Il Teatro Trianon Viviani presenta la seconda parte della sua “stagione appassiunata”, un percorso con quarantasei appuntamenti tra prosa, musica, comicità, tradizione e nuove forme sceniche, mantenendo sempre una forte identità partenopea. Il cartellone accoglie grandi protagonisti della scena napoletana e nazionale: tra questi Peppe Barra, Benedetto Casillo, Ottavia Piccolo, Massimo Lopez, Enzo Decaro, Gino Rivieccio, Oscar Di Maio, Ciro Giustiniani, Antonella Stefanucci, Anita Mosca, Tommaso Bianco, Gianfranco Gallo e Peppe Lanzetta. Tanta musica in programma con Raiz, i 99 Posse, gli Osanna, Marco Zurzolo, Frida Bollani Magoni, Francesca Marini, Patrizio Trampetti e molti altri.
La programmazione si apre a gennaio con le ultime repliche della “Cantata dei Pastori”, storica produzione con Peppe Barra nei panni di Razzullo e Lalla Esposito in quelli di Sarchiapone, per la regia di Lamberto Lambertini. Subito dopo, il teatro dedica l’intera giornata del 6 gennaio a Roberto De Simone, figura determinante nella storia della struttura e della cultura teatrale napoletana, con mostre, incontri e proiezioni che ne ripercorrono l’opera e il legame con il Trianon. Nelle settimane successive arrivano la comicità popolare di Benedetto Casillo con “Caviale e lenticchie”, la musica civile di Luca ‘o Zulù Persico affiancato dalla violinista Caterina Bianco con “Vio-Lenti”, lo sguardo di Massimo Venturiello su Petrolini con “Chicchignola”, e l’esperimento tra lirica e stand up di Luca De Lorenzo in “Stand Up Opera”. Gianpaolo Gambi porta il suo provocatorio “Io odio Napoli”, mentre Enzo Decaro celebra Carosone con lo spettacolo musicale “Renatissimo”. Chiude il mese Gino Rivieccio con un viaggio ironico nella quotidianità partenopea, “Inciuci del golfo in salsa piccante”.
Febbraio si apre nel segno della musica d’autore con il quintetto di Marco Zurzolo e il concerto narrativo “Dint’ ’o scuro”, dedicato alle Quattro giornate di Napoli. Egidio Carbone Lucifero porta sul palco il ritratto inquieto e poetico di “Vito Carnale [Centripeta]”, mentre il 7 febbraio il teatro si stringe in un omaggio corale a James Senese, ricordandone la forza musicale e umana. Il mese si colora poi di atmosfere burlesque con “Voyageburlesque”, una prima assoluta per il Trianon, e ritrova la tradizione con Oscar Di Maio in “È asciuto pazzo ’o parrucchiano”, uno dei testi simbolo del repertorio di Gaetano Di Maio. Seguono il concerto dei Romito, “Post Tarantella”, che unisce folk e suggestioni contemporanee, la comicità narrativa di Ciro Giustiniani con “Reel”, e il racconto di emigrazione e tango in “Tango di periferia”. Gianluca Guidi rende omaggio a Frank Sinatra con “Sinatra, the Man and his Music”, mentre Maria Letizia Gorga attraversa la vita e le canzoni di Dalida in “Mademoiselle Guaglione”. A fine mese arriva un evento raro: la prima esecuzione in tempi moderni del “Barbiere di Siviglia” nella versione ottocentesca con parti in napoletano. L’ultima tappa del mese è il concerto di Frida Bollani Magoni, che presenta il suo universo musicale intimo e sofisticato.
A marzo, Antonella Stefanucci apre il mese con il suo ironico e struggente “L’artista incompresa”. L’8 marzo il teatro aderisce alla rassegna “Oltre l’8 marzo” ospitando il racconto di formazione femminile di Anita Mosca con “Doppio Specchio”, seguito da “Camicette Bianche”, musical dedicato alle operaie morte nell’incendio della Triangle Factory del 1911. La tradizione torna al centro con lo spettacolo dei Guarracini, “Tarantella Show”, mentre due serate ripercorrono l’evoluzione della canzone napoletana attraverso le sue stagioni più significative. Ottavia Piccolo, con un testo di Stefano Massini, porta in scena “Matteotti. Anatomia di un fascismo”, un’indagine civile su una delle pagine più buie del Novecento italiano; a seguire, un omaggio teatrale al grande Felice Andreasi unisce poesia, comicità e arte visiva. Tommaso Bianco propone la sua lettura di “Filumena Marturano”, realizzata insieme alla Scuola Raffaele Viviani, e il mese si chiude con tre serate musicali: il tributo satirico agli Squallor dell’“Opera Squallid Orchestra”, il nuovo progetto degli Osanna, “Suddance”, accompagnato da immagini storiche e inedite, e l’omaggio di Francesca Marini a Giulietta Sacco in “‘A riggina d’e ccanzone”.
Ad aprile, Gianfranco Gallo affronta la crisi sociale e individuale della nostra epoca con “Misantropolis”, mentre Patrizio Trampetti, Alfio Antico e Jennà Romano riuniscono sonorità folk, psichedelia e tradizione nel “Concerto delle Due Sicilie”. Fiorenza Calogero torna alle origini artistiche con “Fioreincanto”, seguita dalla musica d’autore di Santi Scarcella con “Zattere nel mare” e dalle atmosfere jazz-soul di Cerone, che in “’Ncopp’a ’sta terra” racconta una Napoli dalle mille sfaccettature. Massimo Lopez arriva con il suo “show” accompagnato dalla Jazz Company, mentre Raiz chiude il mese con due serate intense dedicate al suo progetto “Montecalvario”, un concerto-meditazione tra ricordo, dolore e rinascita, nel nome della moglie scomparsa e della ricerca oncologica.
Maggio si apre con “Canto Napoletano”, un viaggio guidato da Edda Cioffi e dedicato alla storia musicale della città, e prosegue con “Canzoni per la Vita”, evento benefico che vede insieme Bobby Solo, Iva Zanicchi e molti altri interpreti. Marisa Laurito coordina poi lo spettacolo “Storie di Donne e Madonne”, un mosaico di racconti sulla resilienza femminile, mentre “Dodici cartoline da Napoli”, con Francesca Curti Giardina, propone un ritratto poetico e musicale della città. Peppe Lanzetta torna sul palcoscenico con “Figlio di un Bronx Minore”, un viaggio tra memoria, rabbia e poesia urbana, seguito dal debutto al Trianon dei 99 Posse, protagonisti di una serata dall’energia incontenibile. La stagione si chiude con la Festa della Posteggia napoletana, interpretata da Aurora Giglio e dall’ensemble Mastro Masiello Mandolino, accompagnata da un’introduzione del musicologo Pasquale Scialò che ne contestualizza storia e tradizione.