Vai al contenuto
Ultimissime

Il metabolismo lento

musae L’Associazione Musae riparte dal 23 aprile con tante iniziative artistiche e non solo

Subbuteo al Parco Mascagna

Da Erodoto a Totò, i tradimenti secondo Christian Poggioni a Villa di Donato

Il diavolo veste Prada 2 al Plaza per gli studenti del Suor Orsola Benincasa

  • Home
  • REDAZIONE
  • CONTATTI
  • Home
  • REDAZIONE
  • CONTATTI
  • HOME
  • REDAZIONE
  • HOME
  • REDAZIONE
  • CONTATTI
  • CONTATTI

La pastiera tra leggende e simboli

  • Redazione
  • Marzo 16, 2026
  • 4:32 pm
  • Food&Wine

mercoledì 1 aprile alle ore 17,30 presso la a Saletta Rossa dello Spazio Guida, Via Bisignano 11 a Napoli, si terrà un incontro sulla pastiera a cura di Fabiana Mendia, nell’ambito della rassegna L’arte presa per la gola. Racconti di arte, cibo e letteratura.

Quello che è narrato sono riflessioni legate alla cultura e alle emozioni di questa torta di pasta frolla che ci piace pensare sia nata dalle mani della sirena Partenope, amabile e abile artefice nell’amalgamare in un’unica delizia i migliori frutti della terra vesuviana. La pastiera ricca di simboli, legati alla rinascita di madre terra, sembra abbia origine dalle offerte rituali che salutavano l’arrivo della primavera pagana e della Pasqua cristiana. Un viaggio tra leggende e le storie dell’arte di preparare la sua farcitura: equilibri delicati, proporzioni e dosaggi calibrati di ingredienti di ogni tempo, prodotti arcaici come ricotta e grano duro cotto nel latte, aromi moderni come la vaniglia, la cannella, la frutta candita e l’acqua di fior d’arancio.

Dissonanze e armonie della pastiera attraverso quattro secoli, partendo dalla citazione nel testo “Lo cunto de li cunti” (1634) di Giambattista Basile, nella favola “La gatta cenerentola” dove entra in scena insieme al casatiello in un celebre banchetto.

Solo nel ‘700 la ricetta della pastiera non presenta parmigiano, “provatura” o caciocavallo. Fino a quel momento, quindi, viene chiamata “Torta di grano detta alla napolitana, pastiera”, come la descrive Antonio Latini nel suo celebre testo “Lo Scalco alla moderna”, fornendoci così la prima ricetta.

E poi altre storie e ricette di celebri dolci italiani della tradizione del nostro paese dal XIV secolo in poi: cialde, savoiardi, pan di spagna, crostate, ciambelle, cotognate, confetti, mostaccioli, biscotti di pasta reale, torroni, marzapanetti, frutta candita e sculture di zucchero, ovvero dolci rustici quotidiani e quelli spettacolari per feste e cerimonie. Una attenta selezione di opere d’arte di pittori italiani, francesi, spagnoli, portoghesi, fiamminghi, olandesi e tedeschi faranno emergere con entusiasmo la storia e la cultura di queste golosità, concentrandoci questa volta sulle tradizioni dei giorni legati alle festività pasquali e sulle origini degli ingredienti.

La valenza comunicativa dei dolci è molto forte, la friabilità, la consistenza dei biscotti, morbidi rilievi del pan di spagna, la densità delle geometrie della frutta candita ha tuttavia carattere di rarità e per questo veniva considerato in età barocca, ricco di forza, quasi benedetta, adatto a augurare fortuna, salute sono dipinti dagli artisti come tesori visivi, dolci femminili che invitano irresistibilmente all’assaggio coinvolgendo tutti i sensi. 

Nei quadri spesso i dolciumi sono affiancati a fiori, deperibili in poco tempo: sono un provocante messaggio d’amore, un peccato di gola, un’esperienza dell’arte della pasticceria che di per sé è caduca, perché destinata a essere mangiata.

La trattazione è una coinvolgente immersione nella società e nei costumi, alle radici dei rituali e della simbologia, che ci aiuta a comprendere la civiltà e alcuni aspetti della vita popolare, antiche ricette, gusti e parole scorrono tra confidenze e appunti di praticità quotidiana estratti da trattati di arte culinaria.

