Vai al contenuto
Ultimissime

Il Natale illumina l’Irpinia: il viaggio di “Irpinia Terra di Mezzo” (VI edizione) prosegue con un fitto calendario natalizio

Musicante Awards Premio Pino Daniele, le fasi finali

Afferra l’invisibile di Rosa Fusco: ad Afragola una riflessione sul coraggio delle occasioni perdute

Alberto Ravagnati, Diaco e quella pessima abitudine di scambiare la curiosità per giornalismo

Ferzan Ozpetek torna al cinema con “Nella gioia e nel dolore”: nel cast anche Carmine Recano e Sabrina Ferilli

  • Home
  • REDAZIONE
  • CONTATTI
  • Home
  • REDAZIONE
  • CONTATTI
  • HOME
  • REDAZIONE
  • HOME
  • REDAZIONE
  • CONTATTI
  • CONTATTI

IL CLICK

SOCIALE

PENSIERI
& PAROLE

LYFESYLE

EVENTI

VIDEO

Alberto Ravagnati, Diaco e quella pessima abitudine di scambiare la curiosità per giornalismo

  • Giovanni Salzano
  • Novembre 4, 2026
  • 12:41 pm
  • Società

L’intervista ad Alberto Ravagnani a BellaMa’ è una brutta pagina di televisione pubblica. Perché la vita sessuale di una persona non è un affare di Stato, né un’informazione dovuta al pubblico. E soprattutto perché tra fare giornalismo e fare pettegolezzo c’è una differenza enorme.

Cominciamo da una cosa semplice, che forse a Pierluigi Diaco è sfuggita: a noi non ce ne frega assolutamente niente di sapere con chi va a letto Alberto Ravagnani. Non è una questione di pudore, di moralismo o di imbarazzo.

È una questione di buon senso. La vita sessuale di un uomo, il suo orientamento, le sue eventuali esperienze intime appartengono alla sua sfera privata. E non diventano automaticamente di interesse pubblico solo perché quell’uomo ha deciso di partecipare a Ballando con le Stelle, ha scritto un libro o, in precedenza, ha indossato una tonaca.

E invece, nell’intervista andata in onda il 3 novembre a BellaMa’ su Rai 2, Pierluigi Diaco ha pensato bene di trasformare una conversazione televisiva in una sorta di interrogatorio da confessionale. Con tanto di domande dirette, insistenze e una pretesa di sincerità che, a un certo punto, ha assunto i contorni di una vera e propria invasione della privacy.

«Sei attratto dagli uomini o dalle donne?», ha chiesto a Ravagnani. E fin qui, volendo, siamo ancora nel territorio delle domande personali, alle quali un ospite può legittimamente decidere di rispondere oppure no. Il problema è arrivato dopo. Quando l’ex sacerdote ha manifestato il proprio disagio, ha spiegato di non voler mettere in piazza la propria intimità e ha persino chiesto se fosse possibile non rispondere, Diaco ha continuato a incalzarlo. «Hai il dovere di chiarirci un po’ le idee», gli ha detto. Come se esistesse un obbligo di rendicontazione sentimentale per chiunque finisca davanti a una telecamera.

Ecco, no. Non esiste.

Ravagnani ha provato a spiegarglielo con una pazienza che, francamente, meriterebbe un riconoscimento: «Non ho il dovere di mettere in pasto agli altri le vicende mie private». E ancora: «Mi stai mettendo in difficoltà portandomi su un terreno dove chiunque qui sarebbe in difficoltà». Parole semplici, educate, persino garbate rispetto all’insistenza di chi aveva davanti.

Ma evidentemente non bastavano.

Perché Diaco, a un certo punto, ha persino provato a stabilire una gerarchia dell’intimità, sostenendo che la scelta di lasciare il sacerdozio e venire meno all’impegno preso con Dio fosse qualcosa di più pubblico e meno privato della sessualità. Un ragionamento che meriterebbe una riflessione a parte, se non fosse che il problema principale è proprio il tentativo di stabilire dall’esterno quali pezzi della vita di una persona debbano essere consegnati alla curiosità degli altri.

E qui arriviamo al punto: Diaco non ha fatto il giornalista. Ha fatto la capera.

Per chi non conoscesse il termine, ‘a capera, da capa, testa in napoletano, è una figura storica della tradizione popolare partenopea. Nell’Ottocento era la parrucchiera che andava di casa in casa, dai bassi dei vicoli ai palazzi nobiliari, per pettinare le signore, sistemare trecce e fermagli. Ma il suo vero talento non stava nelle acconciature. Stava nelle chiacchiere. Passando da un’abitazione all’altra, raccoglieva confidenze, segreti, pettegolezzi. Chiedeva, ascoltava, inciuciava e poi portava tutto alla casa successiva. Una specie di agenzia di stampa del vicolo, con meno verifiche e molta più curiosità.

