Venerdì, 14 Giugno 2024

Luigi Di Fiore: Luca è tornato, aspettavo questo momento da anni

A grande sorpresa, ritorna nel cast di Un Posto Al SoleLuigi Di Fiore: il suo personaggio, Luca De Santis, il medico partito in missione in Africa ben 22 anni fa, grazie alla sua storia caratterizzata da passione e coraggio, appassionò i fan del social drama italiano, quando era appena agli esordi.

Un ritorno desiderato, in cui non ha mai smesso di sperare, l’attore di natali milanesi, ma che si è sempre definito per metà napoletano, ultimo di 6 figli nati da genitori partenopei trapiantati a Milano.

“C’era qualcosa che mi mancava. Ora sono di nuovo completo. Ritorno nella città dove è seppellita mia madre, per intenderci”, dice Di Fiore, più felice che mai.

Ora, il suo personaggio, Luca De Santis, ha accettato di fare il primario nell’ospedale della dottoressa Bruni, con cui si scontra facilmente. Ma Luca ha una battaglia davanti a sé da combattere: l’Alzheimer, di cui per il momento sa solo il suo amico Michele. L’interprete di Un Posto Al Sole – che ha partecipato in questi anni a serie tv di successo come La piovra, Distretto di Polizia, Incantesimo, Il Commissario Nardone – ci racconta come è stato tornare nella sua Napoli e come sta affrontando questa importante tematica sociale.

Cosa ha provato a rientrare sul set dopo tanto tempo?

Sono passati 22 anni dall’ultima volta, è stata una emozione grande. È curioso: quello che mi è successo, gli spettatori rivedono lo stesso attore che ha contribuito a far conoscere e crescere Un Posto Al Sole nei suoi primi 5 anni di vita. Napoli è la città dove è seppellita mia madre, io sono un ibrido, non mi sono mai sentito milanese. Perciò, esattamente come 22 anni fa, ora sento di essermi riappropriato della mia identità, lasciandomi alle spalle quella che ho vissuto come una dicotomia.

Come è successo per essere richiamato nel cast?

In questi anni c’è sempre stata l’ipotesi di far ritornare Luca De Santis. A me veniva la voglia, a più riprese, di tornare a Napoli. Poi, un bel giorno, feci uno spettacolo con Sergio Assisi, venne a vederlo uno degli autori, Paolo Terracciano, e mi disse che ci stava seriamente pensando. Ma non successe niente per due anni; invece, all’improvviso, proprio quando ci avevo messo una pietra sopra, mi arrivò la proposta di rientrare. Tuttavia, subito mi sono riambientato, è stato come ritornare nella casa dell’infanzia.

Cosa ha fatto in tutti questi anni?

Ho fatto tantissimo teatro e molte fiction e serie tv. Insomma, ho svolto la mia professione. Fare l’attore nel nostro Paese non è facile. Mancano politiche di sostegno al settore. Gli attori professionisti non vengono tutelati, c’è molta improvvisazione in questo mestiere e poche regole che lo disciplinano. Purtroppo è un fenomeno tutto italiano.

Con chi è rimasto in contatto del cast di Un Posto Al Sole?

I colleghi sono, in fondo, i familiari che ti scegli. Sono rimasto, in tutti questi anni, in contatto con Patrizio Rispo, Germano Bellavia, Marzio Honorato, Luisa Amatucci, Alberto Rossi, Maurizio Aiello, un po’ con tutti quelli con cui era cominciata questa avventura.

Ci sarà un ritorno di fiamma tra Luca e Giulia?

Dovrebbe. Anche qui, è tutto molto strano. Luca ha baciato Giulia l’ultima volta 22 anni fa, è come essere in una macchina del tempo. Chi amava allora questo personaggio, continua oggi a farlo.

Luca scopre di avere una forma di Alzheimer precoce.

L’Alzheimer è un bel tema, ha un forte impatto emotivo. Naturalmente, mi preoccupa l’idea che il mio personaggio possa andare via, dopo poco dall’essere rientrato, ma siamo ancora nelle fasi iniziali della malattia.

Come si sta preparando ad affrontare i risvolti che seguiranno?

Credo fosse importante affrontare questa malattia. La si può portare in scena in modi diversi. Intanto, affrontando gli effetti, perché sulle cause non ci sono ancora certezze dal punto di vista scientifico. E poi parlando dei caregiver, ovvero i familiari che si devono prendere cura di queste persone ma, studiando e documentandomi, ho scoperto che sono poche in Italia le realtà che supportano le famiglie e sul piano finanziario e su quello psicologico.

Approfondisco più che posso l’argomento, che sento come una enorme responsabilità perché è molto delicato ed eccezionale.

Ora Luca ha cominciato a fare il primario, senza rivelare a nessuno della sua malattia.

Sì, in effetti, Luca ha accettato l’incarico di primario nell’ospedale di Ornella, ma è un ruolo più legato all’aspetto tecnico che non operativo. Ora vedremo cosa accadrà.

C’è un altro argomento sociale che le sta a cuore?

Vorrei che si parlasse di più di problemi come la sanità e l’immigrazione legati al continente africano, perché sono temi non lontani da noi, riguardano il nostro futuro. Sarebbe interessante portare in scena anche la tematica della medicina sociale, dal punto di vista, ad esempio, di chi rinuncia alle cure mediche perché non se le può permettere.

Maria Nocerino
Author: Maria Nocerino
Sociologa e giornalista professionista, è specializzata nel giornalismo sociale. Ha collaborato con l’agenzia di stampa Redattore Sociale e con il quotidiano Roma per le pagine della Cronaca. Collabora con la rivista Comunicare Il Sociale.

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