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Napoli-Cuzco, la mostra a Palazzo Carafa

  • Redazione
  • Novembre 13, 2023
  • 3:49 pm
  • Arte

“Napoli > Cuzco: Due capitali tra scrittura, architettura e data visualization” è la mostra che guida il visitatore in un viaggio nel tempo e nello spazio, tra storie e connessioni, tra due città apparentemente lontane come Napoli e Cuzco.

Città, invece, sorprendentemente vicine per storia e relazioni. Attraverso documenti originali e ricostruzioni virtuali, il pubblico verrà trasportato in un mondo di intriganti connessioni storiche tra il vicereame napoletano e i territori d’oltreoceano durante il periodo della Corona Hispánica. Un viaggio multimediale profondamente innovativo.  

L’esposizione è stata presentata a Napoli, in via San Biagio dei Librai 121, nella sede della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania a Palazzo Carafa. All’inaugurazione hanno partecipato Gabriele Capone, Soprintendente archivistico e bibliografico della Campania, Costanza Miliani, Direttore dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Ricardo Mar i Medina, Docente di archeologia dell’Università Rovira i Virgili di Terragona, Luigi La Rocca, Direttore Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio. Le conclusioni sono state affidate a Felice Casucci, Assessore alla semplificazione amministrativa e al turismo della Regione Campania.  

La narrazione multimediale coinvolge il pubblico attraverso sincronizzazioni audio e video di alta tecnologia, mentre la proiezione laser su uno schermo di 10 metri per 4 metri trasporterà il visitatore in un periodo storico che va dal XVII al XVIII secolo, quando il viceré di Napoli, il conte di Lemos, riceveva resoconti direttamente da Cuzco. Questi documenti, tra cui lettere che risalgono al 1610, rivelano dettagli sulla battaglia di Cajamarca e sul comportamento del conquistador Francisco Pizarro e degli amministratori spagnoli. 

La mostra è stata voluta dal Soprintendente Archivistico e Bibliografico della Campania Gabriele Capone: “Questo percorso multimediale consente di stabilire una connessione fortissima tra la Napoli, capitale del viceregno spagnolo, e Cuzco. Il viceré di Napoli fu, infatti, tra i primi nel mondo occidentale a ricevere informazioni sulle condizioni e sullo stato delle popolazioni indigene peruviane.  Il racconto tecnologico della mostra, arricchito dal contributo documentario proveniente da diverse Istituzioni nazionali ed internazionali, restituisce una trama costituita da vicende singolari e personaggi inaspettati tra cui il viceré di Napoli, i gesuiti, il principe di Sansevero, i mercanti genovesi, fino ad arrivare al XX secolo e a Clara Miccinelli.  Insomma si sono coniugati nuovi linguaggi con il rigore della documentazione storica, in uno sforzo corale con alcuni istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’Università Federico II e l’Università Rovira i Virgili di Terragona”.  

La mostra si arricchisce ulteriormente con ricostruzioni virtuali di Napoli e Cuzco, che evidenziano le continue trasformazioni urbane delle due città. Inoltre, vengono presentati manufatti provenienti dal Perù, tra cui retabli ayacuchani e rappresentazioni di Pachamama in corda e lana. 

La parte documentaria della mostra include documenti originali prestati dall’Archivio di Stato di Napoli e dall’Archivio storico della Fondazione Banco di Napoli, tra cui lettere, disegni e documenti cifrati. Vi è anche una sezione dedicata ai manufatti e una postazione multimediale che permette ai visitatori di approfondire l’uso dei quipu, un sistema di scrittura utilizzato nell’Impero del Tawantinsuyu. 

Inoltre, un monitor touch screen coinvolge il pubblico nella visualizzazione di disegni dal manoscritto di Blas de Valera “Primera Nueva Corónica y buen gobierno,” conservato nella Biblioteca Reale di Danimarca a Copenaghen. 

La mostra si preannuncia come un’esperienza coinvolgente, che mescola nuove tecnologie con il rigore della documentazione storica per raccontare la storia sorprendente e complessa di Napoli e Cuzco.  

La mostra sarà aperta al pubblico dal 14 novembre 2023 al 12 gennaio 2024, dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30 con ingresso gratuito ogni ora, senza necessità di prenotazione.  

L’iniziativa è parte della rassegna “Carte in Arte: Storie e vicende tratte dagli archivi napoletani”, finanziata dalla Regione Campania. La mostra è stata realizzata in collaborazione con diverse istituzioni di ricerca e università, rendendola un’esperienza culturale eccezionale. 

L’evento è frutto della collaborazione tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’Università Rovira i Virgili di Tarragona e l’Università degli Studi Federico II di Napoli Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e Risorse. 

Immagine di Redazione

Redazione

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Non so voi, ma io ho visto il ritorno al campionato dopo la pausa per il torneo delle nazionali allo stesso modo in cui si vive il rientro a scuola dopo le vacanze di Natale. Ma non un rientro a scuola tranquillo, ma un rientro a scuola in cui odi quasi tutti e tutti odiano te. La professoressa di matematica ti detesta e non ti fa parlare. Il tuo vicino di banco non si lava. La ragazza o il ragazzo che ti piace non ti guarda neanche per sbaglio. Non capisci cosa dice il professore di filosofia. Non ci si torna con piacere in un posto così, no? Ecco, io vivevo con la stessa ansia il ritorno al campionato. Non ci volevo tornare, non volevo vederle di nuovo le partite. Ma niente di personale, è che era talmente una sofferenza vedere il Napoli negli ultimi tempi che avrei voluto che quel torneo della nazionale – che per inciso, ancora devo capire cos’è, perché io per le prime due partite ero convinta che fossero le qualificazioni degli europei – durasse ancora molto, molto a lungo. Ma tipo fino a Natale.  Però prima o poi ci devi tornare, in campionato come a scuola. E con la medesima ansia. E invece… torni a scuola e il tuo vicino di banco forse si è innamorato, perché adesso si fa la doccia tutti i giorni. La tua professoressa di matematica non ti umilia. Il professore di filosofia, chissà perché, forse si è riposato durante le vacanze, ed è diventato più comprensibile. E il ragazzo o la ragazza che ti piace, che prima non ti concedeva neanche uno sguardo, adesso, complice il fatto che la fila del tuo banco non puzza più, sembra addirittura rivolgerti lo sguardo. Sembrava addirittura che ti sorridesse. A te.  E sabato sera giochiamo con il Frosinone e sembra che sia cambiato qualcosa. Il Napoli non è più il Napoli di tre settimane fa. Torna McTominay, la squadra la gioca a calcio, è aggressiva, combattiva. E poi, Hojlund sbaglia un rigore, De Bruyne gli fa vedere come si fa. E ne segna un secondo gol, e ci prende quell’euforia strana che Allegri mi sembra addirittura sopportabile. Non ancora simpatico, ma sopportabile. Lucca rimane il peggiore acquisto della storia, ma mica si può avere tutto. Così il Napoli sembra essere tornato una squadra vera. Bentornati. Foto di copertina di Carlo Hermann
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