Ecco, Diaco in quella intervista ha fatto esattamente questo. Solo che non aveva in mano spilloni e bigodini, ma un microfono e una telecamera del servizio pubblico.

Una capera, però, delle peggiori specie. Una capera invadente e di cattivo gusto, che scambia la curiosità morbosa per approfondimento, l’insistenza per coraggio giornalistico e la violazione di un confine personale per una prova di sincerità.

Perché c’è una differenza enorme tra fare una domanda scomoda e pretendere una risposta. Il giornalista può chiedere, certo. Ma l’intervistato può non rispondere. E il lavoro del giornalista non consiste nel mettere qualcuno con le spalle al muro fino a strappargli una confessione, soprattutto quando non c’è alcun interesse pubblico che giustifichi quell’insistenza.

Non è soltanto una questione di educazione. È anche una questione deontologica. Il nuovo Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti, in vigore dal 1° giugno 2025, all’articolo 5 richiama il principio di essenzialità e completezza dell’informazione e stabilisce che la sfera privata delle persone note va rispettata quando i dati non hanno rilievo sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica. L’articolo 9 disciplina inoltre il trattamento dei dati personali. Non significa che una domanda sulla sessualità sia sempre vietata: significa che deve esserci un interesse pubblico concreto e che la curiosità del pubblico, da sola, non basta a giustificarla. E in questa intervista, francamente, quell’interesse pubblico non si vede.

Ma c’è un’altra cosa che vale la pena sottolineare. La parte migliore di questa storia è proprio Alberto Ravagnani. Un giovane che, senza alzare la voce, senza scadere nell’aggressività e senza perdere la lucidità, ha spiegato in diretta una lezione che dovrebbe essere conosciuta da chiunque lavori davanti a un microfono: una persona non coincide con la propria sessualità. E soprattutto non è tenuta a consegnarla al pubblico per soddisfarne la curiosità.

Ravagnani ha dimostrato che si può essere fermi senza essere arroganti, rivendicare un diritto senza trasformare tutto in uno scontro e mettere un limite senza dover chiedere scusa. Ha ricordato a tutti che esiste una cosa chiamata dignità personale, che viene prima dello share e delle esigenze di spettacolo.

E allora il problema non è nemmeno che Diaco abbia fatto domande scomode. Il problema è aver continuato a farle quando l’interlocutore aveva chiaramente manifestato il proprio disagio. È aver confuso il diritto di fare una domanda con il presunto diritto di ottenere una risposta. È aver trasformato un’intervista in una specie di pornografia della notizia: non raccontare qualcosa che abbia un valore per la collettività, ma esporre l’intimità di qualcuno perché il pubblico possa curiosare dal buco della serratura.

E tutto questo accade nel pomeriggio di Rai 2. Sulla televisione pubblica. Quella che finanziamo anche attraverso il canone. Insomma, non soltanto ci tocca pagare per vedere la televisione, ma dobbiamo pure assistere a lezioni di giornalismo al contrario.

La speranza è che Diaco non senta il bisogno di giustificarsi, di spiegare le proprie intenzioni o di confezionare qualche difesa televisiva in nome della sincerità e della libertà di fare domande. Perché non sempre bisogna avere qualcosa da dire. A volte, soprattutto quando si è esagerato, la cosa più dignitosa da fare è tacere.

E magari, la prossima volta, lasciare il mestiere di capera a chi almeno sa fare le acconciature.

IL CLICK

SOCIALE

PENSIERI
& PAROLE

LYFESTYLE

EVENTI

VIDEO

Napoliclick è un portale quotidiano di informazione sociale e culturale pubblicato dalla cooperativa Nclick.

Facebook Instagram X-twitter Youtube
Categorie
  • Primo Piano
  • Notizie
  • Incontri
  • Arte
  • Teatro
  • Musica
  • Libri
  • Visioni
  • Televisione
  • Primo Piano
  • Notizie
  • Incontri
  • Arte
  • Teatro
  • Musica
  • Libri
  • Visioni
  • Televisione
Napoliclick.it
  • Email: info@napoliclick.it
  • Phone: 0817872037
  • interno: 220/224

Presso Gesco – Gruppo di Imprese Sociali
Via Vicinale S. Maria del Pianto, 36 complesso polifunzionale Inail – Torre 1, 9° piano – 80143 Napoli

© 2025 – Napoliclick testata giornalistica registrata al Tribunale di Napoli al numero 45 del 18.07.2014 – Direttore Ida Palisi​

GDPR Cookie Banner

Usiamo i cookie per fornirti la miglior esperienza d'uso e navigazione sul nostro sito web.

