La Certosa di San Giacomo, cuore culturale di Capri, ospita la mostra fotografica “Il ninfeo romano della Grotta Azzurra” di Luigi Spina, uno dei più autorevoli interpreti della fotografia archeologica contemporanea. L’esposizione propone un viaggio visivo alla scoperta di uno dei luoghi più iconici dell’isola, restituendone una lettura inedita che intreccia arte, storia e ricerca.
La Grotta Azzurra, celebre in tutto il mondo per gli straordinari riflessi di luce che colorano le sue acque, era in epoca romana un raffinato ninfeo appartenente al complesso della villa imperiale di Gradola. Un luogo concepito come spazio di rappresentanza e di contemplazione, impreziosito da statue e decorazioni che ancora oggi testimoniano il lusso delle residenze imperiali capresi. Alcune delle sculture recuperate nella grotta sono oggi custodite proprio nel Museo Archeologico della Certosa di San Giacomo, creando un ideale dialogo tra il patrimonio storico e il racconto fotografico di Spina.
Attraverso immagini di grande rigore formale, Luigi Spina supera la semplice documentazione per trasformare il sito archeologico in un’esperienza estetica. Luci, dettagli e prospettive mettono in risalto la materia della pietra, le tracce del tempo e il rapporto tra natura e architettura, offrendo al visitatore uno sguardo capace di cogliere la dimensione più intima e monumentale del ninfeo romano.
La mostra invita così a rileggere uno dei simboli di Capri oltre la sua fama turistica, restituendone il valore storico e archeologico. È un percorso che racconta la continuità tra passato e presente, dove la fotografia diventa strumento di conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale, accompagnando il pubblico alla scoperta di un luogo che continua, dopo duemila anni, a suscitare meraviglia.