La Stazione Zoologica Anton Dohrn (SZN) segna un importante passo avanti nella ricerca oceanografica mettendo in funzione l’Imaging FlowCytobot (IFCB) nel Golfo di Napoli. Si tratta della prima installazione in assoluto nel Mar Mediterraneo di questa tecnologia d’avanguardia, destinata a rivoluzionare la comprensione e la salvaguardia degli ecosistemi marini.
Sebbene invisibili a occhio nudo, gli organismi planctonici rappresentano i pilastri della vita sul pianeta. Il fitoplancton, in particolare, è considerato il vero “polmone blu” della Terra: produce circa la metà dell’ossigeno globale e assorbe enormi quantità di anidride carbonica, contribuendo in modo decisivo alla regolazione del clima.
Tuttavia, le comunità planctoniche cambiano con estrema rapidità. I metodi tradizionali di campionamento manuale e analisi in laboratorio risultano spesso troppo lenti per cogliere queste dinamiche. L’IFCB, sviluppato dalla McLane Research Laboratories, supera questo limite grazie a un sistema automatizzato capace di campionare, contare e identificare gli organismi in tempo reale.
Lo strumento è stato installato sulla boa elastica Meda B della SZN, una piattaforma tecnologica avanzata alimentata da pannelli solari e dotata di sensori per monitorare parametri ambientali come temperatura, salinità e correnti, oltre a una stazione meteorologica.
Questo “microscopio sottomarino” analizza l’acqua senza interruzioni, acquisendo fino a 30.000 immagini ad alta risoluzione ogni ora. Il vero salto di qualità risiede nell’integrazione con sistemi di intelligenza artificiale: algoritmi di machine learning elaborano l’enorme quantità di dati raccolti, identificando automaticamente specie, forme e dimensioni degli organismi. Il risultato è un monitoraggio della salute del mare estremamente rapido e preciso.
“L’IFCB rappresenta un punto di svolta fondamentale,” spiega la ricercatrice Leonilde Roselli. “Ci permette di osservare le risposte del plancton alle variazioni ambientali su scale temporali dell’ordine delle ore, cruciali per comprendere il funzionamento degli ecosistemi e il loro adattamento ai cambiamenti climatici e agli impatti antropici.”
Lo strumento consente inoltre di analizzare fenomeni come le fioriture algali — incluse quelle potenzialmente tossiche — e di approfondire le dinamiche di sviluppo e le interazioni tra specie.
Il raggiungimento di questo traguardo è il risultato di una collaborazione multidisciplinare all’interno della SZN. Il coordinamento scientifico è stato affidato a Leonilde Roselli ed Emilie Houliez. L’analisi della biodiversità e il riconoscimento tassonomico sono stati curati da Diana Sarno, con il supporto di Eleonora Scalco e Melponemi Mente.
L’integrazione tecnologica sulla piattaforma Meda B è stata gestita da Augusto Passarelli e Simonepietro Canese, mentre la messa in opera in mare ha coinvolto il team tecnico composto da Francesco Terlizzi, Davide Errico, Roberto Gallia, Marco Cannavacciuolo, Claudio Iorio e Vincenzo Rando. Il progetto ha beneficiato anche del supporto manageriale di Teresa Romeo.
Con questa innovazione, la Stazione Zoologica Anton Dohrn si posiziona come punto di riferimento nel monitoraggio marino ad alta frequenza nel Mediterraneo. L’IFCB rappresenta uno strumento cruciale per affrontare le sfide ecologiche del futuro, offrendo nuove prospettive per comprendere e proteggere gli ecosistemi marini in un’epoca segnata dai cambiamenti climatici e dalla crescente pressione antropica.