Domenica 8 marzo alle ore 11.00, la Sala Assoli Moscato ospita “D-Day Donne per la Costituzione”, un incontro pubblico che intreccia cultura, diritto e cittadinanza attiva nel giorno simbolo della Giornata Internazionale della Donna.
Non una celebrazione rituale, ma uno spazio di confronto aperto ad associazioni, cittadine e cittadini, in un momento storico in cui la difesa dei diritti – a partire da quelli delle donne – richiede consapevolezza, informazione e partecipazione concreta.
Al centro dell’iniziativa c’è la Costituzione della Repubblica Italiana, intesa non come testo distante, ma come presidio vivo di libertà, uguaglianza e tutela dei diritti fondamentali.
L’incontro propone una riflessione sul ruolo delle donne nella vita pubblica, culturale e giuridica del Paese, sottolineando quanto le conquiste raggiunte nel percorso di emancipazione non siano mai definitive, ma vadano difese e rafforzate.
A moderare il confronto sarà la giornalista Ilaria Urbani, che guiderà il dialogo con la giudice Monica Amirante, la pubblico ministero Gloria Sanseverino e l’avvocata Marianna Hasson.
Nel dibattito troverà spazio anche una riflessione sul referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026, occasione cruciale di partecipazione democratica. L’invito è chiaro: informarsi, comprendere, esercitare con responsabilità il diritto di voto.
A rendere ancora più significativo l’appuntamento sarà la presenza di numerose artiste del panorama teatrale e culturale italiano:
Benedetta Buccellato, Marina Confalone, Iaia Forte, Manuela Mandracchia, Fabrizia Sacchi, Dalal Suleiman, Luciana Zazzera, Giulia Alfano, Emma La Marca, Anna Pimpinelli, Fiamma Leonetti, Angelica Bifano, Annalisa D’Amato, Fabiana Fazio, Valentina Acca e Anna Carla Broegg.
La loro partecipazione testimonia come la cultura possa farsi strumento di riflessione civile e di impegno collettivo.
“D-Day Donne per la Costituzione” si propone come un momento di responsabilità condivisa. In un tempo segnato da trasformazioni sociali e politiche profonde, l’8 marzo diventa così non solo una ricorrenza, ma un’occasione per riaffermare il valore della democrazia, della parità e della partecipazione.
Perché i diritti non sono mai acquisiti una volta per tutte: vivono nella coscienza e nelle scelte quotidiane di ciascuna e ciascuno.