L’Università degli Studi di Napoli Federico II e il Centro Nazionale per lo Sviluppo di Terapia Genica e Farmaci con Tecnologia a RNA sono tra i protagonisti del nuovo programma del Ministero dell’Università e della Ricerca dedicato alla cooperazione scientifica internazionale. I due enti figurano infatti tra i 13 soggetti italiani selezionati nell’ambito dell’Avviso 175/2026, che punta a favorire la mobilità di ricercatori provenienti dal Kenya all’interno delle infrastrutture di ricerca finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Grazie all’iniziativa, il Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche della Federico II ospiterà per sei mesi un ricercatore kenyota, coinvolgendolo nei programmi di ricerca dedicati allo sviluppo di nuove tecnologie per la medicina di precisione, le terapie geniche e i farmaci basati sull’RNA.
A coordinare il progetto sarà la professoressa Gerolama Condorelli, con la collaborazione del professor Nicola Zambrano, impegnati nello studio di tecnologie terapeutiche innovative fondate sugli acidi nucleici.
Il programma di ricerca sarà orientato allo sviluppo di strumenti sempre più avanzati per la diagnosi e la cura delle patologie oncologiche. Al centro delle attività ci saranno gli aptameri, molecole sintetiche capaci di riconoscere con elevata precisione specifici bersagli cellulari, insieme a piattaforme terapeutiche basate su RNA e a sistemi innovativi di rilascio dei farmaci.
Tra gli obiettivi figurano l’individuazione di nuovi biomarcatori attraverso la biopsia liquida, la progettazione di biosensori dedicati allo studio delle vescicole extracellulari e la realizzazione di sistemi di drug delivery mediante liposomi funzionalizzati. Il progetto prevede inoltre lo sviluppo di strategie che utilizzano RNA messaggero sintetico e virus oncolitici per indirizzare in maniera selettiva le terapie biologiche verso organi e tessuti specifici.
Le attività si inseriscono nel più ampio programma scientifico del Centro Nazionale, nato per accelerare la ricerca sulle terapie avanzate e favorire il trasferimento delle innovazioni alla pratica clinica.
Il bando, promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca e finanziato con 500 mila euro, sostiene una sperimentazione nazionale che coinvolge 13 enti di ricerca italiani, con il finanziamento di 19 progetti e 48 periodi di mobilità trimestrale destinati a ricercatori kenyoti.
L’iniziativa rappresenta una delle applicazioni concrete del Piano Mattei per l’Africa, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra Italia e Kenya nei settori della formazione universitaria, della ricerca e dell’innovazione, valorizzando al tempo stesso le infrastrutture scientifiche realizzate grazie al PNRR.
Secondo il presidente del Centro Nazionale per lo Sviluppo di Terapia Genica e Farmaci con Tecnologia a RNA, Rosario Rizzuto, il progetto dimostra come gli investimenti del PNRR possano continuare a produrre risultati anche oltre la realizzazione delle infrastrutture, favorendo lo scambio di competenze e la costruzione di collaborazioni scientifiche durature a livello internazionale.
L’arrivo del ricercatore kenyota consolida un rapporto già esistente tra il Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche della Federico II e il sistema universitario del Kenya. Negli ultimi anni sono infatti stati sviluppati programmi di collaborazione con la Kenyatta University e con l’Università di Nairobi, attraverso attività congiunte di ricerca, formazione e scambi accademici.
Per la professoressa Gerolama Condorelli, responsabile scientifica del progetto, questa esperienza rappresenta un’opportunità per sviluppare nuove strategie terapeutiche contro il cancro e, allo stesso tempo, rafforzare una rete internazionale costruita negli anni. La condivisione di competenze e prospettive diverse, sottolinea la docente, costituisce uno degli elementi fondamentali per accelerare l’innovazione nella medicina di precisione.
Con questa iniziativa, la Federico II e il Centro Nazionale confermano la propria vocazione internazionale, puntando sulla ricerca come strumento di cooperazione, formazione e sviluppo di nuove tecnologie destinate a migliorare la diagnosi e il trattamento delle malattie oncologiche.