Vai al contenuto
Ultimissime

Il principe e la ragazzina, Marilù Simoneschi e il memoriale della moglie di Totò

tutto sposi Torna Tutto Sposi alla Mostra d’Oltremare: tra sfilate, grandi ospiti e il Forum della Famiglia

murolo Murolo incontra Vincenzo Russo: la grande Canzone Napoletana in mostra alla Casa Museo Murolo

terme suburbane Un viaggio a tu per tu con il restauro: riaprono le visite al cantiere delle Terme Suburbane di Ercolano

napoli 2500 Dalle radici al futuro: il tour del docufilm #Napoli 2500più10 parte da Nisida per conquistare le scuole partenopee

  • Home
  • REDAZIONE
  • CONTATTI
  • Home
  • REDAZIONE
  • CONTATTI
  • HOME
  • REDAZIONE
  • HOME
  • REDAZIONE
  • CONTATTI
  • CONTATTI

IL CLICK

SOCIALE

PENSIERI
& PAROLE

LYFESYLE

EVENTI

VIDEO

Ercolano. L’arte di vivere a Castel Sant’Angelo

  • Redazione
  • Luglio 22, 2026
  • 4:20 pm
  • Arte

Reperti straordinari provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano e raramente esposti al pubblico, oggetti che raccontano la vita quotidiana dell’antica città preservata dall’eruzione del 79 d.C., un pane sfornato duemila anni fa e carbonizzato dall’eruzione del Vesuvio, insieme ad alimenti, reperti organici, stoviglie, arredi e utensili d’uso quotidiano. Dal 22 luglio 2026 Castel Sant’Angelo apre le sue sale monumentali a Ercolano. L’arte di vivere, la mostra che conduce il visitatore alla scoperta della città vesuviana, fermata per sempre dall’eruzione del Vesuvio.

L’esposizione è a cura di Massimo Osanna, Capo Dipartimento Attività Culturali del Ministero della Cultura, Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco archeologico di Ercolano, Luca Mercuri, Direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, e di Francesco Sirano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Il progetto nasce dalla felice collaborazione tra Castel Sant’Angelo e il Parco archeologico di Ercolano. L’esperienza della mostra Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola nell’antichità, presentata nelle sale affrescate di Villa Campolieto a Ercolano, costituisce il punto di partenza di un nuovo progetto espositivo, completamente ripensato per gli spazi monumentali della Mole Adriana. Il percorso, articolato in sette sezioni, amplia significativamente il racconto, estendendolo dall’alimentazione alla vita quotidiana dell’antica Ercolano, ed è arricchito da una selezione di oltre 70 reperti, molti dei quali finora custoditi nei depositi del Parco archeologico e presentati eccezionalmente al pubblico in occasione di questa mostra.

Il percorso si apre con una straordinaria Wunderkammer, una «camera delle meraviglie» ispirata alle celebri raccolte rinascimentali. Vi sono riuniti 42 reperti di eccezionale valore provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano: statue, busti, affreschi, gioielli e oggetti della vita quotidiana che raccontano la raffinatezza artistica, il livello culturale e la qualità della vita nell’antica città alla vigilia della catastrofe. Come nelle originarie camere delle meraviglie, l’obiettivo non è soltanto esporre, ma suscitare stupore.

Il visitatore entra quindi nel cuore dell’evento che ha segnato il destino di Ercolano: una sala immersiva dedicata all’eruzione del Vesuvio, tra contenuti audiovisivi, dipinti, stampe e arti decorative che documentano la costruzione dell’immaginario del vulcano nell’Europa del Grand Tour. Accanto alla tradizione resa celebre da Pierre-Jacques Volaire, la tempera di Giacomo e Antonio Baseggio (1784), la Burrasca al chiaro di luna nel Golfo di Napoli (1822) di Joseph Rebell e una rara porcellana della manifattura Poulard Prad restituiscono il fascino del sublime che attirò a Napoli viaggiatori, artisti e studiosi da tutta Europa.

