La memoria come resistenza al tempo, il teatro come ultimo spazio in cui gli esseri umani possono ancora incontrarsi davvero: questa è la nuova stagione del Teatro Mercadante – Teatro Nazionale di Napoli, un cartellone ricco di produzioni, debutti internazionali, grandi interpreti e nuove scritture che trasformano il palcoscenico in un luogo di riflessione sul presente e sul futuro.
Il teatro ritorna ad essere comunità temporanea che condivide emozioni, dubbi e domande. Una comunità fragile e irripetibile che ogni sera si rinnova attraverso il rischio dell’incontro dal vivo, facendo della scena uno spazio di democrazia emotiva e civile.
Non a caso la stagione si apre nel segno di Samuel Beckett, autore che più di ogni altro ha saputo raccontare il vuoto e l’inquietudine dell’uomo contemporaneo. Sarà Renato Carpentieri il protagonista de L’ultimo nastro di Krapp, capolavoro del drammaturgo irlandese che esplora il rapporto tra memoria, rimpianto e identità. Lo spettacolo sarà affiancato da Press Conference di Harold Pinter, componendo un dittico che mette in dialogo due delle voci più profetiche del Novecento. La regia porta la firma del direttore artistico del Teatro Nazionale di Napoli, che inaugura così una stagione profondamente legata al tema del ricordo come strumento per comprendere il presente.
La memoria individuale e collettiva attraversa molte delle produzioni in programma. Tra queste spicca La vasca, nuovo testo di Franco Marcoaldi, interpretato da Anna Bonaiuto e diretto da Andrea Renzi. Al centro della pièce una donna che cataloga le vittime delle guerre contemporanee, trasformando numeri e statistiche in volti, storie e coscienze. Un’opera che affronta il dolore del nostro tempo con la forza della poesia e della testimonianza.
Tra gli appuntamenti più attesi figura il ritorno di Romeo Castellucci con Faust, nuova rilettura di uno dei miti fondativi della cultura occidentale. Il regista romagnolo sceglie di liberare il personaggio dalle tradizionali interpretazioni letterarie per trasformarlo in una figura universale, capace di interrogare le contraddizioni dell’uomo contemporaneo attraverso la potenza delle immagini e della visione scenica.
Importante anche la presenza de Il pozzo dei pazzi, testo di Franco Scaldati, affidato alla regia di Franco Maresco e Claudia Uzzo, e de Il pittore dell’ultimo giorno, spettacolo diretto da Federico Tiezzi e interpretato da Luigi Lo Cascio, tratto dal saggio di Vincenzo Trione dedicato all’universo artistico di Anselm Kiefer. Un viaggio teatrale che riflette sul ruolo dell’arte in un mondo attraversato da crisi, conflitti e trasformazioni radicali.
Di grande rilievo internazionale è anche l’arrivo di Lev Dodin, maestro del teatro europeo e direttore storico del Maly Theater di San Pietroburgo, che firma la regia de Il reparto n. 6 di Anton Čechov. Protagonisti saranno Marco Baliani e Tommaso Ragno, chiamati a dare voce a una riflessione profonda sul confine tra normalità e follia, tra potere e libertà.
Parallelamente, il Teatro San Ferdinando si conferma laboratorio privilegiato della drammaturgia contemporanea e della tradizione napoletana. Dal capolavoro di Manlio Santanelli, Uscita di emergenza, alla nuova messa in scena de Il Sindaco del Rione Sanità di Eduardo De Filippo interpretato e diretto da Geppy Gleijeses, fino a Notarbartolo, un uomo giusto, testo civile di Dacia Maraini dedicato a uno dei primi delitti di mafia della storia italiana.
Tra gli eventi più significativi della stagione emerge inoltre Studio su sei personaggi, originale rilettura pirandelliana firmata da Emma Dante, fresca del Leone d’Oro alla carriera assegnatole dalla Biennale Teatro. La regista palermitana continua così il suo percorso artistico con il Teatro Nazionale di Napoli, del quale è ormai una delle figure di riferimento.
Spazio anche alle nuove generazioni e alla sperimentazione con il festival TXT e con la direzione junior affidata a Pier Lorenzo Pisano, autore e regista di Julius Caesar – Teologia marziana. Un segnale concreto di attenzione verso i linguaggi emergenti e le nuove forme della scrittura teatrale.
La stagione guarda inoltre alla danza contemporanea internazionale con Cenere del coreografo spagnolo Marcos Morau, affiancato dai lavori di Marco D’Agostin e Luna Cenere, due delle personalità più interessanti della scena italiana.
Tra le novità assolute spicca l’arrivo a Napoli di Mario Banushi, artista greco-albanese che ha conquistato il panorama europeo con una poetica fondata sul linguaggio delle immagini e del silenzio. Il suo Mami si presenta come un intenso viaggio nella memoria familiare, una riflessione visiva sul legame tra madre e figlio capace di emozionare senza ricorrere alla parola.
Sul fronte del teatro civile torna invece Milo Rau, uno dei più importanti registi europei contemporanei, con Il processo Pelicot, realizzato insieme a Sevane Dècle. Un lavoro che affronta il trauma collettivo e il ruolo del teatro come spazio di elaborazione e comprensione delle ferite sociali.
A completare il cartellone saranno le numerose ospitalità nazionali e internazionali, tra cui il collettivo Kepler-452 con A Place of Safety, esempio significativo di teatro politico capace di intrecciare ricerca artistica e impegno civile.
La nuova stagione del Teatro Mercadante si presenta così come un grande mosaico di voci, linguaggi e visioni. Un percorso che attraversa memoria e contemporaneità, tradizione e innovazione, offrendo al pubblico non soltanto spettacoli, ma occasioni di incontro e di riflessione. Perché il teatro, oggi più che mai, continua a essere il luogo dove l’umanità prova a raccontarsi, a interrogarsi e, forse, a riconoscersi.