del suo chiostro che sono simboli di una storia vivente, di una Napoli che interagisce con il mondo. Le elaborazioni musicali dei brani sono effettuate, cercando di creare un suono classico, con dialoghi contrappuntistici fra i vari strumentini, con una base solida del quartetto ritmico. A cui sono stati aggiunti, di volta in volta, qualche elemento di modernità ritmica e armonica.

La chiesa capolavoro dell’arte gotica si apre alla città per accogliere il concerto ad ingresso gratuito. Dopo il concerto è prevista, sempre ad ingresso gratuito, una visita serale del chiostro.

Incanti Musicali – La luce della rinascita – dichiara padre Massimiliano Scarlato – è un messaggio di speranza. Dal buio, dalla disperazione, dalle atrocità della guerra, che ha portato al bombardamento che ha distrutto la nostra santa Chiara il 4 agosto 1943, alla gioia in musica del 4 agosto 2023. La musica ha una forza incredibile e con questo concerto lanciamo un messaggio forte di pace e fratellanza ‘utilizzando’ la bellezza della musica classica napoletana unita al Gospel.

Il concerto vedrà insieme l’Orchestra Stabile della Canzone Napoletana del Conservatorio di Musica Nicola Sala di Benevento diretta dal maestro Luigi Ottaiano ed il coro Eyael diretto dalla maestra Enrica Di Martino.

Il progetto di questa serata – dichiara la maestra Di Martino –  nasce dalla passione per la musica che poi mi ha portato al Gospel. Dopo circa 25 anni di attività, il coro approda nel chiostro di Santa Chiara grazie alla proposta del M° Aurelio Pitino; in questa sede nasce spontaneamente il desiderio di unire le nostre radici, la nostra cultura musicale, la nostra lingua nel canto e qui la canzone napoletana trova la sua giusta collocazione, facendo da collante fra canto Gospel e poesia d’amore. Cantare Munasterio ‘e santa Chiara arrangiata per coro a quattro voci a santa Chiara è un’esperienza unica, I’ te vurria vasà poi esprime, con il suo meraviglioso testo e nell’intensità della sua armonia, tutta la dolcezza per questa città, la gratitudine infinita per quella provvidenza che ci ha portato nel chiostro più bello della nostra città.

Esibirci a Santa Chiara – dice il maestro Ottaiano-, in una data fortemente simbolica per la Chiesa, in un luogo di suggestione e bellezza, è motivo di grande orgoglio. Per l’occasione abbiamo ideato un percorso musicale, interpretato da 6 cantanti e 8 musicisti, diviso in quadri, che conduce il pubblico nell’epoca d’oro della canzone napoletana.

Le immagini di Santa Chiara sono su concessione del Ministero della Cultura Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli.

Repertorio concerto:

otto quadri a tema:

  • L’arba: Jesce sole Anonimo 1200 – Sole Vittozzi Ottaiano
  • ’O mandolino: Mandulinata a Surriento E.A.Mario Ciaravolo –
  • Mandulinata a Napule Murolo Tagliaferri – N’accordo in fa Pisano Valente
  • ’A chitarra: Chitarra nera Bovio Tagliaferri – Sona Chitarra Bovio De Curtis – Chitarra Rossa Russo Mazzocco
  • Chiove e fa friddo: Autunno Bovio De Curtis – Vierno De Gregorio Acampora – Chitarrata accatarrata Pisano Cioffi
  • Popolo ascordate: Pisano Cioffi
  • ’O vico: ’O vascio Cardarola E.A.Mario – Acquaiola ‘e Margellina Fusco Donnarumma – Canzona ’mbriaca Di Giacomo E.Mario
  • Omaggio a Murolo-Tagliaferri:
  • Dint’a n’ora Dio lavora – ’A canzone d’’a felicità – ’O cunto ’e Mariarosa
  • L’auciello: Catarì Di Giacomo Costa – Lu cardillo Del Preite Labriola – Reginella Bovio Lama – Rosa nmiez’’e rrose Pisano Cioffi
  • FINALE: ’E stelle ’e Napule M.Galdieri Bonavolontà – ’O campanellaro Di Giacomo V.Valente – Tarantella sott’’e rrose Vento Albano

 

Il Coro Eyael esegue Munasterio ‘e santa Chiara arrangiata per coro a quattro voci e I’ te vurria vasà.