Dal mito alla strada: la mostra ricostruisce poi, con installazioni audiovisive e reperti archeologici, la città viva, con le sue botteghe e i thermopolia, luoghi destinati alla vendita di cibi e bevande pronti per il consumo quotidiano. Tra i reperti più sorprendenti, le pagnotte carbonizzate dall’eruzione ma conservate intatte, identiche a quelle raffigurate nel celebre affresco pompeiano della distribuzione del pane, e le teglie del forno di Sextus Patulcius Felix, parte di una serie di 25 stampi rinvenuti a Ercolano. Il percorso entra quindi nell’intimità della domus, tra cucina e dispensa: mortai, pentole, casseruole e preziosi reperti organici – cereali e legumi restituiti dagli scavi – documentano con rara precisione la dieta quotidiana degli antichi ercolanesi.

Il racconto prosegue con il vino, tra le attività economiche più floride della Campania antica – Plinio il Vecchio celebrava il Falerno come uno dei vini più rinomati del suo tempo – e al tempo stesso ponte verso il divino nel culto di Bacco, dio della vite, della fertilità e dell’ebbrezza rituale. Gran finale nella sala dei banchetti, dove una meridiana in marmo scandisce i tre momenti dell’alimentazione antica – ientaculum, prandium e cena – tra campanelli in bronzo, vasellame in vetro, bronzo e argento e l’oggetto forse più peculiare della mostra: la larva convivialis, la piccola figurina scheletrica che, posata sulla tavola, ricordava ai commensali la brevità della vita e li invitava, sulle orme di Epicuro, a godere dei piaceri del convivio.

La scelta di Castel Sant’Angelo come sede espositiva riveste un significato particolare. Il monumento, emblema della stratificazione storica di Roma – da mausoleo imperiale a fortezza, da residenza papale a museo – offre l’occasione per un dialogo tra due luoghi profondamente diversi ma accomunati dalla capacità di conservare, ciascuno secondo la propria storia, straordinarie testimonianze del passato.

Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso questo patrimonio eccezionale grazie al dialogo tra reperti archeologici, installazioni multimediali e ambientazioni immersive. La colata piroclastica che investi Ercolano nel 79 d.C. ha preservato edifici, oggetti, alimenti e materiali organici, trasformando una catastrofe in una straordinaria fonte di conoscenza e restituendo una documentazione unica sulle pratiche alimentari, le attività lavorative, la cura del corpo, le relazioni sociali nel mondo romano antico.

«Con questa iniziativa – commenta Luca Mercuri, Direttore del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma e curatore della mostra – Castel Sant’Angelo conferma la propria vocazione a essere luogo di incontro tra patrimoni, istituzioni e pubblici diversi. Questa mostra nasce da una collaborazione che testimonia quanto il dialogo tra musei possa generare progetti culturali di qualità, capaci di ampliare le occasioni di conoscenza e di valorizzare il patrimonio attraverso nuovi percorsi di visita. Per Castel Sant’Angelo è motivo di particolare soddisfazione dare vita a un progetto espositivo che mette in relazione due realtà di straordinario valore e propone ai visitatori un’esperienza culturale ricca e originale. Si inserisce inoltre in una programmazione culturale sempre più ampia e diversificata che, attraverso mostre, eventi e iniziative, conferma il Castello come un luogo vivo, aperto al dialogo tra epoche, linguaggi e pubblici differenti.»

«Ercolano, come Pompei, offre una testimonianza straordinaria della vita di una città romana – commenta Massimo Osanna, Capo del Dipartimento per le Attività Culturali e curatore della mostra –. Le particolari condizioni di conservazione determinate dall’eruzione del 79 d.C. hanno preservato edifici, arredi e oggetti d’uso quotidiano, permettendo di ricostruire le attività, le abitudini alimentari e le forme della convivialità dei suoi abitanti. La mostra presenta questo patrimonio attraverso i risultati della ricerca più recente, offrendo al pubblico nuovi strumenti per comprendere la società romana e la sua vita quotidiana . Portare questo racconto a Roma amplia le occasioni di conoscenza di un contesto archeologico unico e conferma il ruolo dei musei come luoghi di ricerca, confronto e partecipazione.»

