Il MANN non è soltanto uno dei più importanti musei archeologici del mondo: è un luogo in cui la ricerca continua a produrre conoscenza e in cui il patrimonio dialoga costantemente con il presente proponendo nuove modalità di fruizione capaci di coinvolgere pubblici sempre più ampi.
È in questa prospettiva che nasce “MANNIGHT – Straordinarie aperture. Il futuro incontra il passato”, il ciclo di eventi e aperture serali che, a partire da settembre, trasformerà il museo in uno spazio di incontro tra archeologia, arti performative e partecipazione.
Il programma prevede otto serate complessive: gli appuntamenti dei giovedì di settembre (3, 10 e 17 settembre), la speciale apertura di sabato 26 settembre in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio e i giovedì di ottobre. In queste occasioni il MANN resterà aperto con orario prolungato fino alle 23.30, con ultimo ingresso alle 22.30. Dalle 20.30, lungo il percorso museale, brevi performance si ripeteranno a intervalli regolari e contemporaneamente nelle diverse collezioni, creando un’esperienza diffusa tra opere, artisti e visitatori. Il biglietto speciale avrà un costo di 10 euro a partire dalle ore 19.
«Il museo può essere molte cose – ha spiegato il direttore generale Francesco Sirano presentando il progetto –. È certamente un luogo in cui si vivono esperienze culturali, ma queste esperienze non devono necessariamente svolgersi secondo modalità tradizionali, attraverso il semplice passaggio di informazioni, una visita guidata o la lettura di un pannello esplicativo. Questo è uno dei modi possibili, ma non è l’unico».
Da questa idea nasce un progetto che considera il museo anche come luogo di ricerca attraverso linguaggi differenti. «La ricerca può svilupparsi anche sul piano dell’interpretazione, attraverso strumenti e linguaggi differenti. Uno di questi strumenti è rappresentato dalle arti performative, che offrono una vera e propria pluralità di possibilità espressive».
Il percorso di MANNIGHT nasce dal progetto commissionato dal MANN a Casa del Contemporaneo, in collaborazione con La Santissima Community Hub, e si fonda sulla contaminazione tra diversi generi artistici, con un ruolo centrale affidato alla partecipazione del pubblico.
«I visitatori saranno i veri protagonisti di questa esperienza. Per noi la partecipazione è un elemento fondamentale – ha sottolineato Sirano –. Il nostro obiettivo è suscitare interesse, stimolare la curiosità e fare in modo che le persone, una volta tornate a casa, sentano il desiderio di approfondire ciò che hanno scoperto».
Tra le performance in programma, la danza contemporanea sarà protagonista con Sara Lupoli, che realizzerà un’azione coreografica accompagnata dalla musica nel Salone della Meridiana. Giusy Lo Sapio e la danzatrice Marta Peperna proporranno invece una performance dedicata alle radici popolari e rituali del territorio, richiamando le tradizioni, le feste, la dimensione agricola e comunitaria della Campania antica.
Il rapporto tra archeologia e immaginario cinematografico sarà al centro dell’intervento di Enrico Valanzolo e Francesco Scelzo, che proporranno una rielaborazione dei temi musicali di Gladiator e Braveheart, evocando il legame tra il mondo antico e la sua rappresentazione contemporanea.
Ogni sera sarà inoltre protagonista Docubeat, il progetto realizzato dal Club Tasso, che reinterpreterà il patrimonio del museo attraverso un innovativo collage sonoro e visivo, in cui generi musicali differenti si intrecceranno con le voci dei visitatori e del personale del MANN.
La musica accompagnerà anche il momento conclusivo delle serate nei giardini del museo con un DJ set progettato non come semplice intrattenimento, ma come ulteriore elemento di ricerca e dialogo con gli spazi e le collezioni. «Non si tratterà di una proposta da discoteca – ha precisato Sirano – ma di una selezione musicale costruita appositamente per dialogare con il museo e con le sue opere».
Con MANNIGHT, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli conferma la volontà di essere non solo custode di un patrimonio straordinario, ma un luogo vivo, aperto alla sperimentazione e capace di creare nuove forme di relazione con il pubblico.
«Il MANN diventa così ancora una volta un luogo di ricerca, questa volta anche personale, dove ogni visitatore è chiamato a essere protagonista di un’autentica esperienza di conoscenza – conclude Sirano –. Non si tratta di assistere a una lezione di archeologia, ma di vivere l’arte all’interno di uno spazio interamente dedicato all’arte, lasciandosi coinvolgere da un’esperienza che unisce conoscenza, emozione e partecipazione».
È da questa visione che nasce il progetto: un percorso che intreccia archeologia e arti performative per trasformare la visita al museo in un’esperienza di scoperta, interpretazione e partecipazione.