Il Tribunale di Trapani ha sospeso la detenzione amministrativa della nave Mediterranea, protagonista ad agosto di uno dei casi più discussi nel Mediterraneo centrale. La giudice ha riconosciuto che la decisione dell’equipaggio di rifiutare il porto lontano di Genova e approdare invece a Trapani — per sbarcare le persone soccorse in condizioni critiche — era “giusta, necessaria e profondamente umana”.
La sentenza definisce l’azione della nave come mossa da un “esclusivo spirito solidaristico, a tutela dei soggetti fragili”, stabilendo che non può essere punita chi agisce per salvare vite in mare.
Un pronunciamento che molti definiscono una vittoria della solidarietà sul calcolo politico e sulla paura.
“Questa vittoria è di tuttƏ noi!”, commentano da Mediterranea Saving Humans. “È la prova che la solidarietà può ancora prevalere sulla paura e sulla propaganda.”
La decisione del Tribunale arriva dopo mesi di tensioni tra le autorità italiane e l’ organizzazione umanitaria impegnata nei salvataggi. La Mediterranea era stata trattenuta nel porto di Trapani per aver disobbedito all’ordine di dirigersi a Genova, porto assegnato a oltre 700 chilometri di distanza dal punto del soccorso.
Secondo la magistratura, l’equipaggio ha agito nel pieno rispetto dei principi di necessità e umanità: la distanza e le condizioni meteo avrebbero messo a rischio la vita dei naufraghi, tra cui donne incinte, minori e persone ferite.
La sentenza è stata accolta come una pagina storica nel dibattito europeo sulla criminalizzazione della solidarietà. Ma mentre la Mediterranea si prepara a tornare in mare, la cronaca ricorda che l’emergenza umanitaria non si ferma.
Solo pochi giorni dopo la decisione del Tribunale, una motovedetta libica ha aperto il fuoco contro un peschereccio in acque internazionali: un ragazzo di 15 anni è in coma, e due persone risultano gravemente ferite.
“È per questo che dobbiamo ripartire subito,” spiegano dall’organizzazione. “Ogni volta che salpiamo, portiamo con noi la prova che un altro modo di stare al mondo è possibile — fatto di solidarietà, giustizia e coraggio.”