Il luogo

La costruzione della chiesa iniziò nel 1310, per volontà del re Roberto d’Angiò e della sua seconda moglie Sancia di Maiorca sotto la direzione di Gagliardo Primario prima, e Lionardo di Vito poi. Nel 1340 la chiesa fu aperta al culto.

La chiesa si presenta oggi nelle sue originarie forme gotiche provenzali, con una facciata a larga cuspide, nella quale è incastonato l’antico rosone traforato, con il pronao dagli archi a sesto acuto. L’interno è a navata unica con dieci cappelle per lato. Caratterizza il presbiterio la presenza di monumenti funebri della famiglia reale angioina. Al centro campeggia la tomba di Roberto d’Angiò realizzata dai fratelli Bertini, mentre le due tombe sul lato destro, destinate ad accogliere le spoglie di Carlo di Calabria e Maria di Valois, si devono al grande maestro Tino di Camaino. La tomba sul lato sinistro, invece, è di Maria di Durazzo, realizzata da uno scultore anonimo, denominato appunto Maestro Durazzesco. Oltre ai monumenti funebri angioini in S. Chiara, nell’ultima cappella sulla destra, sono accolte anche le spoglie della famiglia dei Borbone.

Nel 1742 la chiesa subì delle modifiche per opera dell’architetto Domenico Antonio Vaccaro. Fastosi rivestimenti donarono al complesso un aspetto barocco.

Il 4 agosto del 1943 la chiesa venne quasi del tutto distrutta da un bombardamento aereo. Essa fu ricostruita e restaurata sotto la direzione di Mario Zampino, secondo l’originario stile gotico. Dieci anni dopo, il 4 agosto del 1953, la chiesa fu riaperta al culto.

I protagonisti

Orchestra Stabile della Canzone Napoletana del Conservatorio di Musica Nicola Sala di Benevento: nata nel 2018, formata da studiosi del ramo, che hanno una reale conoscenza e passione per l’arte della canzone napoletana, nel rigore e rispetto della prassi esecutiva. Ha al suo attivo tournée e concerti in Giordania (Jerash), Canada (Montreal), Scozia (Edimburgo), Città del Vaticano.

CORO EYAEL:

CORO CITTA’ DI POZZUOLI fondato nel 2014 e composto da cinquanta elementi il coro città di Pozzuoli nasce quasi da una scommessa della maestra Di Martino; nel percorso di divulgazione del gospel nelle scuole, che è sempre frutto delle interazioni tra docenti, alunni e genitori, l’entusiasmo dei docenti era sempre enorme. Da questo slancio è nato il coro che vanta al suo interno diversi professionisti in diverse discipline che interagiscono con maestria arricchendo con la loro esperienza di vita la storia del coro. Tra gli obiettivi del coro c’è quello di pubblicare un libro “il canto è un diritto” dove si evidenzia che il canto corale è un’attività che non deve essere riservata esclusivamente agli eletti quindi a coloro che hanno delle potenzialità musicali ma è per tutti e che l’importante è individuare la propria collocazione per trarre i propri benefici.

CORO CITTA’ DI GAETA nato nel 2021 per potere portare l’esperienza del Coro città di Pozzuoli in un’altra città. L’entusiasmo riscontrato subito nella città laziale è stato tale da vincere anche i problemi legati alla pandemia. Dopo pochi incontri i membri del coro sono riusciti ad interpretare brani gospel non certo facili. La musica, ancora una volta, supera tutte le difficoltà ed unisce con la sua forza di aggregazione

Enrica Di Martino: laureata in Canto Lirica presso il Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli, laureata in Direzione e Composizione corale al Conservatorio D. Cimarosa di Avellino, continua il suo perfezionamento nell’insegnamento del canto diventando nel 2016 EMT Master Teacher Voice dell’Estill Voice International, docente presso il Liceo Musicale Statale Grandi di Sorrento e Liceo Musicale Statale Buchner di Ischia, Docente di canto ed impostazione vocale per attori al Teatro Totò di Napoli. Debutta nel ruolo del Paggio Rigoletto di Verdi ad Asti, Vevey Svizzera ed Ancy Francia. Direttrice di Coro dirige da 12 anni il Coro Gospel Eyael di Napoli ora Pozzuoli e Gaeta. Dal 1998 al 2003 svolge una fitta attività concertistica all’estero ed in Italia, Teatro di Luxemburgo, Teatro di Ascoli Piceno Ventidio Basso, Teatro Politeama di Lecce, con l’orchestra di Piacenza e l’orchestra Verdi di Milano.

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Redazione

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Il principe e la ragazzina, Marilù Simoneschi e il memoriale della moglie di Totò

