A Pompei sono ufficialmente iniziati i lavori di restauro di una delle strutture abitative più spettacolari dell’intera area archeologica: la Casa di Marco Fabio Rufo. Considerata a tutti gli effetti la dimora più grandiosa della città sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., la villa si ispira direttamente all’architettura dei palazzi imperiali di Roma. Costruita a sbalzo sulle antiche mura cittadine e articolata fino a quattro livelli collegati da una fitta rete di corridoi e scalinate, la struttura si distingue per la maestosa facciata dotata di ampie finestre panoramiche affacciate sul golfo, originariamente munite di infissi in legno e probabilmente anche di serramenti in vetro.
L’imponente intervento, dal valore complessivo di 1.462.000,00 euro, è interamente finanziato da un sostenitore privato, la società PompeiAR. Il contratto di sponsorizzazione è stato siglato tra il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, e il titolare dell’azienda promotrice, l’imprenditore di origine tedesca Frank Hoefer. La decisione di Hoefer di investire nella tutela del patrimonio campano è nata a seguito della lettura del saggio del direttore Zuchtriegel, Pompei: la città incantata, pubblicato nel 2023. Per l’imprenditore, rimasto affascinato dal sito sin dalla sua prima visita da adolescente nel 1974, la restituzione al pubblico di questa dimora, inaccessibile dal 1980, rappresenta un’opportunità straordinaria per coniugare l’arte antica con modelli innovativi di tutela e fruizione.
I lavori attualmente in corso sono focalizzati sul restauro degli apparati decorativi e degli affreschi, tra cui la celebre Venere di Pompei collocata all’interno di un sacello rituale domestico. Tali operazioni completano il ciclo di interventi strutturali, di scavo e messa in sicurezza già realizzati dal Parco tra il 2021 e il 2023. Il complesso, che comprende anche le attigue case “di Castricio” e “del Bracciale d’Oro”, testimonia l’eccezionale disponibilità economica del proprietario, ipotizzato essere un magistrato locale o un facoltoso liberto imperiale. L’area custodisce inoltre una profonda memoria tragica: nel corso delle campagne di scavo del 1961 e del 1974 sono state infatti rinvenute diverse vittime dell’eruzione, comprese tre persone individuate proprio lungo le scale della casa di Fabio Rufo.
Il Parco archeologico sta parallelamente elaborando un piano di valorizzazione che farà ricorso anche a tecnologie digitali per guidare i visitatori all’interno dell’articolato impianto pluripiano, la cui spazialità richiama per certi versi i grandi palazzi nobiliari napoletani dell’Ottocento. L’obiettivo del direttore Zuchtriegel è quello di giungere a una prima riapertura parziale del complesso con visite guidate entro Natale, auspicando che l’esempio di mecenatismo offerto da Frank Hoefer possa essere replicato per altre dimore pompeiane bisognose di restauro. La direzione dei lavori è affidata alla funzionaria del Parco Teresa Argento, con Elena Gravina nel ruolo di Responsabile Unico del Progetto, mentre l’esecuzione delle opere è stata aggiudicata tramite gara alla società Artigiana Romana Impianti OE.