Una collezione di oltre cento copie di giochi da tavolo, diciannove titoli differenti e uno spazio interamente ripensato per favorire l’aggregazione, il rispetto delle regole e la sana competizione, hanno trovato spazio nella nuova ludoteca permanente, presso l’istituto penale minorile di Nisida, con il progetto nato dalla sinergia tra l’associazione Board Game Social Club, la casa editrice Giochi Uniti e l’Associazione Educatori Ludici. L’iniziativa, intitolata “Bgsc Inside – Il Gioco Oltre le Mura”, non rappresenta soltanto un momento di svago, ma un vero e proprio percorso rieducativo. L’inaugurazione il 29 settembre alla presenza del direttore dell’Ipm, Gianluca Guida e di Anna Di Vaio, referente per la Giustizia riparativa del Comune di Napoli; Chiara Marciani, assessora alle Politiche giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli; Patrizia Imperato, procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli; Paola Brunese, presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli e Samuele Ciambriello, garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Campania.

Il percorso si è articolato attraverso incontri preparatori mirati, concepiti come una vera e propria palestra di alfabetizzazione ludica e relazionale, in cui dalle regole base si è passati alla strategia. Nella prima fase gli educatori hanno proposto giochi semplici, immediati e coinvolgenti per stimolare l’interesse dei ragazzi, favorire un clima di fiducia e osservare tempi di attenzione, gestione dell’errore e reazioni alla sconfitta. Nel corso della seconda fase sono stati invece introdotti giochi più strutturati, orientati allo sviluppo di capacità di pianificazione, cooperazione e rispetto delle regole condivise. I ragazzi hanno dimostrato una buona capacità di adattamento e di gestione delle dinamiche di gruppo, contribuendo al consolidamento del progetto e alla successiva istituzione della ludoteca permanente autorizzata.
Il successo del percorso propedeutico ha spinto l’editore Giochi Uniti a consolidare il progetto attraverso una donazione imponente e una struttura permanente: 121 scatole di giochi totali, complete di espositori fissi, che rimarranno stabilmente a disposizione dell’IPM. La selezione di diciannove titoli differenti è stata studiata su misura per l’istituto, garantendo un mix perfetto tra giochi cooperativi, sfide di logica e simulazioni strategiche.
«Si tratta di un’opportunità importante per questi ragazzi a cui spesso il gioco è stato negato, e che rappresenta un modo per riscoprire e ritrovare la socialità e quelle giuste dinamiche relazionali ma anche la giusta competizione ed il rispetto delle regole», ha detto Gianluca Guida. Al primo incontro ha preso parte, sedendo al tavolo con i ragazzi, Eleonora Ascione, dirigente di Polizia Penitenziaria e comandante del reparto dell’Ipm. «Il gioco all’interno della nostra realtà rappresenta uno strumento pedagogico di eccellenza, in quanto veicolo di valori quali il rispetto delle regole, la cooperazione, la capacità attentiva e strategica – ha detto -. L’attività svolta ha stimolato la mente e l’immaginazione, offrendo una temporanea “evasione mentale”, contrastando il processo di isolamento emotivo e favorendo l’interazione positiva tra i ragazzi».
Per raggiungere gli obiettivi del gioco è stato necessario collaborare, negoziare, pianificare e comunicare, competenze cruciali in vista del futuro reinserimento sociale e lavorativo dei ragazzi ospiti presso l’Ipm. Così come si è rivelata fondamentale la gestione della sconfitta e della vittoria. Per Stefano De Carolis, direttore operativo di Giochi Uniti, il progetto prosegue un impegno che la casa editrice porta avanti da tempo. «Lo scorso anno avevamo portato il gioco da tavolo nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, e quell’esperienza ci ha convinti che il gioco da tavolo moderno sia un bene culturale a tutti gli effetti e che, come tale, debba arrivare anche nei luoghi dove l’accesso alla cultura è più difficile”.
Il bilancio dei primi incontri è affidato alle parole di Luca Petrucci, amministratore di Board Game Social Club: «Attorno a quel tavolo non si impara soltanto a giocare: ci si confronta, si rispettano regole, si prendono decisioni e si condivide un’esperienza con gli altri. Per noi Nisida non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza: vogliamo trasformare questa esperienza in un modello di ludoteca permanente e replicabile, capace di portare il valore sociale del gioco da tavolo anche in altri contesti».