Dunque il potere della seduzione dell’arte, il potere del gusto che attraverso il sensibile avvicina il reale, stimolando i ricordi, il senso del bello legato a quello della gola e al suo apporto spirituale. Si analizzano dipinti, incisioni, arazzi, affreschi, sculture che raccontano golosità confessate, mentre gli occhi si illudono sulle consistenze in una specie di “eccesso” d pittura che stimola tutti i sensi, secondo il principio dei pittori del XVII secolo che eleggevano a luogo di riflessione le cucine, colme di ogni genere di sapori, condensando materia e non solo.

La narrazione è arricchita da annotazioni, testimonianze, documenti di viaggiatori stranieri, di scrittori e di letterati che hanno commentato e descritto a partire dal XV secolo rituali e cronache di menu pantagruelici con pietanze dagli effetti sorprendenti, capolavori effimeri, architetture e trionfi di zucchero che diventarono essenziali elementi di stupore che il signore doveva offrire agli ospiti di riguardo.

Un omaggio alle origini della cucina, quindi alle declinazioni storico-gastronomiche per suggerire l’idea che la storia dell’arte culinaria definisce la storia di un popolo, attraverso il banchetto d’apparato che risponde a un atto sociale, politico. Viaggeremo nelle corti, nei conventi, nelle cucine, nelle botteghe degli speziali per scoprire insieme i segreti, le invenzioni e i luoghi dove abili mani impastando farina, uova, zucchero, creme, spezie e canditi hanno creato dolci di pane richiamandosi all’epoca classica e torte farcite barocche, lucidate dalle glasse, appannate dallo zucchero a velo, ma anche vellutate e croccanti.

Il nostro racconto nasce dalla ricerca di sintonia e sensibilità nell’interesse di arricchire le conoscenze certe e sfumare così quelle incerte, dalla volontà di una riflessione su quanto l’approfondimento sull’arte della pasticceria, sulle emozioni, sulla memoria, sulle passioni e sull’esperienza quotidiana nelle cucine di casa o in quelle più segrete e intime nelle cucine dei monasteri possa risultare appassionante per la comprensione del passato e del presente, stimolando nuove ipotesi, oppure incrociandole con analisi più collaudate.

La narrazione esplora alcuni aspetti della scuola dolciaria campana, tra le più importanti del mondo, per mettere in evidenza le origini di un’arte, di una vocazione che da una lato, illuminando particolarmente la vita di Napoli, prima vicereale e poi borbonica, come luogo dove nascono incredibili laboratori culinari nel centro antico, a opera di geniali novizie e badesse, mettendo a fuoco soprattutto i momenti  collettivi e rituali (come le feste religiose) che segnano lo spazio urbano, coinvolgendo gli abitanti nella quotidianità.

Dall’altro, invece, si indaga invece il “corpo a corpo” tra manuali di gastronomia e intense esperienze professionali di alcune figure chiave a partire dal Rinascimento, ovvero, gli scalchi, i maestri di casa, le cuoche. La trattazione è pensata per coinvolgere appassionati di arte, di gastronomia, di golosità inconfessate. Citiamo le fonti dirette, da cui stiliamo suggestioni per agevolare il coinvolgimento mentre con l’analisi dei capolavori lasciamo libere le menti per approfondire poi la discussione sulle tematiche legate all’evoluzione del gusto. Non esistendo raffigurazioni della mitica pastiera in nessun dipinto sono stati selezionati quadri in cui gli ingredienti compaiono singolarmente il più delle volte e l’analisi stimolerà la curiosità del pubblico per aprire un dibattito: la pluralità di competenze e di prospettive ci conducono in questo percorso storico, artistico, gastronomico e letterario, partendo dal Seicento, tra le strade di Napoli, dove la densità edilizia sacra era particolarmente rilevante per la straordinaria concentrazione di chiese, conventi, confraternite, cappelle votive. Entreremo nei monasteri, all’interno dei chiostri e dei giardini monastici rigogliosi di agrumeti, dove le monache di clausura, come abbiamo già accennato, nell’intimità degli spazi domestici impastavano farina, zucchero, uova, fragranze di arancio, frutta candita, spezie, preparavano  e infornavano torte di farro, di grano, di fidelini, di riso chiamate nei trattati di gastronomia tutte “pastiere”.