«Portare Ercolano a Castel Sant’Angelo significa far compiere alla città antica un viaggio quasi naturale – commenta Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano e curatrice della mostra –  si tratta di due luoghi che la storia ha sepolto sotto strati diversi — uno di cenere e lava, l’altro di funzioni e trasformazioni continue — e che oggi tornano a raccontarsi a vicenda. In questa mostra abbiamo voluto restituire al pubblico non i monumenti, ma la vita: i gesti quotidiani, i sapori, gli oggetti d’uso che rendono Ercolano una delle testimonianze più intime e vivide del mondo antico.

È un progetto che nasce dal dialogo tra le nostre istituzioni e che desidero ringraziare di cuore per aver reso possibile. Un ringraziamento speciale va a PHI per la preziosa e continua collaborazione, che ha accompagnato anche questo percorso attraverso i contenuti del progetto Ercolano Digitale, e a tutto il personale del Parco Archeologico di Ercolano, che con competenza, entusiasmo e una costante disponibilità a mettersi in gioco ha reso possibile ogni forma di collaborazione. Portare a Roma, nel cuore della Capitale, un pezzo autentico dell’arte di vivere degli antichi ercolanesi è il risultato di un impegno condiviso e di una visione comune.»

«Ercolano è uno straordinario laboratorio a cielo aperto – dichiara Francesco Sirano, Direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli e curatore della mostra –. La ricchezza dei materiali rinvenuti, insieme alla quantità e alla varietà delle testimonianze conservate, porta una luce eccezionale sul tema del cibo nel mondo antico. Sono certo che lo studio di Ercolano, luogo da cui ha preso avvio l’archeologia sistematica occidentale, permetterà di approfondire e comprendere meglio anche molti dei reperti custoditi nel Museo archeologico nazionale di Napoli. Ercolano continua dunque a rappresentare una fonte inesauribile di conoscenza e potrà riservarci, anche in futuro, nuove e importanti scoperte».

«Ercolano. L’arte di vivere – commenta Alfonsina Russo, Capo del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale – rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra gli istituti del Ministero della Cultura possa generare progetti di alto profilo scientifico e al tempo stesso raggiungere pubblici sempre più ampi. La circolazione delle opere, la condivisione delle competenze e il dialogo tra musei rafforzano il Sistema museale nazionale, creando nuove occasioni di conoscenza e valorizzando il patrimonio attraverso reti e percorsi condivisi. È questa la direzione nella quale intendiamo continuare a investire: una valorizzazione capace di mettere in connessione luoghi, collezioni e persone, ampliando l’accessibilità e la partecipazione culturale.»

Immagine di Redazione

Redazione

Il Click

Il principe e la ragazzina, Marilù Simoneschi e il memoriale della moglie di Totò

