Artisti Associati – Centro di Produzione Teatrale porta sul palco del Teatro Diana, dal 10 dicembre, “Ti sposo ma non troppo”, una commedia romantica brillante e contemporanea interpretata da Vanessa Incontrada e Gabriele Pignotta, che firma anche testo e regia. Accanto a loro, sul palco, Fabio Avaro e Siddhartha Prestinari, in un allestimento curato da Alessandro Chiti per le scene, Rosalia Guzzo per i costumi, Stefano Switala per le musiche originali e Maximiliano Lumachi per le luci, con l’assistenza alla regia di Malvina Ruggiano.
Lo spettacolo nasce come un invito a chiedersi se siamo davvero pronti a innamorarci di nuovo. Dopo il successo di “Scusa sono in riunione… ti posso richiamare?”, Pignotta torna a esplorare con ironia e profondità le dinamiche sentimentali del nostro tempo, mettendo in scena una storia che non si limita a far sorridere, ma che sa anche toccare corde emotive autentiche.
“Ti sposo ma non troppo” racconta le vite di quattro persone che, superata la soglia dei quarant’anni, si ritrovano a fare i conti con il fragile equilibrio delle relazioni moderne. Andrea, interpretata da Vanessa Incontrada, è una donna innamorata e madre premurosa che vede crollare le sue certezze dopo il tradimento del marito. Luca, il fisioterapista divorziato portato in scena da Gabriele Pignotta, cerca di destreggiarsi tra il rapporto con la figlia e il labirinto di illusioni offerto dalle app di incontri. A completare il quadro ci sono Carlotta e Andrea, la coppia formata da Siddhartha Prestinari e Fabio Avaro, che dopo quindici anni di matrimonio deve affrontare una crisi profonda, capace di mettere in dubbio tutto ciò in cui aveva creduto fino a quel momento.
Le loro storie si intrecciano in modo vivace e sorprendente, dando vita a un mosaico di emozioni contrastanti: dai momenti comici e dalle gaffe irresistibili alle riflessioni più intime e alle rivelazioni improvvise. Tra fragilità, desideri inespressi e improvvisi slanci di coraggio, i protagonisti si ritroveranno a riscoprire il bisogno di amare e sentirsi vivi, anche quando tutto sembra suggerire il contrario.
La commedia, già apprezzata dal pubblico nel suo adattamento cinematografico del 2014, arriva ora a teatro con una versione completamente rinnovata, più attuale e ricca di sfumature. È un viaggio nella complessità dei sentimenti, ma anche un’occasione per sorridere delle nostre insicurezze e delle nostre piccole grandi contraddizioni.
“Ti sposo ma non troppo” invita gli spettatori a chiedersi se davvero siamo diventati incapaci di costruire relazioni durature o se, invece, l’amore moderno richiede un’evoluzione personale che spesso non abbiamo il tempo o il coraggio di affrontare. Un’occasione per lasciarsi coinvolgere, riflettere e magari, perché no, innamorarsi ancora una volta.