Arriva al teatro Cilea dal 18 al 21 dicembre e dal 25 al 6 gennaio dal Tante belle cose, il nuovo spettacolo di Francesco Cicchella, affiancato sul palco da Vincenzo De Honestis e Yaser Mohamed, con la regia dello stesso Cicchella e un testo scritto insieme a Gennaro Scarpato. Un titolo che, più che un semplice saluto, diventa una dichiarazione d’intenti: guardare al futuro con ironia, affetto e consapevolezza.
La storia si apre in un elegante salotto televisivo, dove un Cicchella sessantenne spiazza il pubblico annunciando il suo ritiro dalle scene. Quella che dovrebbe essere la sua ultima esibizione si trasforma in un momento intimo e rivelatore, in cui l’artista ripercorre la sua lunga carriera fatta di successi, improvvisazioni geniali e personaggi iconici. Tra i ricordi che riaffiorano, ce n’è uno che brilla più di tutti: una serata a teatro, un evento cruciale che ha cambiato per sempre la sua vita.
“Tante belle cose” diventa così un vero viaggio nel tempo. Lo spettatore viene catapultato in un grande flashback che riporta proprio a quella serata determinante. Sul palco, Cicchella scatena tutto il suo repertorio: sketch irresistibili, imitazioni fulminanti, numeri musicali e momenti di pura emozione, in un equilibrio perfetto tra comicità e introspezione. Ma quando sembra tutto filare secondo copione, un imprevisto rompe gli equilibri della serata, portando lo show verso una direzione sorprendente.
In questo one man show dal respiro innovativo, Cicchella gioca con i confini della narrazione: interpreta sé stesso nel futuro e nel presente, fondendo varietà e linguaggio cinematografico in un’unica esperienza scenica. Ne nasce uno spettacolo che mescola risate e malinconia, ritmo e poesia, accompagnando il pubblico in un racconto che supera i limiti del tempo e mette al centro il valore delle scelte che segnano un percorso artistico e umano.
Tante belle cose è un omaggio al mestiere dell’attore, ma anche alla fragilità di chi vive di palcoscenico. Uno spettacolo che emoziona, diverte e sorprende, lasciando nello spettatore quella stessa sensazione che dà nome al titolo: la consapevolezza che, nel bene e nel male, la vita è fatta davvero di tante, tantissime belle cose.