La ricetta della torta creata dalla sirena Partenope viene perfezionata sicuramente in una cucina di un monastero. Le religiose di San Gregorio Armeno appassionate di pasticceria nel XVII secolo hanno canonizzato la versione attuale della pastiera, facendone un emblema delle famiglie benestanti che la ritenevano indispensabile per festeggiare la Resurrezione di Cristo.

L’ARTE PRESA PER LA GOLA.

Racconti di arte, cibo e letteratura.

Si raccontano storie divertenti e drammatiche, interessanti o semplicemente curiose intorno a un tema centrale della vita di tutti, da sempre: il cibo e la sua condivisione a tavola e altrove.

La narrazione attinge da cronache, novelle, vite di santi e re, scritti morali, romanzi, documenti d’archivio e coinvolge le storie di chef e delle loro invenzioni tratte dal mondo antico alla contemporaneità. Ogni incontro sul cibo e la tavola, uno straordinario gioco di assonanze e contrasti, di golosità espressive, approfondito dall’analisi di opere d’arte e corredato da una vasta selezione di testi critici e letterari, esprimono un intreccio di prospettive che lo rendono ricco di contenuti e di significati.

Si affrontano tematiche che riguardano l’alimentazione, la fame e i modi in cui l’uomo ha cercato di trasformarla in occasione di piacere. Si tratta di economia, di politica, di vita materiale, di rapporti sociali, di tradizioni e di rituali. Si evidenziano i paradigmi intellettuali, filosofici e religiosi di una società. La selezione di mosaici, affreschi, dipinti, sculture che illustrano il racconto, offrono una vasta iconologia che aiuta a comprendere la simbologia che si lega alla tavola e agli alimenti.

I racconti che vengono presentati nella rassegna “L’arte presa per la gola” attraversano epoche diverse e nella narrazione del tema la lettura di brani e testimonianze letterarie coinvolgono il pubblico con osservazioni, riflessioni, commenti, aneddoti, istinti e sentimenti, ravvivando e completando ogni singolo racconto, specchio di un mondo, di una cultura, di un gusto pittorico. Perché anche l’immaginario fa parte della realtà.

.

LA PASTIERA. Sintesi di un sublime piacere tra leggende e simboli.

INCONTRO

LA PASTIERA. Sintesi di un sublime piacere tra leggende e simboli.

a cura di Fabiana Mendia, letture di Mario Autore

Mercoledì 1 aprile 2026

Ore 17,30

Ingresso libero

IL CLICK

SOCIALE

PENSIERI
& PAROLE

LYFESYLE

EVENTI

VIDEO

Napoliclick è un portale quotidiano di informazione sociale e culturale pubblicato dalla cooperativa Nclick.

Facebook Instagram X-twitter Youtube
Categorie
  • Primo Piano
  • Notizie
  • Incontri
  • Arte
  • Teatro
  • Musica
  • Libri
  • Visioni
  • Televisione
  • Primo Piano
  • Notizie
  • Incontri
  • Arte
  • Teatro
  • Musica
  • Libri
  • Visioni
  • Televisione
Napoliclick.it
  • Email: info@napoliclick.it
  • Phone: 0817872037
  • interno: 220/224

Presso Gesco – Gruppo di Imprese Sociali
Via Vicinale S. Maria del Pianto, 36 complesso polifunzionale Inail – Torre 1, 9° piano – 80143 Napoli

© 2025 – Napoliclick testata giornalistica registrata al Tribunale di Napoli al numero 45 del 18.07.2014 – Direttore Ida Palisi​

Usiamo i cookie per fornirti la miglior esperienza d'uso e navigazione sul nostro sito web.

Puoi trovare altre informazioni riguardo a quali cookie usiamo sul sito o disabilitarli nelle .

Torna in alto
Powered by  GDPR Cookie Compliance
Panoramica privacy

Privacy Policy

Chi siamo

L’indirizzo del nostro sito web è: https://napoliclick.it

Commenti

Quando i visitatori lasciano commenti sul sito, raccogliamo i dati mostrati nel modulo dei commenti oltre all’indirizzo IP del visitatore e la stringa dello user agent del browser per facilitare il rilevamento dello spam.

Una stringa anonimizzata creata a partire dal tuo indirizzo email (altrimenti detta hash) può essere fornita al servizio Gravatar per vedere se lo stai usando. La privacy policy del servizio Gravatar è disponibile qui: https://automattic.com/privacy/. Dopo l’approvazione del tuo commento, la tua immagine del profilo è visibile al pubblico nel contesto del tuo commento.

Media

Se carichi immagini sul sito web, dovresti evitare di caricare immagini che includono i dati di posizione incorporati (EXIF GPS). I visitatori del sito web possono scaricare ed estrarre qualsiasi dato sulla posizione dalle immagini sul sito web.

Cookie

Se lasci un commento sul nostro sito, puoi scegliere di salvare il tuo nome, indirizzo email e sito web nei cookie. Sono usati per la tua comodità in modo che tu non debba inserire nuovamente i tuoi dati quando lasci un altro commento. Questi cookie dureranno per un anno.

Se visiti la pagina di login, verrà impostato un cookie temporaneo per determinare se il tuo browser accetta i cookie. Questo cookie non contiene dati personali e viene eliminato quando chiudi il browser.

Quando effettui l’accesso, verranno impostati diversi cookie per salvare le tue informazioni di accesso e le tue opzioni di visualizzazione dello schermo. I cookie di accesso durano due giorni mentre i cookie per le opzioni dello schermo durano un anno. Se selezioni "Ricordami", il tuo accesso persisterà per due settimane. Se esci dal tuo account, i cookie di accesso verranno rimossi.

Se modifichi o pubblichi un articolo, un cookie aggiuntivo verrà salvato nel tuo browser. Questo cookie non include dati personali, ma indica semplicemente l’ID dell’articolo appena modificato. Scade dopo 1 giorno.

Contenuto incorporato da altri siti web

Testo suggerito: Gli articoli su questo sito possono includere contenuti incorporati (ad esempio video, immagini, articoli, ecc.). I contenuti incorporati da altri siti web si comportano esattamente allo stesso modo come se il visitatore avesse visitato l’altro sito web.

Questi siti web possono raccogliere dati su di te, usare cookie, integrare ulteriori tracciamenti di terze parti e monitorare l’interazione con essi, incluso il tracciamento della tua interazione con il contenuto incorporato se hai un account e sei connesso a quei siti web.

Con chi condividiamo i tuoi dati

Se richiedi una reimpostazione della password, il tuo indirizzo IP verrà incluso nell’email di reimpostazione.

Per quanto tempo conserviamo i tuoi dati

Se lasci un commento, il commento e i relativi metadati vengono conservati a tempo indeterminato. È così che possiamo riconoscere e approvare automaticamente eventuali commenti successivi invece di tenerli in una coda di moderazione.

Per gli utenti che si registrano sul nostro sito web (se presenti), memorizziamo anche le informazioni personali che forniscono nel loro profilo utente. Tutti gli utenti possono vedere, modificare o eliminare le loro informazioni personali in qualsiasi momento (eccetto il loro nome utente che non possono cambiare). Gli amministratori del sito web possono anche vedere e modificare queste informazioni.

Quali diritti hai sui tuoi dati

Se hai un account su questo sito, o hai lasciato commenti, puoi richiedere di ricevere un file esportato dal sito con i dati personali che abbiamo su di te, compresi i dati che ci hai fornito. Puoi anche richiedere che cancelliamo tutti i dati personali che ti riguardano. Questo non include i dati che siamo obbligati a conservare per scopi amministrativi, legali o di sicurezza.

Dove i tuoi dati sono inviati

I commenti dei visitatori possono essere controllati attraverso un servizio di rilevamento automatico dello spam.

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.

Cookie di terze parti

Questo sito Web utilizza Google Analytics per raccogliere informazioni anonime come il numero di visitatori del sito e le pagine più popolari.

Mantenere questo cookie abilitato ci aiuta a migliorare il nostro sito Web.

Cookie aggiuntivi

Questo sito Web utilizza i seguenti cookie aggiuntivi:

(Elenca i cookie che stai utilizzando sul sito web qui.)