L’invocazione “Jesce sole”, scelta come claim di questa quinta edizione, ha mantenuto la sua promessa. Si è chiusa con un successo straordinario di pubblico la quattro giorni del Campania Libri Festival, la fiera dell’editoria diretta da Ruggero Cappuccio e curata da Massimo Adinolfi, finanziata dalla Regione Campania e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival presieduta da Alessandro Barbano.
Dal 1° al 4 ottobre 2026, i cortili e le sale storiche di Palazzo Reale e della Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” in Piazza del Plebiscito si sono trasformati nel cuore pulsante della cultura italiana, registrando oltre 40mila presenze. A caratterizzare l’afflusso è stata soprattutto un’altissima partecipazione di giovani, che hanno affollato gli oltre 200 stand espositivi e partecipato attivamente al fitto calendario di appuntamenti.
Con oltre 200 incontri e 13 percorsi tematici, la rassegna ha confermato il proprio prestigio nel panorama culturale nazionale. Tra i temi affrontati, spiccano l’omaggio a Roberto De Simone a cinquant’anni dalla prima rappresentazione de “La gatta Cenerentola”, le incursioni nella poesia e nelle traduzioni, la storia, la geopolitica, il teatro, il cinema e la ricerca della spiritualità.
«Sono particolarmente felice del successo del Campania Libri, un’iniziativa che arricchisce la nostra programmazione culturale e valorizza una cornice straordinaria, perfetta per accogliere lettori e autori», ha dichiarato Onofrio Cutaia, Assessore alla Cultura della Regione Campania.
«Questo appuntamento rappresenta un’occasione preziosa per la promozione del libro e dell’editoria, creando spazi vivi di incontro e confronto. La straordinaria partecipazione dei giovani è la prova tangibile che, quando le nuove generazioni vengono coinvolte nel modo giusto, sanno rispondere con entusiasmo».
«Quattro giornate entusiasmanti, piene di gente, di incontri, di vita. Il primo e più importante risultato credo però che sia questo: giunto alla quinta edizione, il Campania Libri Festival è diventato ormai un appuntamento necessario», ha sottolineato il curatore Massimo Adinolfi.
«Dove succedono cose, i libri passano di mano in mano, le parole tornano a svolgere la loro più autentica funzione, che è quella di stringere alleanze, di trasmettere esperienze, di far germogliare pensieri. Abbiamo provato a fare questo:
mettere insieme il tratto intellettuale e la dimensione popolare della cultura. Non è facile sposarli nelle parole e nella musica, nei racconti e nelle immagini, e in un’atmosfera di grande fraternità.
Sono state quattro giornate entusiasmanti per quantità e qualità della partecipazione, per la rilevanza degli ospiti, per l’interesse mostrato dal mondo editoriale.
Ma voglio ringraziare, oltre alla Regione e alla Fondazione Campania dei Festival – sono loro che fanno il Campania Libri – anche le Università, gli Istituti di Cultura, le Biblioteche, la Rai, gli sponsor, le Associazioni che operano sul territorio, tutti i pezzi di un puzzle dal cui incastro dipende la riuscita del disegno.
E poiché è riuscito, posso augurarmi di ritrovare tutti tra gli stand della sesta edizione del CLF, a ottobre prossimo!».