Puoi trovare altre informazioni riguardo a quali cookie usiamo sul sito o disabilitarli nelle .

Torna in alto
Powered by  GDPR Cookie Compliance (opens in a new tab)
Panoramica privacy

Privacy Policy

Chi siamo

L’indirizzo del nostro sito web è: https://napoliclick.it

Commenti

Quando i visitatori lasciano commenti sul sito, raccogliamo i dati mostrati nel modulo dei commenti oltre all’indirizzo IP del visitatore e la stringa dello user agent del browser per facilitare il rilevamento dello spam.

Una stringa anonimizzata creata a partire dal tuo indirizzo email (altrimenti detta hash) può essere fornita al servizio Gravatar per vedere se lo stai usando. La privacy policy del servizio Gravatar è disponibile qui: https://automattic.com/privacy/. Dopo l’approvazione del tuo commento, la tua immagine del profilo è visibile al pubblico nel contesto del tuo commento.

Media

Se carichi immagini sul sito web, dovresti evitare di caricare immagini che includono i dati di posizione incorporati (EXIF GPS). I visitatori del sito web possono scaricare ed estrarre qualsiasi dato sulla posizione dalle immagini sul sito web.

Cookie

Se lasci un commento sul nostro sito, puoi scegliere di salvare il tuo nome, indirizzo email e sito web nei cookie. Sono usati per la tua comodità in modo che tu non debba inserire nuovamente i tuoi dati quando lasci un altro commento. Questi cookie dureranno per un anno.

Se visiti la pagina di login, verrà impostato un cookie temporaneo per determinare se il tuo browser accetta i cookie. Questo cookie non contiene dati personali e viene eliminato quando chiudi il browser.

Quando effettui l’accesso, verranno impostati diversi cookie per salvare le tue informazioni di accesso e le tue opzioni di visualizzazione dello schermo. I cookie di accesso durano due giorni mentre i cookie per le opzioni dello schermo durano un anno. Se selezioni "Ricordami", il tuo accesso persisterà per due settimane. Se esci dal tuo account, i cookie di accesso verranno rimossi.

Se modifichi o pubblichi un articolo, un cookie aggiuntivo verrà salvato nel tuo browser. Questo cookie non include dati personali, ma indica semplicemente l’ID dell’articolo appena modificato. Scade dopo 1 giorno.

Contenuto incorporato da altri siti web

Testo suggerito: Gli articoli su questo sito possono includere contenuti incorporati (ad esempio video, immagini, articoli, ecc.). I contenuti incorporati da altri siti web si comportano esattamente allo stesso modo come se il visitatore avesse visitato l’altro sito web.

Questi siti web possono raccogliere dati su di te, usare cookie, integrare ulteriori tracciamenti di terze parti e monitorare l’interazione con essi, incluso il tracciamento della tua interazione con il contenuto incorporato se hai un account e sei connesso a quei siti web.

Con chi condividiamo i tuoi dati

Se richiedi una reimpostazione della password, il tuo indirizzo IP verrà incluso nell’email di reimpostazione.

Per quanto tempo conserviamo i tuoi dati

Se lasci un commento, il commento e i relativi metadati vengono conservati a tempo indeterminato. È così che possiamo riconoscere e approvare automaticamente eventuali commenti successivi invece di tenerli in una coda di moderazione.

Per gli utenti che si registrano sul nostro sito web (se presenti), memorizziamo anche le informazioni personali che forniscono nel loro profilo utente. Tutti gli utenti possono vedere, modificare o eliminare le loro informazioni personali in qualsiasi momento (eccetto il loro nome utente che non possono cambiare). Gli amministratori del sito web possono anche vedere e modificare queste informazioni.

Quali diritti hai sui tuoi dati

Se hai un account su questo sito, o hai lasciato commenti, puoi richiedere di ricevere un file esportato dal sito con i dati personali che abbiamo su di te, compresi i dati che ci hai fornito. Puoi anche richiedere che cancelliamo tutti i dati personali che ti riguardano. Questo non include i dati che siamo obbligati a conservare per scopi amministrativi, legali o di sicurezza.

Dove i tuoi dati sono inviati

I commenti dei visitatori possono essere controllati attraverso un servizio di rilevamento automatico dello spam.

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.

Cookie di terze parti

Questo sito Web utilizza Google Analytics per raccogliere informazioni anonime come il numero di visitatori del sito e le pagine più popolari.

Mantenere questo cookie abilitato ci aiuta a migliorare il nostro sito Web.

Cookie aggiuntivi

Questo sito Web utilizza i seguenti cookie aggiuntivi:

(Elenca i cookie che stai utilizzando sul sito web qui.)