Sabato, 28 Gennaio 2023

Cari Irlandesi, ‘o vino da' sango

La Commissione dell’Unione Europea ha autorizzato l’Irlanda a apporre sulle bottiglie di vino e birra etichette che ne denunciano la pericolosità per la salute.

Entro il 2026 quindi le bottiglie di vino, birre e altri alcolici vendute nell’isola verde avranno una sorta di targhetta molto simile a quella che ora si trova sui pacchetti di sigarette per indicarne le conseguenze sulla salute e scoraggiarne l’utilizzo.

“Il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “Alcool e tumori mortali sono direttamente collegati” potrebbero essere alcune delle etichette dei vini irlandesi. 

Una normativa che nasce per combattere l’abuso di alcool che in Irlanda è un problema molto serio (secondo i dati di Alcohol action Ireland il 70% degli uomini e il 34% delle donne sono considerati bevitori a rischio).

Contro la proposta irlandese si sono schierati il Parlamento europeo, Francia, Spagna e altri sei stati membri dell’Unione e Coldiretti attraverso le parole del presidente Ettore Prandini chiarisce: “E’ del tutto improprio assimilare l’eccessivo consumo di superalcolici tipico dei Paesi nordici al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità ed a più bassa gradazione come la birra e il vino che in Italia è diventato l’emblema di uno stile di vita lento, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre all’assunzione sregolata di alcol”.

In altre parole il presidente di Coldirettinon fa altro che confermare quello che direbbe qualsiasi napoletano utilizzando la vecchia saggezza popolare “'A carne fa carne, 'o vino da' sango, e 'a fatica fa jittà 'o sango”.

L’alcool in assoluto fa male ma “fa sangue” e  un mezzo bicchiere di vino rosso a cena è quasi un toccasana come confermano molti medici.

Perché il problema non è l’uso ma l’abuso di vino e chiaramente un messaggio terroristico non sembra essere la soluzione più ottimale.

Sono tante le cose belle che utilizzate in modo spropositato possono fare male.

Un conto è a tazzulella di caffè la mattina, un altro 123 caffè al giorno: voi ve lo immaginate il barista che la mattina al banco quando vi chiede se il caffè lo prendete schiumato o amaro vi elenca tutti i rischi del consumo eccessivo da caffeina?

La dipendenza da alcool è un problema serio in Irlanda come in qualsiasi posto del mondo ma non è sicuramente il “Ricordati che devi morire” su una bottiglia di vino che può risolvere la faccenda.

Informare va bene ma terrorizzare è un’altra cosa.

Dire ai consumatori di bere consapevolmente potrebbe essere una buona idea, “Alcool e tumori mortali sono direttamente collegati” mi pare una frase un po’ fortina per chi vorrebbe farsi un sano bicchiere di vino magari vicino ad una bella fetta di Casatiello.

Ah no, in Irlanda non lo fanno il Casatiello.

Peccato!

Giovanni Salzano
Author: Giovanni Salzano
Esperto di social media management, cura la rubrica di opinione Società.

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