Sabato 1° agosto, alle ore 21, il suggestivo scenario del Maschio Angioino ospiterà “Enrico VIII”, una brillante riscrittura dell’ultimo dramma storico di William Shakespeare che trasforma la vicenda del sovrano inglese in una commedia dal ritmo serrato, capace di intrecciare storia, comicità e riflessione.
Il teatro classico si veste di contemporaneità e sarcasmo per una serata che promette di sorprendere il pubblico.
Lo spettacolo, promosso e finanziato dal Comune di Napoli nell’ambito della rassegna “Teatro e Danza al Castello”, inserita nella programmazione dell’Estate 2026, porta la firma di Matteo Bertolotti, Gian Maria Cervo e Pierluca Mariti, noto sui social come @piuttosto_che, tre autori che hanno unito linguaggi e sensibilità differenti per dare vita a un’opera originale e fuori dagli schemi.
Sul palco un cast composto da Mario Sturniolo, nel ruolo del cardinale Reginald Pole, insieme ad Annalisa Arbolino, Teresa Barretta, Lorenzo Baruzzi, Matteo Bertolotti, Eugenio Castaldo e Marco Curci, diretti da Orazio Rotolo Schifone. A impreziosire la messinscena saranno le coreografie e gli interventi danzati firmati da Giuseppe Nocerino.
Il cuore dello spettacolo è una costruzione narrativa che alterna registri e atmosfere diverse. I testi di Shakespeare dialogano con scene ambientate nella casa di una famiglia contemporanea di Bagnoregio, dove tensioni e dinamiche familiari sembrano essere l’eco di eventi storici lontanissimi. A fare da collante è la figura del cardinale Reginald Pole, trasformato in un irresistibile protagonista di monologhi in stile stand-up comedy. Lontanissimo dall’immagine del religioso mite tramandata dalla storia, il Pole immaginato dagli autori diventa un personaggio dissacrante che ironizza sull’arretratezza del piccolo centro laziale, dichiarando senza mezzi termini il desiderio di tornare a vivere a Napoli.
La scelta del capoluogo partenopeo come luogo della prima rappresentazione non è casuale. Napoli fu infatti uno dei principali centri culturali del Rinascimento e accolse il circolo degli Spirituali, gruppo di intellettuali che riuniva figure come Michelangelo e Vittoria Colonna. Dopo la morte del loro fondatore Juan de Valdés, proprio il cardinale Pole divenne il punto di riferimento del movimento, creando un legame storico che rende ancora più significativa la rappresentazione al Maschio Angioino.
La scrittura dello spettacolo è il risultato di un lavoro corale: Matteo Bertolotti ha sviluppato il contesto contemporaneo ambientato a Bagnoregio, Pierluca Mariti ha rielaborato Shakespeare con traduzioni e riscritture dal linguaggio moderno e brillante, mentre Gian Maria Cervo ha firmato i monologhi del cardinale Pole e le scene di raccordo tra i diversi piani narrativi.
La regia di Orazio Rotolo Schifone punta a valorizzare questo intreccio di registri, confermando il percorso di un regista che negli ultimi anni si è distinto per i suoi allestimenti dedicati alla nuova drammaturgia nei teatri romani, tra cui l’Off Off Theatre.
L’appuntamento è a ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili scrivendo all’indirizzo kitojaguar@gmail.com. Un’occasione per assistere a uno spettacolo che rilegge Shakespeare con leggerezza e intelligenza, dimostrando come i grandi classici possano ancora parlare al pubblico di oggi attraverso nuovi linguaggi e una comicità sorprendentemente attuale.