Grande successo per la presentazione a Napoli dell’ultimo romanzo di Maurizio de Giovanni L’orologiaio di Brest (Feltrinelli Editore, pagg. 272 euro 19). Un teatro Sannazaro pieno ha accolto con grande calore la performance dello scrittore che ha interpretato alcune pagine significative del suo libro, affiancato da Rosaria De Cicco, Marianita Carfora e Paolo Cresta con Marco Zurzoloe Rocco Zaccagnino per le musiche e la regia di Annamaria Russo.
La storia d’Italia è un filo spezzato, un orologio fermo alla stagione d
el piombo e del sangue. Due figli degli anni Settanta indagano oggi sul tempo dei padri, su verità nascoste e segreti rimasti troppo a lungo celati. Tra ricatti, tradimenti e ultimi fuochi della lotta armata, L’orologiaio di Brest è un viaggio nella memoria non condivisa e nel passato che non è mai scritto.
Vera Coen ha il destino scritto nel nome: lavora come giornalista per un sito d’informazione e considera la ricerca della verità una missione. Ma a quarantadue anni si ritrova con un lavoro insoddisfacente e precario, i dubbi di aver sbagliato tutto ad affollarle la mente e una scoperta sconvolgente con cui fare i conti… Il professor Andrea Malchiodi di anni ne ha quarantacinque e ha incassato le delusioni di una carriera accademica spezzata da uno scandalo, in cui è stato ingiustamente coinvolto, insieme all’amarezza per un matrimonio finito. A separarlo dalla moglie e dalla figlia c’è un oceano di incomprensione. Ad affliggerlo, il dolore per la malattia della madre che lo ha cresciuto da sola, dopo averlo concepito in una notte nei primi anni settanta, gli anni della rivolta. E del piombo. Un giorno come tanti, Andrea si trova davanti Vera. La giornalista lo mette a parte di un’incredibile rivelazione. C’è qualcosa che li lega. Un fatto di sangue accaduto quattro decenni prima. Una ferita nel lontano passato di lei che riscrive il passato di lui. E da quel momento per Andrea tutto cambia. Comincia così un’indagine nelle tenebre più fitte della notte della Repubblica, a caccia del misterioso “uomo degli ingranaggi”, l’esperto di armi ed esplosivi, militante di un’organizzazione combattente, poi primula rossa e custode di segreti inconfessabili. Il filo del tempo si riavvolge fino al principio degli anni ottanta, l’età sospesa tra gli ultimi fuochi della lotta armata e le prime luci di una stagione che si presenta come nuova e invece è dominata dai Gattopardi di sempre. Nell’Orologiaio di Brest, Maurizio de Giovanni interroga l’origine dell’oggi, i giorni del tradimento, il momento in cui l’Italia ha finito di vendersi l’anima.
L’AUTORE Maurizio de Giovanni è scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e autore di popolari serie poliziesche come quelle del commissario Ricciardi, dei Bastardi di Pizzofalcone, di Mina Settembre e di Sara Morozzi. Dai suoi romanzi, sempre in vetta alle classifiche e tradotti in tutto il mondo, sono state tratte fortunate serie televisive.