Totò e Diana, la verità sulla storia d’amore con la donna che ispirò “Malafemmena”. A quasi 60 anni dalla morte del grande artista, Marilù Simoneschi racconta il Totò lontano dalle luci del palcoscenico nel romanzo-verità Il principe e la ragazzina, pubblicato da Marlin Editore con uno scritto di Giancarlo Governi.  Il libro sarà presentato in anteprima al Campania Libri Festival a Palazzo Reale (sala conferenze Sciurella al primo piano) a Napoli domenica 4 ottobre alle ore 12. Con l’autrice Marilù Simoneschi interverranno: l’editore Sante Avagliano e il giornalista e critico cinematografico Antonio Fiore. Le letture saranno affidate alla giornalista e attrice Roberta D’Agostino. Modera Ida Palisi.  Al centro della storia c’è la testimonianza di Diana Bandini Rogliani, moglie di Totò (scomparsa nel 2006) e madre di Liliana De Curtis. Diana affidò a Marilù Simoneschi un racconto-memoriale della propria vita accanto all’artista, autorizzandone la pubblicazione. A partire da quella testimonianza, l’autrice ricostruisce un ritratto privato del «principe della risata»: l’uomo, il marito e l’amante, con le sue passioni, le fragilità, le contraddizioni e gli eccessi.  Una storia che arriva fino agli ultimi giorni di vita di Totò e che contiene un episodio rimasto finora sconosciuto, destinato a gettare una nuova luce sul rapporto tra l’artista e Diana e sulle sue volontà in fin di vita.  Con discrezione e rispetto per la voce di Diana, Simoneschi accompagna il lettore nella dimensione privata dell’artista: il rapporto con la madre e con il padre ritrovato in età adulta, l’attenzione verso la povera gente, l’amore per gli animali e in particolare per i cani, le paure legate alla minaccia fascista e le fughe, fino agli altri grandi amori della sua vita, compreso quello con Silvana Pampanini, che contribuì alla fine del matrimonio con Diana.  Al centro del libro resta però la lunga e tormentata relazione tra Totò e Diana: un amore fatto di passione, tradimenti, separazioni e riconciliazioni, segnato dalla nascita della figlia Liliana e destinato a lasciare una traccia profonda nella vita di entrambi.  UN MEMORIALE RIMASTO PRIVATO  «Ho incontrato Diana Bandini Rogliani nel lontano 1989, dopo averla convinta, con la collaborazione della figlia Liliana De Curtis, a registrare un racconto-memoriale». Così Marilù Simoneschi ricorda l’inizio del lungo lavoro che ha portato alla nascita del libro. «Diana aveva allora 73 anni, ma era ancora una bellissima signora, di quell’eleganza discreta fatta di abiti di buona fattura, capelli in ordine, profumo lieve e perdurante. Ma soprattutto mi colpì la sua lucida intelligenza, la precisione degli elementi del racconto e la sua fiducia nel farmi partecipe di ricordi per lei preziosissimi. E di particolari inediti e a dir poco strabilianti, inerenti alla sua intensa storia d’amore con il Principe della risata». Gli incontri proseguirono per quasi un mese. «Più volte l’ho vista piangere, molto presa emotivamente dai momenti salienti di quel racconto. Di una cosa sono certa: Totò è stato per moltissimi anni, e anche al di là della sua effettiva presenza, il suo credo, la sua ragione di vita. E che in fondo lei ne è stata ricambiata in egual misura».  Proprio nelle ultime pagine del memoriale emerge un particolare legato agli ultimi giorni di vita di Totò, rimasto sconosciuto ai più e destinato, secondo l’autrice, a modificare la lettura della loro storia.  LE PAROLE DI GIANCARLO GOVERNI  Secondo Giancarlo Governi, autore, giornalista e storico divulgatore della figura di Totò (basti ricordare il celebre programma “Pianeta Totò”), il memoriale di Diana Rogliani rappresenta una testimonianza particolarmente significativa per ricostruire la vicenda privata dell’artista. «Solo oggi, attraverso il libro di Marilù Simoneschi, ho finalmente appreso quella che sembra la versione più attendibile, poiché dettata dalla viva voce di Diana Rogliani, in un memoriale esclusivo in cui, per la prima volta, ha aperto il cuore, svelando eventi e segreti mai resi noti in precedenza. Finalmente, attraverso questa lunga e accorata confessione, si sgombra il campo da tante false narrazioni sulla loro lunga e intricata storia d’amore, molto simile a un romanzo, ma in verità drammatica, sofferta e densa di ogni sentimento sincero».  IL LIBRO  Il romanzo-verità, costruito a partire dalla lunga intervista di Marilù Simoneschi a Diana Rogliani e narrato in prima persona attraverso la sua voce, prende avvio dall’incontro tra Totò e la giovanissima Diana, avvenuto a Firenze nell’agosto del 1931, al teatro «Le follie estive».  Totò, allora trentatreenne e già all’apice della notorietà, rimase colpito dalla bellezza della quindicenne Diana. In lei riconobbe l’ideale femminile che aveva inseguito fin da ragazzo, quando, ancora povero e senza padre, era rimasto affascinato dal volto di una giovane donna raffigurato su un manifesto pubblicitario affisso sui tram di Napoli, una ragazza che presentava una forte somiglianza con Diana.  Nonostante la differenza d’età e le convenzioni sociali dell’epoca, tra i due nacque una passione immediata. Totò dichiarò di voler sposare Diana, incontrando l’opposizione della famiglia. Determinata a seguirlo, la ragazza fuggì in segreto dal collegio Demidoff di Firenze, dove studiava, prese un treno per Roma e raggiunse Totò.  La fuga provocò una denuncia da parte della futura suocera per sottrazione di minore e segnò l’inizio di una relazione attraversata da passioni, eccessi, tradimenti, separazioni e ritorni. Dalla loro unione nacque Liliana, ma il matrimonio fu segnato anche da altre relazioni, tra cui quella di Totò con Silvana Pampanini, fino alla rottura definitiva.  Il libro arriva agli ultimi giorni di vita dell’artista e svela un segreto che Diana Rogliani non aveva mai raccontato prima: un episodio avvenuto pochi giorni prima della morte di Totò, nel 1967, che getta una nuova luce sulla figura dell’attore e sulla storia d’amore tra i due.  L’AUTRICE  Marilù Simoneschi vive e lavora a Roma. Giornalista, ha collaborato con i principali settimanali italiani, tra cui Gente e Oggi, intervistando protagonisti del cinema, della televisione, dello spettacolo e della politica.  Con Lino Zani ha pubblicato Era santo, era uomo. Il volto privato di papa Wojtyla (Mondadori, 2014), dedicato alla dimensione privata e alla vita in montagna di Giovanni Paolo II. Dal libro è stato tratto l’omonimo film. L’opera ha ottenuto un significativo successo editoriale ed è stata tradotta in diverse lingue.  ...
Leggi di più →
EVENTI

