Un omicidio commesso durante un esclusivo ritiro letterario, una bufera di neve che isola i sospettati e un’atmosfera opprimente segnata dalla morsa del regime fascista. Sono questi gli ingredienti fondamentali del nuovo romanzo di Stefano Mancini, giornalista ed editor romano al suo esordio nel genere giallo dopo una fortunata carriera nel fantasy e nel thriller.
La vicenda è ambientata nel dicembre del 1937 in un castello isolato tra le montagne abruzzesi. Qui, un eccentrico mecenate inglese riunisce un gruppo di scrittori con l’intento di rievocare lo spirito delle storiche sfide letterarie del passato. L’apparente idillio intellettuale crolla quando una violenta nevicata isola completamente la dimora da qualsiasi via di fuga e uno degli ospiti più famosi viene trovato privo di vita nella propria camera.
In un contesto permeato da rivalità artistiche, ambizioni frustrate e sotterranee tensioni politiche, la giovane insegnante e aspirante scrittrice Rebecca Altamura comincia a intuire che la morte del celebre collega non è affatto un tragico incidente. Tra le mura del castello, dove ciascun partecipante custodisce segreti inconfessabili, la ricerca della verità si rivelerà l’impresa più rischiosa di tutte.
L’autore, nato a Roma nel 1980 e laureato in Giornalismo, vanta una lunga esperienza come redattore per importanti testate nazionali e come fondatore, nel 2015, del service editoriale Tracce d’Inchiostro, attraverso cui lavora come editor e ghostwriter. Con questa nuova opera, Mancini abbandona momentaneamente i mondi fantastici che gli hanno valso diversi premi letterari per firmare un giallo storico a scatola chiusa dal forte ritmo narrativo.