Il 16 e 17 maggio il Piccolo Bellini ospita The Fridas, il nuovo lavoro coreografico firmato da Sofia Nappi e prodotto da Komoco.
In scena i danzatori Paolo Piancastelli e Adriano Popolo Rubbio, protagonisti di un intenso duetto che prende ispirazione dal celebre dipinto Le due Frida di Frida Kahlo per esplorare il tema dell’identità umana, delle sue contraddizioni e delle sue infinite sfaccettature.
Attraverso movimenti speculari e divergenti, The Fridas costruisce un dialogo fisico tra i due interpreti, sospeso tra armonia e contrasto, vicinanza e distanza. La coreografia utilizza il corpo e lo spazio scenico come strumenti vivi di relazione, secondo il linguaggio artistico sviluppato da Komoco, dove lo spazio diventa elemento capace di unire e dividere.
Lo spettacolo supera il semplice dualismo tra i personaggi per entrare nei territori della vulnerabilità e dell’intimità, mettendo in discussione anche gli stereotipi legati alla mascolinità. I danzatori attraversano differenti stati emotivi e diventano simbolo delle molteplici identità che convivono in ogni individuo.
Il riferimento all’universo di Frida Kahlo emerge nella volontà di raccontare la complessità dell’essere umano, proprio come avviene nel celebre quadro della pittrice messicana. Il dipinto “esplode” sulla scena trasformandosi in un percorso fisico ed emotivo che riflette ambiguità, fragilità e pluralità dell’identità contemporanea.
Pensato sia per contesti teatrali sia per ambienti museali e spazi non convenzionali, The Fridas invita il pubblico a osservare la performance da differenti prospettive, aggiungendo nuove sfumature alla riflessione sull’essenza umana.
Nel finale, la coreografia sceglie un registro ironico e parodistico: i movimenti si trasformano in un gesto liberatorio che utilizza l’umorismo come strumento per affrontare il caos e le contraddizioni della vita.
Lo spettacolo vede la collaborazione artistica di Glenda Gheller, mentre le luci sono firmate da Alessandro Caso. I costumi, realizzati da Adriano Popolo Rubbio con Adelaide D’Ago, accompagnano la ricerca visiva e simbolica dello spettacolo.
La produzione è firmata da Komoco in coproduzione con Festival Danza in Rete – Teatro Comunale Città di Vicenza, con il sostegno di Oriente Occidente e Centro Coreografico Nazionale Aterballetto.