Torna Tutto Sposi alla Mostra d’Oltremare: tra sfilate, grandi ospiti e il Forum della Famiglia

La Mostra d’Oltremare di Napoli si prepara ad accogliere la trentasettesima edizione di Tutto Sposi, la fiera leader in Italia ...
Leggi di più →
Teatro

Murolo incontra Vincenzo Russo: la grande Canzone Napoletana in mostra alla Casa Museo Murolo

Due anime, una straordinaria stagione poetica e un’eredità che ha impresso un marchio indelebile nella storia musicale partenopea. Mercoledì 7 ...
Leggi di più →
PrecedentePrecedenteDa Rossini a PeppOh a Secondigliano
SuccessivoMimas Festival a ProcidaSuccessivo

IL CLICK

SOCIALE

PENSIERI
& PAROLE

LYFESTYLE

EVENTI

VIDEO

Napoliclick è un portale quotidiano di informazione sociale e culturale pubblicato dalla cooperativa Nclick.

Facebook Instagram X-twitter Youtube
Categorie
  • Primo Piano
  • Notizie
  • Incontri
  • Arte
  • Teatro
  • Musica
  • Libri
  • Visioni
  • Televisione
  • Primo Piano
  • Notizie
  • Incontri
  • Arte
  • Teatro
  • Musica
  • Libri
  • Visioni
  • Televisione
Napoliclick.it
  • Email: info@napoliclick.it
  • Phone: 0817872037
  • interno: 220/224

Presso Gesco – Gruppo di Imprese Sociali
Via Vicinale S. Maria del Pianto, 36 complesso polifunzionale Inail – Torre 1, 9° piano – 80143 Napoli

© 2025 – Napoliclick testata giornalistica registrata al Tribunale di Napoli al numero 45 del 18.07.2014 – Direttore Ida Palisi​

Usiamo i cookie per fornirti la miglior esperienza d'uso e navigazione sul nostro sito web.

Puoi trovare altre informazioni riguardo a quali cookie usiamo sul sito o disabilitarli nelle .

Torna in alto
Powered by  GDPR Cookie Compliance
Panoramica privacy

Privacy Policy

Chi siamo

L’indirizzo del nostro sito web è: https://napoliclick.it

Commenti

Quando i visitatori lasciano commenti sul sito, raccogliamo i dati mostrati nel modulo dei commenti oltre all’indirizzo IP del visitatore e la stringa dello user agent del browser per facilitare il rilevamento dello spam.

