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Il misantropo al Mercadante

  • Redazione
  • Aprile 2, 2026
  • 1:37 pm
  • Teatro

Al Teatro Mercadante dall’8 al 12 aprile in scena Il misantropo, con la regia di Andrée Ruth Shammah e la traduzione di Valerio Magrelli: un’edizione che rinnova e approfondisce la ricerca della regista su Molière, nel segno di un dialogo vivo con uno degli autori più lucidi e moderni della storia del teatro.

A debutto nel 1666, è tra le opere più alte e amare di Molière: una commedia filosofica e insieme sentimentale, feroce e attualissima, che mette a nudo le ipocrisie sociali, il conflitto tra verità e convenzione, tra ideale e compromesso. Un classico capace ancora oggi di interrogare il nostro tempo, con una lingua limpida e affilata che continua a parlarci con sorprendente urgenza.

Con tutti i suoi personaggi incipriati, “indaffarati senza aver nulla da fare”, Il misantropo rinuncia alla comicità dirompente tipica dell’autore francese. È un lavoro totalmente “al presente”, violento, potente, perturbante. Una commedia tragica, venata di una forma di umorismo instabile e pericolante, che porta in sé, appena al di sotto della superficie comica, le vive ferite e il prezzo altissimo costato al suo autore: in essa emergono le nevrosi, i tradimenti, i dolori di un personaggio capace di trasformare tutto il proprio disagio e la propria rabbia in una formidabile macchina filosofica, esistenziale e politica, che interroga e distrugge qualunque cosa incontri nel suo percorso. 

Ma questa commedia è allo stesso tempo anche il dramma di un essere inadeguato alla realtà, l’allucinata tragedia di un uomo che si scontra con il femminile. Difatti, il grande attore e registra francese Louis Jouvet diceva di questo testo che «è la storia di un uomo che vuole avere un incontro decisivo con la donna che ama e che alla fine di un’intera giornata non ci è ancora riuscito». 

Il protagonista, Alceste, interpretato da Fausto Cabra, è un giovane rabbioso di sincerità, calato in un mondo ipocrita e ciarliero. Un Alceste, in costume, scuro, al centro di un mondo popolato da personaggi vestiti nella stessa foggia, ma in colori pastello diversi tra loro, a simboleggiare una società variegata nella forma, omologata però nella sostanza.  Nella sua dirittura morale, nel suo rigore intransigente, Alceste pretende di dire sempre la verità, anche quando è scomoda. Odia l’ipocrisia del mondo, ma finisce per essere vittima della propria intransigenza. Non parla la lingua degli altri, ma nemmeno la propria. È lacerato tra ideali assoluti e passioni umanissime.

Accanto a lui Célimène, interpretata dalla giovanissima Bea Barett, una scommessa per Andrée Ruth Shammah che affida un ruolo importante a un talento emergente, investendo su una nuova generazione capace di misurarsi con la parola classica e con la complessità di un autore come Molière. Civettuola, intelligente, libera, Célimène non vuole rinunciare né al suo gioco sociale né all’amore esclusivo che Alceste pretende. Una “signora dei salotti” attorniata da una corte mondana specchio di una società elegante e vacua, raffinata e crudele, omologata nelle convenzioni. C’è però in questo personaggio anche un lato molto più umano e fragile: Célimène è anche una ventenne che terrorizzata dalla solitudine rifiuta di “seppellirsi” in un deserto per amore, rivendicando una libertà e un bisogno di indipendenza che la rendono molto vicina alle ragazze di oggi.

Un elogio del pensiero critico, un’indagine ironica e disillusa sulla coerenza, sull’amore, sul ruolo dell’individuo di fronte al conformismo collettivo.

NOTE DI REGIA di Andrée Ruth Shammah

Le prime battute vengono volutamente dette senza sipario per non dividere la scena dalle parole. Volevo andare all’essenza del testo, liberarlo di tutti gli orpelli e accompagnare lo spettatore al piacere dell’ascolto senza distrazioni; la traduzione in versi settenari incrociati, dunque in rima, porta ad un rigore linguistico e ad una armonia che non richiede nessun tipo di sforzo per essere ascoltato. 

Molière è al centro, scuro, in mezzo a un mondo di colori pastello perché quella che intendevo portare in scena è una società che si differenzia nella foggia, ma non nella sostanza, a ben guardare tutti indossano gli stessi costumi, e la sua inquietudine si pianta sulle assi del palcoscenico senza bisogno di altri escamotages.
In scena c’è la ‘disperata vitalità’ di Alceste, che deve fare i conti con la rigidità dei suoi princìpi in contrasto con la compattezza di una società omologata nelle convenzioni. È solo davanti al potere, solo davanti ai benpensanti. L’uomo folle è deriso dalla società, ma in realtà è l’unico che riesce a cogliere la follia di chi lo circonda, vorrebbe isolarsi nei suoi ideali, la sua amata Célimène però non è disposta a seguirlo. Entrambi i personaggi appaiono alla fine in difficoltà, ma nella mia messa in scena non c’è volontà di giudizio; nessuno ha ragione, nessuno ha torto, la trama stessa si compone dall’evoluzione delle posizioni di ciascun personaggio. E credo stia proprio in questa assenza di giudizio e nell’esplorazione dei diversi punti di vista la vera essenza del Teatro, e dunque il mio omaggio a uno dei più grandi autori di tutti i tempi.

IL MISANTROPO 8 – 12 APRILE

TEATRO MERCADANTE

di Molière
progetto e collaborazione alla traduzione di Andrée Ruth Shammah e Luca Micheletti
regia Andrée Ruth Shammah
traduzione Valerio Magrelli

con Fausto Cabra e con (in o.a.) Marco Balbi, Bea Barret, Manuel Bonvino, Angelo Di Genio, Filippo Lai, Margherita Laterza, Francesco Maisetti, Edoardo Rivoira, Emilia Scarpati Fanetti, Andrea Soffiantini
e la partecipazione di Corrado d’Elia

scene Margherita Palli
costumi Giovanna Buzzi
luci Fabrizio Ballini
musiche Michele Tadini
cura del movimento Isa Traversi

produzione Teatro Franco Parenti

ALTRI CREDITI

assistente alla regia Diletta Ferruzzi
assistente scenografo Marco Cristini
seconda assistente scenografa Matilde Casadei
pittore scenografo Santino Croci

direttore di scena Mattia Fontana
elettricista Gianni Gajardo
fonico Marco Introini
sarta Alessia Di Meo
truccatrice Sofia Righi
scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti
costumi realizzati da LowCostume in collaborazione con la sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni

date e orari

08/04/2026 21:00

09/04/2026 17:00

10/04/2026 21:00

11/04/2026 19:00

12/04/2026 18:00

Info www. teatrodinapoli.it

Biglietterie tel 081.5513396 | 081.292030 / 081.291878 | biglietteria@ teatrodinapoli.it

Immagine di Redazione

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