Si chiude con numeri da record la diciannovesima edizione del Campania Teatro Festival, che dal 12 giugno al 12 luglio ha trasformato Napoli e numerosi centri della regione in un grande palcoscenico internazionale. Sono stati 40mila gli spettatori che hanno seguito la manifestazione nei suoi 31 giorni di programmazione, confermando il successo della rassegna multidisciplinare diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e sostenuta dalla Regione Campania.
L’edizione 2026 ha consolidato il ruolo del Festival come osservatorio privilegiato della scena contemporanea, proponendo un cartellone ricco di prime assolute, produzioni internazionali e nuove esperienze artistiche. Ben 67 spettacoli hanno debuttato in prima assoluta, offrendo al pubblico uno sguardo sul teatro del presente e del futuro.
Ad aprire il Festival è stato “L’ultimo nastro di Krapp / Press Conference”, il dittico ispirato a Samuel Beckett e Harold Pinter con Renato Carpentieri, diretto da Roberto Andò, mentre la chiusura è stata affidata a “La creatività è l’intelligenza che si diverte”, spettacolo nato dal laboratorio guidato da Euridice Axen e Nadia Baldi, che ha coinvolto venticinque giovani interpreti.
Tra gli eventi più attesi della rassegna si è distinta la prima mondiale del nuovo spettacolo della Compagnia Thierrée-Chaplin, accolto con il tutto esaurito al Teatro Mercadante già nei primi minuti di apertura della prevendita. Un successo che ha confermato il forte richiamo internazionale del Festival.
Napoli si è confermata anche quest’anno punto di riferimento per artisti provenienti da tutto il mondo. Per la prima volta in Italia è arrivato “Labio de Liebre” del drammaturgo colombiano Fabio Rubiano Orjuela, considerato uno dei testi simbolo del teatro latinoamericano contemporaneo. Debutto italiano anche per “Casting Lear” della regista spagnola Andrea Jiménez, originale rilettura del Re Lear shakespeariano, e per “Ayoub” dell’argentina Marina Otero, spettacolo che affronta il conflitto in Medio Oriente attraverso una vicenda personale e sentimentale. Spazio inoltre a “Insieme” di Fabio Marra, opera nata in Francia e tradotta in quattordici lingue, ormai affermatasi nei principali circuiti teatrali internazionali.
L’offerta artistica ha raggiunto numeri imponenti: oltre 150 appuntamenti, 105 spettacoli, più di 80 compagnie coinvolte e un programma articolato in otto sezioni dedicate al teatro italiano e internazionale, alla musica, alla danza, alla letteratura, allo sport e ai progetti speciali. A completare il cartellone sono stati incontri con gli artisti, mostre, il DopoFestival e iniziative ormai consolidate come Sogno Reale ed Emozioni in viaggio.
Il Festival ha coinvolto 16 sedi distribuite tra Napoli e le province campane. Fulcro della manifestazione è stato ancora una volta Palazzo Reale, con il Cortile delle Carrozze e il Giardino Romantico, affiancato da alcuni dei principali teatri cittadini, tra cui il Mercadante, il Politeama, il Nuovo, Sala Assoli, il Teatro Tedér, Galleria Toledo e la Chiesa di Santa Maria di Portosalvo. Il programma ha inoltre raggiunto Salerno, Benevento, Avellino, Capua, Valle Cilento, Ponticelli, Pinetamare e Tora e Piccilli, rafforzando la dimensione regionale della manifestazione.
Tra gli elementi che continuano a caratterizzare il Campania Teatro Festival resta la scelta di mantenere una politica di biglietti a prezzi popolari, compresi tra 5 e 8 euro, una linea perseguita da dieci anni dalla direzione artistica di Ruggero Cappuccio con l’obiettivo di rendere il teatro accessibile a un pubblico sempre più ampio.
I dati dell’edizione 2026 confermano così il Campania Teatro Festival tra le principali manifestazioni culturali italiane, capace di coniugare qualità artistica, apertura internazionale e partecipazione del pubblico, facendo della Campania uno dei principali crocevia del teatro contemporaneo europeo.