Mercoledì 15 aprile alle ore 17, la sala Filangieri dell’Archivio di Stato di Napoli ospita un nuovo appuntamento della rassegna “A carte scoperte” con l’incontro “I pianoforti a Napoli nell’Ottocento”, a cura della musicologa Francesca Seller.
L’iniziativa, introdotta da Ferdinando Salemme e Giuliana Ricciardi, propone un affascinante percorso nella storia musicale partenopea attraverso una ricerca che riporta alla luce un aspetto poco noto ma straordinariamente significativo: la fiorente attività di costruzione dei pianoforti a Napoli prima dell’Unità d’Italia.
Lo studio condotto da Francesca Seller ha censito circa 160 costruttori attivi tra la prima metà dell’Ottocento e il 1861, restituendo l’immagine di una città attraversata da una vivace cultura musicale e da una produzione artigianale diffusa. Accanto a nomi di rilievo, come il costruttore Sievers, i cui strumenti erano destinati alle sale più prestigiose, emerge un tessuto capillare di botteghe artigiane che alimentavano un mercato interno dinamico e trasversale.
Questa ricchezza produttiva rifletteva una pratica musicale intensa, che si sviluppava non solo nei grandi teatri ma anche nei salotti privati e negli spazi della vita quotidiana. Il pianoforte, infatti, era ormai entrato stabilmente nelle case e nelle abitudini di una parte sempre più ampia della società, diventando simbolo di una cultura condivisa che andava oltre le élite.
In occasione dell’incontro saranno esposti documenti originali conservati presso l’Archivio di Stato di Napoli, offrendo al pubblico la possibilità di avvicinarsi direttamente alle fonti che hanno reso possibile la ricerca e di scoprire la ricchezza del patrimonio documentario napoletano.
Ad accompagnare il racconto storico, gli interventi musicali della pianista Sara Amoresano, che proporrà un programma dedicato al repertorio ottocentesco. Tra i brani in esecuzione, la Quintiglia tratta dal balletto Tikke-Tak di Giuseppe Giaquinto, rappresentato al Teatro di San Carlo nel 1866, insieme alle Bagatelle op. 126 di Ludwig van Beethoven e all’Improvviso op. 142 n. 2 di Franz Schubert.
La rassegna “A carte scoperte”, ideata tra gli altri da Francesco Cotticelli e Paologiovanni Maione, nasce con l’obiettivo di valorizzare ricerche fondate sui documenti conservati nell’Archivio, trasformandoli in strumenti vivi di narrazione e condivisione del sapere.
Fondato nel 1808 per volontà di Giuseppe Bonaparte, l’Archivio di Stato di Napoli custodisce uno dei più importanti patrimoni documentari d’Europa, con fondi che coprono oltre dodici secoli di storia del Mezzogiorno.
L’ingresso all’incontro è libero fino a esaurimento dei posti. L’iniziativa è realizzata con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione generale Archivi e in collaborazione con l’Università degli studi di Napoli Federico II e l’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli.