L’immunologia si conferma uno dei campi più dinamici e trasversali della medicina moderna. Le più recenti scoperte scientifiche stanno infatti trasformando profondamente la comprensione e il trattamento di numerose patologie, dall’oncologia alla neurologia, fino all’ematologia. In questo contesto diventa sempre più centrale la collaborazione tra discipline diverse e tra i professionisti impegnati nella ricerca e nella pratica clinica.
È il messaggio emerso durante “Escape Immunology”, giornata di studio ospitata all’Ospedale Cardarelli di Napoli, dedicata al confronto tra specialisti sulle nuove prospettive dell’immunologia clinica. L’iniziativa è stata promossa da Andrea Del Mastro, responsabile dell’unità di Immunologia e malattie disreattive della UOC Medicina 1, insieme a Marco Laccetti, già primario della stessa struttura.
Secondo Andrea Del Mastro, il progresso scientifico rende oggi indispensabile un dialogo costante tra le diverse competenze mediche: oncologi, neurologi, internisti, ematologi e immunologi sono sempre più chiamati a lavorare fianco a fianco per interpretare patologie complesse e sviluppare percorsi diagnostici e terapeutici efficaci.
L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali di Massimo Costa, direttore del dipartimento Polispecialistico del Cardarelli, e del senatore Orfeo Mazzarella, componente della commissione parlamentare che si occupa di sanità e politiche sociali. Nel suo intervento, Orfeo Mazzarella ha rilanciato la proposta di introdurre un codice di triage dedicato ai pazienti affetti da malattie rare già diagnosticate, con l’obiettivo di rendere più rapido ed efficace il loro accesso alle cure anche nelle situazioni di emergenza.
Nel corso della giornata medici del Cardarelli si sono confrontati con specialisti provenienti dall’Ospedale Pediatrico Santobono e dal Policlinico di Napoli, condividendo esperienze cliniche e aggiornamenti sulle più recenti innovazioni terapeutiche.
Tra i temi più discussi anche la malattia correlata alle IgG4, una patologia rara e complessa che può interessare diversi organi del corpo. Andrea Del Mastro ha spiegato come proprio al Cardarelli sia stato avviato un approccio multidisciplinare per affrontare questa condizione, coinvolgendo specialisti di varie branche internistiche.
In questo ambito il team ha sperimentato l’utilizzo di un farmaco sviluppato specificamente per la patologia, già approvato negli Stati Uniti e attualmente in fase di autorizzazione in Europa. Il medicinale, già impiegato per altre indicazioni, è stato utilizzato in un paziente con una forma particolarmente severa e recidivante della malattia, resistente alle terapie disponibili. I primi risultati, spiegano i medici, appaiono promettenti e aprono prospettive incoraggianti per il trattamento dei casi più complessi.
La mattinata ha visto anche la partecipazione della biologa francese Anne Puel, che ha tenuto una lectio magistralis dedicata alle immunodeficienze associate a una maggiore suscettibilità verso specifici patogeni.
L’intero evento è stato caratterizzato da un forte spirito multidisciplinare, con tavole rotonde e momenti di confronto tra esperti provenienti non solo dal Cardarelli ma anche dall’Università Federico II, dal CEINGE e dal CNR.
Per Marco Laccetti, presidente del corso, proprio l’immunologia rappresenta oggi il terreno comune su cui convergono molte specialità mediche. Di fronte alla crescente complessità delle malattie, il modello del singolo reparto che opera in modo isolato è destinato a evolversi verso forme di collaborazione più strutturate.
Il futuro della medicina, sottolinea Marco Laccetti, passa infatti attraverso gruppi di lavoro multidisciplinari capaci di mettere insieme competenze diverse per affrontare casi clinici sempre più complessi. Un approccio che, metaforicamente, ricorda una “escape room”: solo grazie al contributo di tutti gli specialisti coinvolti diventa possibile trovare la soluzione al problema.