Totò e Diana, la verità sulla storia d’amore con la donna che ispirò “Malafemmena”. A quasi 60 anni dalla morte del grande artista, Marilù Simoneschi racconta il Totò lontano dalle luci del palcoscenico nel romanzo-verità Il principe e la ragazzina, pubblicato da Marlin Editore con uno scritto di Giancarlo Governi.  Il libro sarà presentato in anteprima al Campania Libri Festival a Palazzo Reale (sala conferenze Sciurella al primo piano) a Napoli domenica 4 ottobre alle ore 12. Con l’autrice Marilù Simoneschi interverranno: l’editore Sante Avagliano e il giornalista e critico cinematografico Antonio Fiore. Le letture saranno affidate alla giornalista e attrice Roberta D’Agostino. Modera Ida Palisi.  Al centro della storia c’è la testimonianza di Diana Bandini Rogliani, moglie di Totò (scomparsa nel 2006) e madre di Liliana De Curtis. Diana affidò a Marilù Simoneschi un racconto-memoriale della propria vita accanto all’artista, autorizzandone la pubblicazione. A partire da quella testimonianza, l’autrice ricostruisce un ritratto privato del «principe della risata»: l’uomo, il marito e l’amante, con le sue passioni, le fragilità, le contraddizioni e gli eccessi.  Una storia che arriva fino agli ultimi giorni di vita di Totò e che contiene un episodio rimasto finora sconosciuto, destinato a gettare una nuova luce sul rapporto tra l’artista e Diana e sulle sue volontà in fin di vita.  Con discrezione e rispetto per la voce di Diana, Simoneschi accompagna il lettore nella dimensione privata dell’artista: il rapporto con la madre e con il padre ritrovato in età adulta, l’attenzione verso la povera gente, l’amore per gli animali e in particolare per i cani, le paure legate alla minaccia fascista e le fughe, fino agli altri grandi amori della sua vita, compreso quello con Silvana Pampanini, che contribuì alla fine del matrimonio con Diana.  Al centro del libro resta però la lunga e tormentata relazione tra Totò e Diana: un amore fatto di passione, tradimenti, separazioni e riconciliazioni, segnato dalla nascita della figlia Liliana e destinato a lasciare una traccia profonda nella vita di entrambi.  UN MEMORIALE RIMASTO PRIVATO  «Ho incontrato Diana Bandini Rogliani nel lontano 1989, dopo averla convinta, con la collaborazione della figlia Liliana De Curtis, a registrare un racconto-memoriale». Così Marilù Simoneschi ricorda l’inizio del lungo lavoro che ha portato alla nascita del libro. «Diana aveva allora 73 anni, ma era ancora una bellissima signora, di quell’eleganza discreta fatta di abiti di buona fattura, capelli in ordine, profumo lieve e perdurante. Ma soprattutto mi colpì la sua lucida intelligenza, la precisione degli elementi del racconto e la sua fiducia nel farmi partecipe di ricordi per lei preziosissimi. E di particolari inediti e a dir poco strabilianti, inerenti alla sua intensa storia d’amore con il Principe della risata». Gli incontri proseguirono per quasi un mese. «Più volte l’ho vista piangere, molto presa emotivamente dai momenti salienti di quel racconto. Di una cosa sono certa: Totò è stato per moltissimi anni, e anche al di là della sua effettiva presenza, il suo credo, la sua ragione di vita. E che in fondo lei ne è stata ricambiata in egual misura».  Proprio nelle ultime pagine del memoriale emerge un particolare legato agli ultimi giorni di vita di Totò, rimasto sconosciuto ai più e destinato, secondo l’autrice, a modificare la lettura della loro storia.  LE PAROLE DI GIANCARLO GOVERNI  Secondo Giancarlo Governi, autore, giornalista e storico divulgatore della figura di Totò (basti ricordare il celebre programma “Pianeta Totò”), il memoriale di Diana Rogliani rappresenta una testimonianza particolarmente significativa per ricostruire la vicenda privata dell’artista. «Solo oggi, attraverso il libro di Marilù Simoneschi, ho finalmente appreso quella che sembra la versione più attendibile, poiché dettata dalla viva voce di Diana Rogliani, in un memoriale esclusivo in cui, per la prima volta, ha aperto il cuore, svelando eventi e segreti mai resi noti in precedenza. Finalmente, attraverso questa lunga e accorata confessione, si sgombra il campo da tante false narrazioni sulla loro lunga e intricata storia d’amore, molto simile a un romanzo, ma in verità drammatica, sofferta e densa di ogni sentimento sincero».  IL LIBRO  Il romanzo-verità, costruito a partire dalla lunga intervista di Marilù Simoneschi a Diana Rogliani e narrato in prima persona attraverso la sua voce, prende avvio dall’incontro tra Totò e la giovanissima Diana, avvenuto a Firenze nell’agosto del 1931, al teatro «Le follie estive».  Totò, allora trentatreenne e già all’apice della notorietà, rimase colpito dalla bellezza della quindicenne Diana. In lei riconobbe l’ideale femminile che aveva inseguito fin da ragazzo, quando, ancora povero e senza padre, era rimasto affascinato dal volto di una giovane donna raffigurato su un manifesto pubblicitario affisso sui tram di Napoli, una ragazza che presentava una forte somiglianza con Diana.  Nonostante la differenza d’età e le convenzioni sociali dell’epoca, tra i due nacque una passione immediata. Totò dichiarò di voler sposare Diana, incontrando l’opposizione della famiglia. Determinata a seguirlo, la ragazza fuggì in segreto dal collegio Demidoff di Firenze, dove studiava, prese un treno per Roma e raggiunse Totò.  La fuga provocò una denuncia da parte della futura suocera per sottrazione di minore e segnò l’inizio di una relazione attraversata da passioni, eccessi, tradimenti, separazioni e ritorni. Dalla loro unione nacque Liliana, ma il matrimonio fu segnato anche da altre relazioni, tra cui quella di Totò con Silvana Pampanini, fino alla rottura definitiva.  Il libro arriva agli ultimi giorni di vita dell’artista e svela un segreto che Diana Rogliani non aveva mai raccontato prima: un episodio avvenuto pochi giorni prima della morte di Totò, nel 1967, che getta una nuova luce sulla figura dell’attore e sulla storia d’amore tra i due.  L’AUTRICE  Marilù Simoneschi vive e lavora a Roma. Giornalista, ha collaborato con i principali settimanali italiani, tra cui Gente e Oggi, intervistando protagonisti del cinema, della televisione, dello spettacolo e della politica.  Con Lino Zani ha pubblicato Era santo, era uomo. Il volto privato di papa Wojtyla (Mondadori, 2014), dedicato alla dimensione privata e alla vita in montagna di Giovanni Paolo II. Dal libro è stato tratto l’omonimo film. L’opera ha ottenuto un significativo successo editoriale ed è stata tradotta in diverse lingue.  ...
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