C’è una linea sottile e potente che separa la finzione della scena dalla cruda realtà del quotidiano, ed è esattamente in questo spazio di intersezione che si muove “Il teatro e il suo doppio”, la mostra fotografica e installativa di Pino Miraglia a cura di Giulio Baffi. Ospitata dal 5 al 10 ottobre 2026 nelle sale del Museo Diocesano di Napoli, l’esposizione si inserisce nel programma del SàFF – Social Action Film Festival, la rassegna diretta da Andrea De Rosa.
Il progetto nasce da una riflessione visiva guidata dalla matrice filosofica e drammaturgica di Antonin Artaud. Attraverso un percorso di 15 immagini, due installazioni e un video racconto fotografico, Miraglia ricerca i parallelismi visivi e le connessioni del rito dentro e fuori dal perimetro del palcoscenico.
Il culto della morte, le icone sacre, il gesto e la ritualità in bilico tra sacro e profano diventano gli strumenti per evocare il concetto artaudiano di “teatro della crudeltà”: un’esperienza profondamente sensoriale che non si esaurisce con la fine dello spettacolo, ma rimane attaccata alla pelle dello spettatore, riaffiorando nei luoghi di tutti i giorni, nei sogni e negli interrogativi sulla fede e sull’esoterismo. Le fotografie, emerse dal nero profondo dei teatri e da spazi fortemente evocativi, mettono in scena il costante ossimoro tra ragione e inconscio, tra fede e consapevolezza.
A coronare il percorso espositivo sono un’installazione incentrata sul tema della morte e sulla figura materna, affiancata da un lavoro video-fotografico costruito sulla storica registrazione radiofonica “Per farla finita col giudizio di Dio” dello stesso Artaud.
Fotografo e operatore culturale con quarant’anni di attività alle spalle, Pino Miraglia si è formato negli anni ’80 nel teatro di figura e di ricerca con la cooperativa Lanterna Magica guidata da Francesco Silvestri e nella fucina di sperimentazione del Teatro Nuovo di Napoli. Passato negli stessi anni alla fotografia come primario linguaggio espressivo, è diventato una figura di riferimento per la fotografia di scena teatrale e musicale in Campania, mantenendo sempre un’attenzione vigile sull’underground e sui linguaggi giovanili.
Accanto alla ricerca artistica, Miraglia porta avanti da anni un importante impegno nel sociale attraverso laboratori di formazione e inclusione dedicati ai giovani della periferia napoletana. Dal 2013 è ideatore e curatore de “Il sabato della fotografia” (giunto alla sua XI edizione e prodotto da Casa del Contemporaneo all’interno del progetto Movimenti per la fotografia), ciclo di incontri dedicato alla cultura visiva e al dialogo tra il mezzo fotografico e le altre discipline artistiche.