Venerdì 27 marzo 2026 alle ore 18 nei locali di GalleriArt nella Galleria Principe di Napoli si terrà l’incontro Salute Mentale, esperienze a confronto.
Attraverso le pagine de “ Il Figlio Lontano” di Gennaro Buonomo e de “Il Gattablu” a cura di Nicola Valentino si incontrano e si abbracciano operatori della salute e chi , come Gennaro , da paziente riscatta la sua vita! Un abbraccio umano, fatto non solo di terapie ma di percorsi condivisi, dall’esperienza unica e irripetibile di ogni essere umano che si riscatta solo nel collettivo.
Ne “Il Figlio Lontano” c’è una storia di momenti , di scelte significative che segnano la vita dei personaggi. Un romanzo sulla distanza fisica ed emotiva, sui disagi psichici ma anche sulla convivenza e lo stretto legame con persone che con disagi di questo genere convivono ogni giorno.
“Il Gatta Blu” è invece la narrazione di un’ esperienza di cura fatta nel Centro Diurno di Scampia “Gatta Blu” e delle sue attività artistiche e sociali. La narrazione si sofferma sulle attività artistiche svolte e sui legami comunitari istituiti, indispensabili per la cura della sofferenza psichica, che non può non tenere insieme sofferenza individuale e sociale. Nell’autunno 2025 la Asl di competenza, in seguito all’assunzione diretta di personale per servizi socio-assistenziali e sociosanitari, ha proceduto alla chiusura del Gattablu, non rinnovando l’appalto alla cooperativa sociale con cui lavorano le operatrici e gli operatori che lo hanno animato. Dal 31 gennaio in tutto il territorio dell’ASL Napoli 1 sono terminate tutte le esperienze che vedevano la cooperazione fra terzo settore e azienda sanitaria. Termina così l’esperienza del Centro Diurno e della comunità.
Il gruppo di lavoro salute mentale della Consulta popolare Salute e Sanità della Città di Napoli accoglie e dialoga con queste due esperienze di cura a cui seguirà un dibattito pubblico tra sofferenti, familiari e operatori sulle pratiche di cura, che metta al centro il tema della salute mentale come problema della collettività tutta e per dare voce a chi molto spesso non ne ha.
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