Una stringa anonimizzata creata a partire dal tuo indirizzo email (altrimenti detta hash) può essere fornita al servizio Gravatar per vedere se lo stai usando. La privacy policy del servizio Gravatar è disponibile qui: https://automattic.com/privacy/. Dopo l’approvazione del tuo commento, la tua immagine del profilo è visibile al pubblico nel contesto del tuo commento.

Media

Se carichi immagini sul sito web, dovresti evitare di caricare immagini che includono i dati di posizione incorporati (EXIF GPS). I visitatori del sito web possono scaricare ed estrarre qualsiasi dato sulla posizione dalle immagini sul sito web.

Cookie

Se lasci un commento sul nostro sito, puoi scegliere di salvare il tuo nome, indirizzo email e sito web nei cookie. Sono usati per la tua comodità in modo che tu non debba inserire nuovamente i tuoi dati quando lasci un altro commento. Questi cookie dureranno per un anno.

Se visiti la pagina di login, verrà impostato un cookie temporaneo per determinare se il tuo browser accetta i cookie. Questo cookie non contiene dati personali e viene eliminato quando chiudi il browser.

Quando effettui l’accesso, verranno impostati diversi cookie per salvare le tue informazioni di accesso e le tue opzioni di visualizzazione dello schermo. I cookie di accesso durano due giorni mentre i cookie per le opzioni dello schermo durano un anno. Se selezioni "Ricordami", il tuo accesso persisterà per due settimane. Se esci dal tuo account, i cookie di accesso verranno rimossi.

Se modifichi o pubblichi un articolo, un cookie aggiuntivo verrà salvato nel tuo browser. Questo cookie non include dati personali, ma indica semplicemente l’ID dell’articolo appena modificato. Scade dopo 1 giorno.

Contenuto incorporato da altri siti web

Testo suggerito: Gli articoli su questo sito possono includere contenuti incorporati (ad esempio video, immagini, articoli, ecc.). I contenuti incorporati da altri siti web si comportano esattamente allo stesso modo come se il visitatore avesse visitato l’altro sito web.

Questi siti web possono raccogliere dati su di te, usare cookie, integrare ulteriori tracciamenti di terze parti e monitorare l’interazione con essi, incluso il tracciamento della tua interazione con il contenuto incorporato se hai un account e sei connesso a quei siti web.

Con chi condividiamo i tuoi dati

Se richiedi una reimpostazione della password, il tuo indirizzo IP verrà incluso nell’email di reimpostazione.

Per quanto tempo conserviamo i tuoi dati

Se lasci un commento, il commento e i relativi metadati vengono conservati a tempo indeterminato. È così che possiamo riconoscere e approvare automaticamente eventuali commenti successivi invece di tenerli in una coda di moderazione.

Per gli utenti che si registrano sul nostro sito web (se presenti), memorizziamo anche le informazioni personali che forniscono nel loro profilo utente. Tutti gli utenti possono vedere, modificare o eliminare le loro informazioni personali in qualsiasi momento (eccetto il loro nome utente che non possono cambiare). Gli amministratori del sito web possono anche vedere e modificare queste informazioni.

Quali diritti hai sui tuoi dati

Se hai un account su questo sito, o hai lasciato commenti, puoi richiedere di ricevere un file esportato dal sito con i dati personali che abbiamo su di te, compresi i dati che ci hai fornito. Puoi anche richiedere che cancelliamo tutti i dati personali che ti riguardano. Questo non include i dati che siamo obbligati a conservare per scopi amministrativi, legali o di sicurezza.

Dove i tuoi dati sono inviati

I commenti dei visitatori possono essere controllati attraverso un servizio di rilevamento automatico dello spam.

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.

Cookie di terze parti

Questo sito Web utilizza Google Analytics per raccogliere informazioni anonime come il numero di visitatori del sito e le pagine più popolari.

Mantenere questo cookie abilitato ci aiuta a migliorare il nostro sito Web.

Cookie aggiuntivi

Questo sito Web utilizza i seguenti cookie aggiuntivi:

(Elenca i cookie che stai utilizzando sul sito web qui.)