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Il Rigoletto cinematografico firmato alla Scala da Martone

  • Redazione
  • Ottobre 26, 2022
  • 10:32 am
  • Televisione

E’ firmata da Mario Martone la nuova produzione del Rigoletto di Giuseppe Verdi che il Teatro alla Scala di Milano ha presentato lo scorso giugno, e che Rai Cultura propone giovedì 27 ottobre alle 21.15 in prima Tv su Rai5. Attivo nell’opera, nella prosa e nel cinema (il suo ultimo film, “Nostalgia”, con Pierfrancesco Favino, rappresenta l’Italia nella corsa ai prossimi Oscar), con questo spettacolo Martone è giunto alla sua settimana produzione scaligera, e proprio nella seconda metà di ottobre con Fedora di Umberto Giordano va in scena il suo ottavo spettacolo al Piermarini. 

“Penso sia fondamentale restituire la violenza che Verdi aveva in mente – ha dichiarato Martone – per questo vorrei che si riconoscesse subito una divisione netta tra il mondo del Duca e il mondo dei reietti. Ispirandoci al film Parasite di Bong Joon-ho, abbiamo pensato a una struttura girevole che permetterà di passare da una dimensione piacevole di benessere borghese a una di bassifondi”. Lo spettacolo si avvale delle scenografie di Margherita Palli, dei costumi di Ursula Patzak e delle luci di Pasquale Mari. 
Sul podio sale Michele Gamba, tra i nuovi direttori italiani più apprezzati all’estero, già assistente di Antonio Pappano e Daniel Barenboim e con un curriculum che include il Covent Garden, la Staatsoper di Berlino, la Staatskapelle di Dresda, l’Opera di Tel Aviv, la Fenice, il Maggio e l’Orchestra della Rai. Protagonista è il baritono Amartuvshin Enkhbat, che a proposito di questa produzione ha dichiarato al “New York Times”: “Ho cantato il ruolo di Rigoletto circa 60 volte, ma questa volta alla Scala mi intimidisce e mi esalta. Sento che il personaggio tira fuori tutto quello che c’è dentro di me”. Con lui, a disegnare una Gilda certamente vittima ma anche determinata a prendere in mano il suo destino, Nadine Sierra, reduce dal recente trionfo come Lucia di Lammermoor al Metropolitan. L’amorale Duca di Mantova ha lo squillo di Piero Pretti. Marina Viotti è una dei mezzosoprano emergenti in questi anni e incarna Maddalena. Gianluca Buratto mette la sua voce profonda e cupa al servizio di uno Sparafucile che abita le strade di una città di oggi. Potenza vocale e straordinarie doti attoriali caratterizzano il Monterone di Fabrizio Beggi. 
Il Coro del Teatro alla Scala è diretto dal Maestro Alberto Malazzi.

Immagine di Redazione

Redazione

Barsport

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Non so voi, ma io ho visto il ritorno al campionato dopo la pausa per il torneo delle nazionali allo stesso modo in cui si vive il rientro a scuola dopo le vacanze di Natale. Ma non un rientro a scuola tranquillo, ma un rientro a scuola in cui odi quasi tutti e tutti odiano te. La professoressa di matematica ti detesta e non ti fa parlare. Il tuo vicino di banco non si lava. La ragazza o il ragazzo che ti piace non ti guarda neanche per sbaglio. Non capisci cosa dice il professore di filosofia. Non ci si torna con piacere in un posto così, no? Ecco, io vivevo con la stessa ansia il ritorno al campionato. Non ci volevo tornare, non volevo vederle di nuovo le partite. Ma niente di personale, è che era talmente una sofferenza vedere il Napoli negli ultimi tempi che avrei voluto che quel torneo della nazionale – che per inciso, ancora devo capire cos’è, perché io per le prime due partite ero convinta che fossero le qualificazioni degli europei – durasse ancora molto, molto a lungo. Ma tipo fino a Natale.  Però prima o poi ci devi tornare, in campionato come a scuola. E con la medesima ansia. E invece… torni a scuola e il tuo vicino di banco forse si è innamorato, perché adesso si fa la doccia tutti i giorni. La tua professoressa di matematica non ti umilia. Il professore di filosofia, chissà perché, forse si è riposato durante le vacanze, ed è diventato più comprensibile. E il ragazzo o la ragazza che ti piace, che prima non ti concedeva neanche uno sguardo, adesso, complice il fatto che la fila del tuo banco non puzza più, sembra addirittura rivolgerti lo sguardo. Sembrava addirittura che ti sorridesse. A te.  E sabato sera giochiamo con il Frosinone e sembra che sia cambiato qualcosa. Il Napoli non è più il Napoli di tre settimane fa. Torna McTominay, la squadra la gioca a calcio, è aggressiva, combattiva. E poi, Hojlund sbaglia un rigore, De Bruyne gli fa vedere come si fa. E ne segna un secondo gol, e ci prende quell’euforia strana che Allegri mi sembra addirittura sopportabile. Non ancora simpatico, ma sopportabile. Lucca rimane il peggiore acquisto della storia, ma mica si può avere tutto. Così il Napoli sembra essere tornato una squadra vera. Bentornati. Foto di copertina di Carlo Hermann
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