Dal 5 all’8 marzo torna al teatro Cilea Paolo Caiazzo, protagonista assoluto di I Promessi Suoceri, una produzione che unisce teatro, cabaret e osservazione sociale.
Attore, autore e regista, Caiazzo porta in scena una comicità che affonda le radici nella tradizione ma parla con chiarezza al presente, mescolando risate genuine e riflessione. In I Promessi Suoceri, firma testo e regia e interpreta il ruolo principale, affiancato da Maria Bolognano e da un cast affiatato e brillante composto da Antonio D’Avino, Gaetano Migliaccio, Yulia Mayarchuck e Giovanna Sannino.
Diventare suocero non è mai semplice. Lo sa bene Antonio, ex animatore turistico con sogni artistici rimasti in sospeso, che vede avvicinarsi l’incubo di essere messo da parte quando la figlia Lucia annuncia le nozze con il suo Renzo. Per difendere il proprio ruolo e le buone maniere di una volta, Antonio organizza il classico incontro ufficiale tra le due famiglie.
Da qui prende il via una girandola di malintesi, sospetti e scontri esilaranti. Da un lato Antonio e la moglie Elisa, insegnante di italiano rigorosa e idealista; dall’altro i genitori dello sposo: Gaetano, erede di una famiglia ingombrante, e Giulia, ex soubrette straniera trapiantata a Napoli. Le differenze culturali, sociali ed economiche esplodono fin dal primo saluto, e ogni tentativo di dialogo finisce per peggiorare la situazione.
Quando un segreto mai confessato viene a galla, l’incontro si trasforma in un campo minato e tutti i genitori, improvvisamente uniti, diventano i principali nemici del matrimonio. Proprio come nei celebri modelli letterari, anche qui Renzo e Lucia si sentono ripetere un sonoro: “questo matrimonio non s’ha da fare”.
Tra colpi di scena, rivelazioni e una serie di situazioni sempre più assurde, la vicenda si avvita su se stessa fino a un finale inaspettato, dove una “provvidenza” molto particolare ristabilisce l’ordine… ma non cancella del tutto vecchi rancori e scheletri ormai usciti dagli armadi.
Con I Promessi Suoceri, Paolo Caiazzo rilegge con intelligenza e ironia un grande classico attraverso le dinamiche della famiglia napoletana di oggi. Ne nasce una commedia dal ritmo serrato, che guarda alla grande tradizione della commedia all’italiana e al teatro napoletano classico, senza rinunciare a uno sguardo attuale.
Non a caso, l’esilarante confronto tra i futuri suoceri richiama apertamente, con affetto e rispetto, la celebre scena di Miseria e Nobiltà di Eduardo Scarpetta, trasformandola in un omaggio contemporaneo capace di far ridere e riconoscersi.