Il Real Albergo dei Poveri a Napoli torna ad aprirsi alla città e lo fa attraverso il teatro, la musica e la partecipazione. In attesa della conclusione dei lavori di restauro, dal 6 al 16 ottobre 2026 il patio, l’auditorium e, per alcuni giorni, la terrazza del monumentale edificio di piazza Carlo III ospiteranno una serie di appuntamenti gratuiti dedicati ai temi dell’accoglienza, delle migrazioni, delle diaspore e delle marginalità.Gli eventi segnano l’avvio della prima parte del cartellone di RAP Napoli Millenaria e, contemporaneamente, il debutto della seconda edizione dei laboratori civici e culturali permanenti di Futuro Quotidiano, il programma ideato dalla direttrice artistica Laura Valente, organizzato dal Comune di Napoli e finanziato dalla Città Metropolitana di Napoli.Non è soltanto una rassegna di spettacoli. Il filo conduttore è il rapporto tra arte, memoria e cittadinanza, in un luogo che porta nella propria storia il tema dell’accoglienza delle persone più fragili e che oggi prova a trasformare quella memoria in uno spazio di produzione culturale contemporanea.
Ad aprire il programma, martedì 6 ottobre alle ore 20 sulla terrazza, sarà “Fame”, spettacolo site specific diretto da Armando Punzo e ispirato all’omonimo romanzo di Knut Hamsun.Protagonista è Paul Cocian, accompagnato dalle musiche e dal disegno sonoro di Andrea Salvadori. Al centro della performance c’è un giovane scrittore attraversato da una fame che supera la dimensione materiale e diventa ricerca di identità, libertà e possibilità di essere pienamente artefice della propria esistenza.Per Punzo l’appuntamento assume un significato particolare: il regista torna infatti nella sua Napoli dopo tredici anni. Nato a Cercola, è il fondatore della Compagnia della Fortezza, nata nel 1988 all’interno del carcere di Volterra e divenuta una delle esperienze più significative del teatro italiano legato ai luoghi di detenzione.
Mercoledì 7 ottobre alle ore 20, ancora sulla terrazza, sarà la volta di “E per loro. Suite per schiavottelli, elettronica e mandoloncello”, progetto poetico-musicale di Gianni Valentino, con Lello Tramma e Michele Signore.Lo spettacolo nasce da una ricerca condotta tra i documenti dell’Archivio storico del Banco di Napoli, dove Valentino ha rintracciato testimonianze della tratta di schiavi tra Napoli e Istanbul nel Seicento.Da quelle carte prendono forma quattordici poemetti in italiano e napoletano che raccontano le vicende di uomini, donne e bambini, cristiani e musulmani, costretti alla prigionia e alla perdita della propria identità. Napoli, Costantinopoli, Algeri e Positano diventano così i punti di una geografia mediterranea attraversata da migrazioni, violenza, scambi e contaminazioni.Musica elettronica, violino, mandoloncello, chitarra e voce costruiscono una performance sospesa tra concerto, poesia e installazione, facendo emergere anche una Napoli meno conosciuta: quella delle moschee clandestine intorno al porto, degli schiavi turchi impiegati per la Reggia di Caserta e delle prigioni del Maschio Angioino.
Sempre il 7 ottobre, alle 21.15, la terrazza ospiterà “Eredità”, concerto di Lucariello, con Federico Di Napoli e le voci dei ragazzi coinvolti nel laboratorio di rap e canzone napoletana realizzato dall’associazione CCO – Crisi Come Opportunità nell’Istituto Penale per Minorenni di Nisida.L’appuntamento rappresenta la prima tappa di una collaborazione tra Futuro Quotidiano e l’IPM di Nisida destinata a proseguire nei mesi successivi, rafforzando il laboratorio permanente e attivando nuovi percorsi rivolti a ragazze e ragazzi a rischio.L’obiettivo è costruire un ponte educativo e culturale tra Nisida e il Real Albergo dei Poveri, utilizzando la produzione artistica non soltanto come espressione individuale, ma come strumento educativo e di partecipazione.
Lucariello, tra le voci storiche del rap napoletano, affianca infatti da anni alla propria attività musicale il lavoro con i giovani detenuti. Il percorso avviato negli istituti penali minorili utilizza rap e teatro come strumenti attraverso i quali i ragazzi possono scrivere, registrare brani e costruire produzioni artistiche condivise.
Il programma si chiuderà il 16 ottobre alle ore 19, tra patio e auditorium, con il debutto napoletano di “Tiresia: nata vicino ai fantasmi. Nata tempesta” di Giorgina Pi/Bluemotion.La performance-installazione site specific, da ascoltare in cuffia, nasce nell’ambito del progetto Tiresias B Side ed è costruita come un diario sonoro di 35 minuti. Giorgina Pi ripercorre il proprio incontro con la figura di Tiresia attraverso i versi di Kae Tempest, portando negli spazi dell’Albergo dei Poveri una riflessione sul rapporto tra visibile e invisibile, identità e trasformazione, chi vede e chi non viene visto.Una relazione particolarmente significativa proprio all’interno di un edificio la cui storia è stata segnata, per secoli, dalla presenza di persone fragili e marginalizzate.
Futuro Quotidiano diventerà un laboratorio permanente. Da ottobre a dicembre la seconda edizione di Futuro Quotidiano svilupperà infatti un programma più ampio nel quale memoria storica, comunità, performance e riflessione civica sul futuro delle città saranno strettamente connesse.Dal 29 ottobre prenderà il via anche “Scuola popolare, nessuno escluso”, doposcuola gratuito rivolto ai bambini, insieme a laboratori dedicati al corpo e all’affettività, curati da Le Nuvole e destinati a coinvolgere ragazzi e ragazze provenienti dalle diverse municipalità della Città Metropolitana.Tra i percorsi in programma figura anche “Fotoromanza”, laboratorio che Giorgina Pi conduce con donne tra i 65 e i 90 anni. Ogni partecipante sarà accompagnata nella costruzione del proprio fotoromanzo personale, trasformando ricordi ed esperienze individuali in una narrazione collettiva. Il percorso proseguirà fino a dicembre e confluirà nella realizzazione di un documentario.È proprio questa dimensione laboratoriale a restituire il senso più ampio dell’iniziativa: fare del Real Albergo dei Poveri non soltanto un monumento da recuperare, ma un luogo nuovamente attraversato dalla città e dalle sue generazioni.La prima edizione di Futuro Quotidiano, realizzata nel 2025, aveva coinvolto oltre 1.500 ragazze e ragazzi, raccogliendo 2.500 proposte per la Napoli del 2050. Il progetto, nato nell’anno dei 2.500 anni di Neapolis, aveva trasformato il monumentale edificio in un laboratorio civico e creativo costruito intorno a tre direttrici – Radici, Visioni e Impegno – mettendo in dialogo memoria e futuro, cittadini e istituzioni.Con la seconda edizione quel percorso riparte. E la riapertura temporanea della terrazza assume anche un valore simbolico: restituire uno spazio alla città mentre il suo recupero è ancora in corso, facendo entrare nel monumento teatro, musica, giovani, anziani e storie che spesso restano ai margini.Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti.